27 June 2014

Il V4 della Honda VFR1200 è il cuore della Ariel Ace

Ecco una moto super esclusiva proveniente da Oltremanica e spinta dai 173 CV del motore giapponese. Il marchio sul serbatoio è impegnativo, ma la Ace non ha nulla di banale. Arriva nel 2015, sarà iper personalizzabile, ma non per tutti

Il v4 della honda vfr1200 è il cuore della ariel ace

Novità interessanti dall’Inghilterra. La Terra di Albione, da sempre legata a doppio nodo con il mondo delle moto ha in serbo un’altra sorpresa, che debutterà al Goodwood Festival of Speed (dove vedremo anche l’altra novità britannica, la Hesketh 24). Si tratta della Ariel Ace.

 

SI PARTE DA UN GO-KART DA 245 CV

Il Marchio Ariel (qui il sito), attivo nella prima metà del secolo scorso, riprende quindi a viaggiare su due ruote, dopo l’avventura delle quattro. Qualche anno fa infatti è stata presentata la Atom, una automobile due posti esoterica (più simile ad un go-kart, a dire il vero: in gallery alcune immagini) e dalle prestazioni eccezionali: spinta da un motore Honda VTEC di 2.000 cc e 245 CV, fa però dell’essenzialità e della leggerezza la sua forza. In confronto, persino la sportiva KTM X-Bow sembra un’auto da passeggio…

 

DALLE 4 ALLE 2 RUOTE, IL CUORE RESTA HONDA

Il disegno del telaio a traliccio della Atom, un po’ curvo e con travi di generosa dimensione, lo ritroviamo anche sulla nuova moto, pure lei costruita nella fabbrica di Crewkerne, nel Somerset. A proposito del telaio: realizzato in alluminio, disegna un traliccio, ma è realizzato in sei sezioni principali lavorate a controllo numerico e poi saldate tra loro. Un processo che richiede ben 70 ore!

La Ace è mossa da un motore Honda V4, quello della VFR: 1.237 cc, con 173 CV a disposizione, per una velocità massima di oltre 265 km/h. Come sulla Honda VFR1200, il cliente potrà scegliere se avere il tradizionale cambio a sei rapporti oppure un moderno DCT a doppia frizione.

La possibilità di scelta, non si limita a questo: la personalizzazione al momento dell’acquisto è quasi totale: estetica, sospensioni (oltre all’inclinazione del cannotto regolabile, si può optare per una forcella tradizionale a steli rovesciati oppure un sistema tipo Girder), scarico, ruote, altezza sella e posizione di guida possono variare secondo i gusti e le esigenze di ciascun cliente, che potrà così avere una moto sportiva, una naked o una cruiser. Tutte sulla medesima base: ancora una volta, il suggerimento è di guardare le foto della gallery.

 

IMPERATIVO: PERSONALIZZARE!

Secondo Simon Saunders, boss della Ariel, questa è la linea giusta da seguire. E ce lo hanno dimostrato anche le maggiori Case motociclistiche: prendete la BMW nineT o la Yamaha XV950, personalizzabili con pochi gesti e anche nel box con componenti offerti dalla Casa stessa (qui la splendida Pure Sports ispirata alla FZ750). Simon, fondatore e presidente della Ariel ltd. Dice di seguire, nella progettazione dei suoi mezzi -la Atom prima e ora la Ace- il motto dell’Azienda, che lui stesso ha coniato: “Serious Fun”, divertimento serio, un ossimoro che promette piacere di guida ad alto livello.

 

SI FARÀ PAGARE

La produzione, che prevede dai 100 ai 150 esemplari l’anno, avrà inizio nel 2015 e si potrà acquistare la Ace a partire da 20.000 sterline, circa 25.000 euro. Un prezzo non esagerato, se si tiene conto della finezza delle lavorazioni.

 

IL DNA C’È

Benché le Ariel moderne non abbiano alcun rapporto -se non il nome- con quelle di 50 e passa anni fa (vedi gallery), bisogna ammettere che lo spirito innovativo è il medesimo. Ve la ricordate la Ariel Square Four, opera del genio di Ed Turner? Aveva un motore quattro cilindri in quadrato, con cilindrate -nelle varie versioni- da 500 a 1.000 cc e fu prodotta per quasi trent’anni. Ecco come “canta” il motore.

 

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