30 gennaio 2003

Honda Varadero 2003

Pensiero libero

Tecnica


La concorrenza incalza e così, dopo 4 anni di onorata carriera, la maxienduro stradale di Honda si rinnova nella tecnica e nell’estetica. Ora, con il cambio a sei rapporti e l’iniezione elettronica, consuma meno. Invariato il piacere di guida ma il peso è aumentato.

Partiamo dalla nota dolente della vecchia versione: i consumi. L’iniezione elettronica ed il cambio a 6 marce hanno apportato un sensibile beneficio. Nulla di eclatante ma ora la Varadero ha consumi nella media delle moto da 1.000 cc. Si attesta su 16,8 km/l in autostrada a velocità Codice, 13,6 km/l nel ciclo urbano e 16,2 km/l nel percorso extraurbano. La versione precedente faceva registrare rispettivamente: 13,2 km/l, 13 km/l, 14,3 km/l. All’atto pratico (la frequenza delle soste per il rifornimento) la differenza è tangibile.
Lo abbiamo verificato provando la nuova versione insieme alla precedente a 5 marce ed alimentazione a carburatori. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche tecniche della nuova Varadero. Il motore bicilindrico di 996 cc adotta l’iniezione elettronica PGM-FI con corpi farfallati da 42 mm ed iniettori a 12 ugelli per ottimizzare la nebulizzazione e quindi i consumi. Il rapporto di compressione è di 9,8:1 (9:1 sulla vecchia versione) e le emissioni inquinanti rientrano nei limiti della normativa Euro 2.
L’aggiunta della sesta marcia ha comportato la modifica della spaziatura degli altri rapporti: seconda, terza e quarta sono state allungate; prima, quinta, primaria e trasmissione finale sono invece invariate. La ciclistica si basa sul conosciuto telaio in tubi di acciaio a cui è appeso il propulsore, con il forcellone infulcrato direttamente sul carter motore. Sulla prima versione alcuni utenti lamentavano sospensioni troppo soffici, così ora tutto l’assetto è stato irrigidito, sia di idraulica che di molleggio (ed al posteriore è stata anche modificata la progressività del monoammortizzatore), ed anche abbassato: 20 mm all’anteriore e 10 mm al posteriore.
Sui cerchi a 3 razze in lega leggera sono montati dischi da 296 mm all’anteriore e 256 mm al posteriore, su cui agiscono pinze a tre pistoncini, necessaria al funzionamento del sistema di frenata integrale.

Estetica e finiture



Affiancando vecchia e nuova versione si può apprezzare il riuscito restyling che però interessa solo la metà anteriore. Identico il posteriore tranne che per il supporto luce targa cromato. Cupolino, regolabile su tre posizioni, e le fiancate, più slanciate e con sfoghi dell’aria calda più ampi, sono più strette, così come il parabrezza, di altezza praticamente invariata ma meno esteso alla base.
Lo “sguardo” del gruppo ottico è ora più accigliato e le frecce non sporgono più restando a filo delle carene. Di disegno diverso anche i paramani, ora più arrotondati e moderni. Identici gli specchi retrovisori. Nonostante questo è impossibile non capire a prima vista che si tratta di una Varadero, così come è obiettivamente difficile, incrociandone una, non confonderla con la concorrente di Noale: la somiglianza con il frontale della Caponord, in particolare del gruppo ottico, è veramente notevole.
E’ stato ridisegnato anche il paracolpi in plastica del motore il cui lato sinistro presenta un carter dell’alternatore di diverso disegno.
Tutta nuova la strumentazione
: tachimetro e contagiri sono ancora analogici ma ora le classiche spie di servizio affiancano un ampio display a cristalli liquidi. Quest’ultimo fornisce informazioni sul chilometraggio totale e parziale, orario, temperatura liquido refrigerante e consumo istantaneo (switch per km/l o l/100km). Per il livello del carburante c’è solo una spia che indica la riserva (4 litri dei 25 di capienza del serbatoio).
I comandi elettrici, dall’azionamento intuitivo, sono di disegno antiquato, inferiori allo standard Honda, così come il livello generale delle finiture. Come su tutte le nuove moto manca il comando per l’accensione degli anabbaglianti: essendone obbligatorio l’utilizzo anche di giorno la loro accensione è collegata alla chiave di contatto. C’è però, sul lato sinistro, il comando delle “quattro frecce”. Il manubrio non è più nero ma anodizzato ed il tappo carburante è ora a filo del serbatoio. La Varadero viene costruita nello stabilimento Honda spagnolo.

Su strada



La sesta marcia permette di viaggiare a 130 km/h costanti a 4.500 giri, ben 1.000 giri in meno rispetto alla versione 5 marce. Grazie alla taratura più sostenuta delle sospensioni ora la Varadero è più precisa sia sul veloce che nel misto stretto. Ne beneficia anche la guida a pieno carico perché la moto si “siede” meno. Il legame con il fuoristrada si limita ai pneumatici nelle tipiche misure da maxienduro ma al di là di compatte strade bianche non è consigliabile andare.
Anche in città se la cava
bene grazie al buon angolo di sterzo, alla dolcezza del motore ed alla facilità nel poggiare sempre stabilmente almeno un piede a terra.
La frenata è pronta e potente
, occorre solo fare un minimo di assuefazione al sistema di frenata integrale. Agendo sulla leva al manubrio si azionano i pistoncini esterni delle pinze anteriori ed il pistoncino interno della pinza posteriore. Il pedale del freno aziona i pistoncini esterni della pinza posteriore e quelli interni delle pinze anteriori. A chi avesse velleità fuoristradistiche consigliamo prudenza dato che non è possibile azionare separatamente i freni sui due assi.
La frizione con comando a cavo è morbida
così come gli innesti del cambio. E’ molto facile trovare la “folle” sia dalla prima che dalla seconda marcia. E’ notevole la dolcezza di erogazione del motore che consente di riprendere nella marcia più alta, senza strappi, anche da basso numero di giri. La condotta brillante viene assecondata con naturalezza, grazie al brio del propulsore che ha coppia e potenza massima erogate rispettivamente a 6.000 e 8.000 giri.
Il peso è alto in assoluto (oltre 248 kg) e comunque maggiore di 11,6 kg rispetto alla vecchia versione.
Così come la precedente versione, la Varadero è molto comoda sia per il pilota che per il passeggero, entrambi ben riparati dal vento ben oltre le velocità consentite dal Codice della Strada. Il cupolino della precedente versione copriva meglio le spalle.
La disponibilità di accessori prevede cavalletto centrale, baule da 45 litri, valigie laterali da 35 litri e manopole riscaldate. La si può scegliere nei colori grigio/nero, blu/nero, rosso/nero con parafango in tinta con la carrozzeria.
Il prezzo è di 10.881 euro chiavi in mano.
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