I discorsi del Bar e altre due o tre cose

Poi arriva l'espertone dice che fai i discorsi de bar. Sì, li faccio. E allora? Toccate il guard-rail e poi pensate. La Tesi è cambiata e me ne sono accorto adesso. L'elettronica un po' deprime

I discorsi del bar e altre due o tre cose

Uno scrive una cosa e stai tranquillo che arriva quello che dice “Ballerini, fai discorsi da bar”. Sì, faccio i discorsi da bar. A volte sì, non sempre ma li faccio. Beh, e allora? Non posso fare i discorsi da bar? Cosa c'è di male? Ora, il bar. Prima di passare all'elogio del luogo dove siamo venuti su - se non siete cresciuti in un bar riflettete - io vedo che il più delle volte chi accusa non è che con i suoi amici tratti tutti i giorni dei massimi sistemi. Se fosse così, però, peggio per lui, sarebbe di una noia mortale.

 

MA POI QUALI SONO QUESTI “DISCORSI DA BAR”?

Faccio fatica a vedere il limite tra un discorso serio e una balla da bar. Poi non importa. Perché raccontarsela tra amici è divertente. Tanto ci si conosce. Sai benissimo che sotto i due minuti al Mugello tu non ci scendi manco se esci alla Savelli. Poi non c'è bisogno di andare al bar per spararsele. Un po' di anni fa: ai box di Adria c'era un tizio che mi dice che con la sua moto usciva dalle curve di traverso, e dai gesti pareva che Garry McCoy fosse uno sfigato. Beh, lo trovo in pista e... lasciamo perdere. Pensavo si fosse rotta la moto, che avesse sbiellato, invece secondo lui guidava di traverso. Ma va benissimo così. Prima di tutto non c'è niente di male ad andare in pista da turista, qua nessuno è un fenomeno - quelli sono in TV - e poi è stato divertente ascoltarlo e vederlo all'opera. Sono passati anni e me lo ricordo ancora, un bel risultato. Cambio discorso.

 

LA CARNE  È DEBOLE

Alcuni anni fa ho avuto un incidente su strada. Ero con lo scooter. Il guard-rail è una cosa strana, per te: sta lì, pensi “beh, ci vado addosso, pazienza, una botta, una spallata, cosa sarà”. Invece la botta quella volta l'ho data sul serio, tra l'altro non velocissimo, penso sui 40-50 km/h. Mi sono rotto un po' di costole, fatto due ematomi interni, un rene e la milza, che per fortuna non sono stati costretti a togliermi. Dopo la botta camminavo come un vecchio di 100 anni, stavo in piedi 2 minuti e poi dovevo stendermi. Mi dicevo, accidenti, non riuscirò mai più a piegarmi e tirar su un peso. Poi è passato tutto, ora sono come prima, ma è stata lunga e dura.

 

IL FERRO È DURO

Poi sono andato a toccarlo quel guard-rail, e ho scoperto che è solido ferro, duro, durissimo, freddo. Fa paura. Pensa a un pezzo di carne, quella del macellaio. Ecco, prova a dargli un pugno, si schiaccia. Pensa a buttarla contro un muro, quella braciola, si spappola. Noi siamo così. Quando guidiamo questi accidenti di muretti e guard-rail sono lì, a pochi metri da noi. Eh, niente, se pensate ancora come pensavo io - beh, ci vado addosso, pazienza, una botta, una spallata, cosa sarà - vedete di cambiare idea. Mi è venuta in mente questa cosa perché un mio amico ha avuto un brutto incidente finendo proprio contro un guard-rail. La moto non c'è più, lui è tutto rotto ma c'è. Grazie a Dio. Cambio discorso.

 

LINEA DIRETTA CON LA GOMMA

Tutte le moto da competizione hanno la forcella. Tutte quelle che hanno tentato nuove strade sono sparite. Ci sarà un perché. Uno è che la forcella, quando si schiaccia, predispone l'assetto all'entrata in curva, rendendola più pronta. Quando si ristende, la moto torna più stabile, come deve essere sul veloce. Ma la cosa che ritengo sia fondamentale è che la forcella unisce direttamente le mani con la ruota: un tubo d’acciaio ci collega direttamente con ciò che ti tiene in piedi. Fondamentale. Con altri sistemi questo viene a mancare, più o meno, vedi la Telelever, la Duolever. Sulla Tesi invece sparisce proprio. La prima volta che l'ho guidata infatti non mi sono trovato per niente, tipo vai e fidati. Un conto è andare a passeggio, sai che fino a un certo punto la gomma tiene, stai lontano sa quel punto e sei tranquillo. Un conto è in gara: devi arrivare al limite e giocarci, se stai sotto ti passano, se lo passi cadi. Devi capire al 100% dov'è 'sto limite.

