Honda Cub e la pubblicità: "Piace alla gente che piace"

Vi ricordate la coloratissima campagna pubblicitaria dell’Honda Super Cub? Venne pubblicata nel 1962 su Life, la importante rivista di costume e fotogiornalismo americana

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Super Cub C100, ovvero il veicolo più venduto al mondo. Lo scooter inventato da Soichiro Honda nel 1958 ha superato i 100 milioni di pezzi (lo ha fatto nell’ottobre 2017), e oggi viene costruito in 15 Paesi nel mondo. Per dare un’idea dei numeri del Cub altri modelli “classici” come il Maggiolino Volkswagen si fermano a 21,5 milioni, mentre la Vespa ha accumulato oltre 18 milioni di pezzi dal 1945. Il Super Cub C100 nasce con un motore 4T di 50 cc: semplice nella meccanica, economico nell’uso. Il cambio ha 3 marce e frizione automatica, mentre il veicolo è formato da un telaio in lamiera, uno scudo in plastica e ruote da 17” abbastanza grandi per affrontare tutte le strade e sufficientemente piccole per avere una sella bassa da terra. Oyaji-san, ovvero Vecchio Uomo come chiamavano i progettisti della R&D il gran patron di Honda, pensava che un veicolo del genere dovesse essere facilissimo da guidare, e l’idea di non avere una leva della frizione da tirare gli piaceva moltissimo. Idea che venne utile quando le vendite del Super Cub furono accompagnate da una martellante campagna pubblicitaria voluta da Takeo Fujisawa, socio di Soichiro e mente strategica dello sviluppo mondiale di Honda. Tra le immagini che apparivano nelle réclame sui giornali, anche il lavoro dei fattorini che consegnavano i Soba Noodles, quella specie di spaghetti che sono lo slow food dei giapponesi. Le foto dei ragazzi che guidavano il Cub con una mano sola e con l’altra tenevano in equilibrio pacchetti di noodles abilmente impilati si sposava con il credo di Soichiro che vedeva in questo scooter un mezzo pratico, assolutamente vicino alla gente comune e ai loro interessi. Fujisawa sosteneva che l’espansione mondiale di Honda non sarebbe stata completa senza la conquista del mercato americano. Il Cub poteva sfondare, ma il primo impatto fu demoralizzante perché fu un flop: nel 1959 Honda lo vendeva nelle concessionarie ed officine moto, ma in USA andavano le grandi cilindrate e nemmeno veniva considerato dai motociclisti. Venne tentata la strada dei campus universitari, dei negozi di armi e pesca, degli articoli sportivi. Così quel piccolo veicolo cominciò a diffondersi, ma il vero boom arrivò ancora grazie alla pubblicità. La vedete qui sopra: “Si incontrano le persone più piacevoli su una Honda” è la traduzione dello slogan che nel 1962 venne accostato a tanta gente comune, per niente motociclisti. Di nuovo Fujisawa fa centro, ma vince anche Soichiro e la sua idea del veicolo “popolare”.

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