04 March 2013

Husqvarna non produrrà motori in India (per i prossimi due anni)

Il CEO di KTM: la Husky SM 125 potrebbe essere la prima a montare motore Bajaj. Punto a 20.000 moto entro tre anni. Il mercato europeo perderà l’8-10% quest’anno, ma le 125 e le moto economiche cresceranno

Husqvarna non produrrà motori in india (per i prossimi due anni)

Ecco la seconda parte della nostra intervista esclusiva a Stefan Pierer, CEO KTM e nuovo proprietario di Husqvarna (per la prima parte cliccate qui


Appena la notizia del suo acquisto di Husqvarna è circolata in Italia, tutti hanno pensato che avesse intenzione di vendere alla Bajaj la maggioranza di KTM
Sarebbe stupido. Ogni step della vicenda Husqvarna è stato discusso con Bajaj e anche i prossimi step vedranno Bajaj coinvolta. Quindi passo dopo passo Husqvarna verrà integrata nel nostro grande gruppo, senza coinvolgere KTM .

Vedremo moto Husqvarna prodotte in India?
Siccome Bajaj produce motori per KTM, come per esempio il 390, potrebbe tranquillamente diventare una risorsa anche per Husqvarna, ma non credo per i primi due anni. Ora noi vogliamo concentrarci su una gamma competitiva. Al top. Per esempio in Italia oggi la 125 SM di Husqvarna è una delle moto che vende di più e non è escluso che in futuro, un modello di quel tipo, potrà avere un motore Bajaj. Sicuramente vogliamo sviluppare anche la gamma supermoto, che sarà il primo step per quanto riguarda i prodotti stradali. Husky ha nelle SM una lunga tradizione.

In concreto, quali obbiettivi si pone?
Oggi Husqvarna sta vendendo circa 10.000 unità, che poi realmente sono settemila. In un periodo di tre anni l’idea è quella di raddoppiare le unità, arrivando a ventimila.

Come presidente ACEM (l’associazione europea che raggruppa i costruttori di motoveicoli, ndr), qual è la sua visione a breve e lungo termine del mercato?
Per i prossimi due o tre anni mi aspetto un ulteriore calo. Per il 2013 ci aspettiamo un calo dell’8-10% in Europa, con differenze tra nord e sud. Bisogna puntare sulla mobilità urbana, per brevi spostamenti, perché le macchine stanno diventando troppo costose per i clienti normali. Poi ci sarà una crescita delle piccole cilindrate, dalla 125 cc alla media cilindrata, più economiche.

È per questo che state cercando di rimettere in sella i giovani?
Da un lato ci sono i quattro giapponesi dominati da Honda, che dà la direzione per tutti. E questa direzione è molto conservativa e punta solamente alla sicurezza, che è importantissima ma non attrae i giovani. È veramente difficile far comprendere ai giapponesi l’importanza di fare qualcosa per i ragazzi. Per quanto riguarda l’Europa, BMWè molto radicata sui motociclisti maturi e non guarda ai giovani. Ha una clientela più vecchia di circa 10 anni rispetto a KTM. Per noi la politica dei giovani parte dalle gare, perché nelle gare iniziano i bambini di sette anni. La stragrande maggioranza dei genitori dei giovani d’oggi non sono mai in moto, quindi i ragazzi non hanno una formazione motociclistica, ci devono arrivare da soli. E il travaso padre/figlio è fondamentale.
 

Per la prima parte dell'intervista esclusiva a Stefan Pierer cliccate qui
Domani la terza ed ultima parte, in cui il CEO di KTM parla di moto elettriche (che non gli piacciono) e di sport.

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