 

LA NUOVA TESI: CHI SE LA ASPETTAVA

Allora vado al BEW, Bimota Experience Weekend, e mi propongono la Tesi: "Dai, ti diverti, è cambiata tantissimo". Mah, penso: sarà migliorata un po' da quando l'ho provata, un bel po' di anni fa. Ci salgo, sono scettico. Parto, e ancora quella strana sensazione là davanti, non si capisce bene. Mhm... Poi arriva la prima curva e la strana sensazione sparisce del tutto. Anche la mia teoria del collegamento diretto va a farsi friggere: evidentemente è una str… cretinata. Perché la nuova Tesi è bellissima: freni dentro la curva, la butti giù e lei sta dentro. Non affonda davanti, ma non importa, tanto in curva entra velocissima lo stesso. Anzi meglio, puoi frenare più sotto perché davanti ti sostiene e dà fiducia.

 

FILMARE IL DIVERTIMENTO

Ho chiesto all'ingegner Andrea Acquaviva: “Come avete fatto?”. Dice (tra le altre cose): “Alzando il fulcro del forcellone anteriore, così la moto si schiaccia un po' in frenata e dà fiducia; prima era troppo bilanciata, anzi, in frenata quasi si alzava, dando quella sensazione di incertezza”. Hanno lavorato proprio bene. Ma purtroppo io non ho foto né un video decente di questo giro con la Tesi, perché ho messo la macchinetta più o meno nel collo e non ho preso bene le misure: se volete vi faccio vedere un bellissimo tappo del serbatoio che cammina in pista. Qualcosa c'è, ma non rende esattamente l'idea del divertimento (come ad esempio quello che si vede nel video con la DB9, per restare in tema). Peccato. Foto e video sono due mezzi straordinari per trasmettere le emozioni, così diversi che non si possono paragonare. Ma i video mi emozionano, il movimento, il rumore. È difficilissimo farli bene, a volte succede.

 

UNA COSA CHE NON HO DETTO DELLA BB3

Nella stessa giornata la Bimota ha presentato la BB3. Motore ed elettronica della S 1000 RR, ormai sapete già tutto. Ho guidato con tutti i controlli attivi, e nemmeno con la mappa "cattiva", la slick, perché quella arriverà Qui le mie impressioni di guida e di seguito il video. Guardatelo, poi torniamo sul discorso.

 

 

Dico all'ingegner Gustato: “Entra parecchio il traction, e anche l'ABS, perché la pista è asfaltata da poco, è ancora da "rodare" (poi nella notte aveva piovuto, un nubifragio), e il grip non è il massimo”. "Ti tolgo tutto - mi dice - se vuoi". "Valà che va bene così - rispondo - non devo fare a gara con nessuno". Pensavo anche che non sarebbe stato bello sdraiare una delle cinque bellissime BB3 che c'erano in pista, carena in carbonio, tutto dal pieno, per carità. Entro, faccio due giri, nella curva prima del rettilineo del traguardo apro un po', e la BB3 si mette di traverso. C'era dello sporco proprio in traiettoria, poi l'ho capito. Fortuna che non abbiamo tolto nessun controllo.

 

L'ELETTRONICA SARÀ DEPRIMENTE MA TI SALVA LE CHIAPPE

Moto di traverso - e mica un po' - ma non ho avuto paura. Ma non perché io pensi che Garry McCoy sia uno sfigato, semplicemente perché tra gomme, sospensioni ed elettronica tutto ha funzionato alla perfezione, tutto sistemato e risolto così velocemente che uno non fa nemmeno in tempo a farsi venire un accidente. Dopo anni che guidi con l'elettronica una scodata così è normale, e non ci fai nemmeno caso. Dico solo due cose: ok, sono stato in piedi, ho domato 200 CV e me ne vanto. Però un po' di amaro resta in bocca: senza traction e piattaforma inerziale cosa sarebbe successo? Per scoprirlo basta spegnere tutto e rifare il giro. Fate sapere.

L'altra cosa è questa: se guidi con l'elettronica, ma anche con l'ABS, un solo giorno, poi torni subito sulle moto basiche, non c'è nessun problema, vai come prima. Ma se guidi con l'elettronica per anni, cosa succede quando te la tolgono? Sei di nuovo capace di mettere una pezza a un eventuale problemino? Fate sapere.

 

 

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