Inchiesta: consegne delle moto in ritardo

Abbiamo simulato l’acquisto delle moto più vendute: se non si ha la fortuna di trovarle in pronta consegna dai concessionari bisogna rassegnarsi ad aspettare. Il 40% delle moto non sarà nelle mani di chi le ha ordinate prima del 2022

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Il 40% delle moto non sarà nelle mani di chi le ha ordinate prima del 2022

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di Aldo Ballerini

I ritardi delle consegne delle moto, come sappiamo - e molti hanno subìto - dipendono dalle difficoltà generate dalla pandemia, carenze delle materie prime, dei semilavorati e dalle difficoltà dei trasporti. Oggi ci mettiamo dalla parte del cliente che va in concessionaria a cercare una moto, perché un conto sono i proclami, un altro la realtà.

Prima di scendere nel dettaglio ricordiamo i punti principali che sono alla base dell’attuale situazione. Il mercato di moto e scooter continua correre a due cifre: secondo i dati forniti da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori ) nei primi otto mesi del 2021 ha segnato un aumento complessivo di oltre il 31% rispetto allo stesso periodo del 2020 (penalizzato dal lockdown dovuto all’emergenza Covid). Ma anche nel più significativo confronto con il 2019 il dato è ampiamente positivo: con ben 227.467 mezzi targati nei primi otto mesi di quest’anno l’aumento del mercato è del 17,4%. Questo risultato è dovuto, rispolverando il vecchio detto che riguarda la moto, alla “voglia di libertà” che abbiamo provato dopo tanti mesi chiusi in casa e senza eventi ai quali partecipare fisicamente, ma nel conto ci va anche il boom della mobilità individuale, per i motivi di sicurezza che ben abbiamo in mente, che ha richiamato nelle concessionarie un gran numero di motociclisti e scooteristi, nuovi e di ritorno. È un risultato talmente positivo da sorprendere tutti, Case motociclistiche comprese, che avevano pianificato la produzione su numeri più prudenti; se a questo aggiungiamo le difficoltà prima citate dovute alla pandemia, capiamo bene come mai oggi sia più difficile trovare dal concessionario la moto che desideriamo.

Oggi la produzione di una moto o di uno scooter coinvolge sempre l’area asiatica, a volte per il 100%, a volte anche solo per qualche componente. Ed è per questo che anche le Case che sono meno dipendenti dalle forniture di quell’area soffrono della crisi delle materie prime e dei componenti. Attualmente il punto dolente riguarda in particolare la fornitura della componentistica elettronica: se manca anche un semplicissimo microprocessore che regola, per esempio, il tachimetro, la moto non è completa e quindi non esce dallo stabilimento. Anche le Case motociclistiche che producono in Cina, e sono quindi più vicine a molti produttori di semilavorati e microprocessori, hanno dei problemi di approvvigionamento. Possono essere più o meno importanti a seconda del legame con la rete dei fornitori, ma la differenza sostanziale è dovuta alla pianificazione della produzione: se prima della crisi si è assicurata la presenza di tutta la componentistica e si sono prodotte molte moto, queste non saranno certo carenti nelle concessionarie. In questo caso però ci possono essere dei modelli più o meno “fortunati” a seconda della pianificazione, in termini numerici ma anche temporali.

Per realizzare questa inchiesta abbiamo selezionato una serie di modelli, i protagonisti del mercato (escludendo quelli di cui è attesa una nuova generazione), e abbiamo simulato la prima fase dell’acquisto, cioè la prenotazione di un determinato modello presso i concessionari, due a Roma e due a Milano. Spesso si trova la moto richiesta in pronta consegna e, se non è disponibile nella concessionaria in quel momento, è comunque possibile averla nel giro di qualche giorno. Nelle reti ben organizzate i concessionari collaborano tra loro, in maniera autonoma oppure coordinati dalla Casa, distribuendo le moto sul territorio italiano a seconda della richiesta del singolo cliente, ed è per questo che si possono ottenere molto presto. Per contro ci si deve adattare al colore e spesso anche alla versione disponibile, prendendo quella che c’è, altrimenti il discorso cambia notevolmente: se si ordinasse la moto oggi le risposte variano a seconda del modello, della Casa e anche del concessionario.

Ovviamente abbiamo pensato che avremmo potuto correre il rischio di promesse ottimistiche per non perdere il contatto col cliente: è possibile chiedere di scrivere la data di consegna sul contratto, ma ha poco valore, rappresenta più un accordo tra le parti. Anche perché il concessionario si impegna a consegnare la moto entro quella data, ma se c’è anche un minimo dubbio sulla consegna da parte della Casa aggiunge la clausola “Salvo imprevisti”. In tal caso se il cliente lo richiede viene resa la caparra ma non ci sono penali. Senza clausola è dovuto il doppio della caparra. Ne è risultato che ci sono molte moto in “pronta consegna”, evidentemente è una “fotografia” della sitazione attuale. Oggi i concessionari tendono a non fare magazzino, quindi è vero che le moto in questo momento ci sono, ma potrebbero essere vendute nel giro di pochi giorni. I casi di tempi più lunghi, da 60 a 90 giorni, sono quelli in cui la moto deve arrivare dalla fabbrica e ci sono situazioni in cui è difficile prevedere i tempi di consegna, soprattutto se in arrivo da altri continenti. Con tempi di attesa di tre mesi, di fatto, se ne parla nel 2022, con relativo consiglio di immatricolare la moto nell’anno nuovo. Gli accessori sono per lo più disponibili. In genere lo sono sulle moto in pronta consegna. Su quelle in arrivo, che in media tardano 60 giorni, c’è più incertezza, visto che la maggior preoccupazione del concessionario è fare arrivare la moto.

Siamo a fine stagione, e quindi i concessionari sono meno in tensione, anche se le vendite vanno avanti, poiché la passione non finisce con l’estate e questo periodo è tempo di affari. Infatti sono in vista i nuovi modelli, e si possono immaginare offerte su quelli (in realtà pochi) rimasti nelle concessionarie, e poi ci sono nell’aria aumenti dei listini, dovuti ai maggiori costi di produzione e di trasporto. È quindi il momento buono per l’ordine, anche per fermare un modello 2022 in arrivo: è vero che siamo ancora lontani dalla primavera, ma meglio non rischiare, il periodo difficile, tra produzione e trasporti, non è ancora finito.

Dalla nostra inchiesta è emerso che il 40% delle moto non sarà nelle mani di chi le ha ordinate prima del 2022. E per la metà di queste non esistono tempi definiti. Meno incertezze per le europee, con KTM in testa. Nei prossimi giorni vi daremo il quadro esatto della situazione, dopo aver provato ad acquistare Benelli TRK 502, BMW R 1250 GS, Ducati Multistrada V4, Fantic Motor Caballero 500, Honda NC750X, Kawasaki Z900, KTM 1290 Super Adventure, Moto Guzzi V7, Suzuki V-Strom 650, Triumph Street Triple 1200 RS e Yamaha Tracer 9.

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