“Il 3 ruote non mi imbarazza più e lo voglio eco e sicuro!”

Ecco il risultato del nostro sondaggio riguardante gli scooter con… una ruota in più. Questi mezzi sono capiti e accettati sempre di più, col fattore sicurezza che guadagna importanza. Il confronto col sondaggio dell’anno scorso

“il 3 ruote non mi imbarazza più e lo voglio eco e sicuro!”

I veicoli a tre ruote non sono più una novità. Non che il mercato ne sia saturo, ma il pubblico di certo si è un po’ assuefatto a questi scooter sui generis. È dal 2007 che li vediamo circolare (MP3 su tutti: ecco il nuovo 300, presentato da pochi giorni) per le strade delle nostre città, e oggi non ci voltiamo più a guardarli quando passano, quando piegano, quando il conducente si arresta senza mettere i piedi per terra. Anche se non c’è stato il boom che molti pensavano o speravano – e che tuttavia non può essere escluso considerato il fenomeno di urbanizzazione delle città di qui ai prossimi 10 anni – questi “cosi” a tre ruote vengono percepiti in modo diverso. Per scoprire come è cambiato il sentire comune negli ultimi mesi (anche per l’arrivo di grosse novità, come lo Yamaha Tricity, che va ad aggiungersi a Piaggio, Peugeot e Quadro), abbiamo riproposto un sondaggio sui 3 ruote vecchio di oltre un anno, ovviamente senza modificare alcuna domanda. Ecco il risultato.

 

MA QUALE FATTORE MODA: LO COMPRO SOLO PERCHÉ È SICURO!

Per prima cosa si registra una crescente consapevolezza dell’utenza rispetto al grado di sicurezza che questi veicoli possono offrire. Il valore aggiunto di uno scooter di questo tipo è di avere piena padronanza del mezzo nelle situazioni più pericolose e imprevedibili. Nel 2013 questo vantaggio rispetto ai classici due ruote era percepito dal 75% dei motociclisti. Oggi questa percentuale è salita di 9 punti. D’altronde che senso ha comprare un 3 ruote per altri motivi che non siano la sicurezza? La gente lo ha capito, e coloro che pensano al “fattore moda” come determinante per la scelta di un veicolo di questo tipo sono precipitati in 12 mesi dal 19% al 6%! Fa invece un grosso balzo avanti il “fattore comfort”: per il 9% degli intervenuti al nostro sondaggio (nel 2013 era il 5%) il valore aggiunto di questo tipo di veicolo è la comodità. Niente di più vero: basterebbero 100 metri di pavé per rendersene conto.

 

È SEMPRE PIÙ COMPATTO E MANEGGEVOLE MA COSTA ANCORA TROPPO

I 429 votanti (erano 348 nel 2013) al nostro sondaggio hanno rivelato di essere motociclisti “maturi” capaci di mettere a fuoco il mercato e i prodotti che offre. Ce lo rivela l’accurata analisi sull’insuccesso –ma sarebbe più giusto dire modesto successo- di mercato sin qui incontrato dai 3 ruote. Innanzitutto da quando è arrivato il Tricity è scesa, a ragione, la preoccupazione per gli ingombri laterali e la minore dimestichezza/maneggevolezza nel traffico rispetto a un due ruote (qui il nostro test tra i birilli con i maxi 3 ruote). Ieri questo era un problema per il 34% dei votanti, oggi lo è per il 29%. In più diminuisce – vivaddio!- quell’imbarazzo tutto italiano nel mostrarsi in giro con un mezzo che i sedicenti motociclisti “veri” bollano come “sfigato”. Tradotto in numeri si passa dal 37% al 33%. È più comprensibile invece il problema, sentito in modo crescente, dei maggiori costi di acquisto e di gestione rispetto a uno scooter “normale”: complice la crisi, si passa dal 29% al 37%.

 

LO VOGLIO ELETTRICO (E PURE COMODO)!

Come può rilanciare se stesso questo genere di veicolo? Quali passi ulteriori deve fare per conquistare il cliente? Quali investimenti devono fare le Case? A questa domanda si ottengono risposte non troppo differenti dal passato. Nell’ottica di un crescente bisogno di sicurezza e di comfort crescono dal 24% al 26% coloro i quali vorrebbero le due ruote basculanti anche al posteriore e passano dal 25 al 26% quelli che attribuiscono al tetto la capacità di dare un comfort “automobilistico”. Perde punti, invece, il desiderio di un propulsore elettrico: si passa dal 50 al 48%, ma l’ecologia rimane il tema dominante in previsione di città sempre più affollate e, potenzialmente, anche più inquinate.

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