di Beppe Cucco - 01 aprile 2020

Iannone condannato, non tornerà in sella nel 2020

In seguito al caso di doping Andrea Iannone è stato condannato dalla Corte Disciplinare Internazione della FIM a 18 mesi di sospensione. Il pilota di Vasto potrà tornare in sella solo a metà 2021. Possibile ora il ricorso al TAS

1/14

In seguito al caso di doping Andrea Iannone è stato condannato dalla disciplinare della FIM a 18 mesi di sospensione (rischiava fino a 4 anni). La pena inflitta al pilota di Vasto parte dal 17 dicembre 2019, il giorno in cui è stato sospeso per essere stato trovato positivo al controllo anti doping effettuato dopo il Gp di Malesia del 3 novembre, e terminerà dunque il 16 giugno 2021. Inoltre, per il 18° e il 19° Gran Premio, svoltisi dal primo al 3 novembre 2019 (Malesia) e dal 15 al 17 novembre (Valencia), Iannone viene squalificato vedendosi rimuovere i punti e gli eventuali premi ottenuti in questo periodo di tempo.

Nella sentenza i giudici della Corte Disciplinare Internazionale della FIM hanno spiegato che la tracce di drostanolone nel sangue di Iannone sono arrivate in seguito ad una contaminazione alimentare (carne mangiata in un ristorante). Ad Andrea è stato imputato di non aver controllato le sostanze proibite e alla casa di Noale di non aver vigilato. L'entourage del pilota dell'Aprilia ha appreso con sconcerto la decisione dei giudici, che è quantomai contraddittoria: "La sentenza ha riconosciuto in modo completo e inequivocabile la contaminazione ai danni di Andrea Iannone. Il pilota, pertanto, esce completamente pulito da questa vicenda. In maniera incomprensibile il tribunale ha comunque condannato il pilota a 18 mesi di sospensione perchè avrebbe dovuto, sempre a parere dei giudici, informarsi sul rischio di contaminazione alimentare. Tutti gli atleti riconosciuti contaminati sono stati prosciolti, pertanto al momento è un caso unico".

Ora Iannone, con il suo avvocato difensore Antonio De Rensis, ha la possibilità di fare ricorso al TAS, il Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna, ma in questo caso i tempi non sono affatto brevi. Si potrebbe arrivare all’autunno 2020 per una risposta dal TAS.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli