Honda CBF 600

Test su strada

Moto per tutti


Nell’era delle ipersportive da 180 CV, delle maxienduro da 250 kg e delle naked dallo stile ricercato, Honda propone una di quelle moto che si definiscono intelligenti. Media cilindrata, motore potente ma non troppo, estetica sobria e prezzo d’acquisto davvero conveniente. 6.840 euro in allestimento standard e 7.440 euro con ABS.

In Italia la moto più venduta è la Hornet, ormai lo sanno anche gli automobilisti. Nel resto d’Europa la bella naked Honda non riscuote questo incredibile successo. In Francia, Germania, Olanda ed un po’ in tutto il nord Europa, piacciono di più moto come Yamaha Fazer e Suzuki Bandit S. Sarà nel cupolino il segreto del loro successo? Può darsi, ma non può essere solo quello il motivo. Forse noi italiani siamo più attenti all’apparire che all’essere, forse i nostri cugini europei hanno condizioni climatiche meno favorevoli e preferiscono la protettività all’estetica.

Quale che sia la ragione, Honda per non sbagliare cerca di accontentare tutti ed affianca alla Hornet la nuova CBF 600 a 4 cilindri, solo nella versione con mezza carena per non dare fastidio alle vendite del “calabrone” (in Germania e Francia, ad esempio, la CBF 600 c’è anche naked perché la Hornet non riscuote lo stesso successo che ha in Italia).

Tecnica



Tecnicamente la nuova CBF 600 si basa su motore e ciclistica della Hornet. Il propulsore è il noto 4 cilindri in linea frontemarcia di 599 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione a 16 valvole, cambio a 6 rapporti ed alimentazione a carburatori. Le modifiche hanno portato ad una riduzione della potenza in favore di una erogazione della coppia più “piena” ai regimi medio-bassi. La potenza è scesa quindi a 78 CV (96 sulla Hornet) a 10.500 giri e la coppia, leggermente inferiore, è ottenuta 1500 giri più in basso: 8.000 anziché 9.500.

Tutto ciò, unito alla rapportatura finale accorciata, ha dato a questo motore più vèrve in ripresa, per rendere la guida più facile e fluida grazie alla minore necessità di ricorrere all’uso del cambio.
Carattere addolcito quindi, per mettere l’accento sulle grandi doti di fuibilità e facilità di guida della CBF e “convertire” automobilisti e scooteristi all’appagante pratica del motociclismo.
Per cercare di far cambiare idea anche i più convinti assertori della pericolosità delle due ruote, Honda propone in optional per la CBF, con sovrapprezzo di 600 euro, il sistema antibloccaggio ABS.

La ciclistica si basa sullo stesso telaio in acciaio a “spina dorsale” e sulle stesse sospensioni della Hornet, queste ultime opportunamente rivedute nella taratura per meglio adattarsi alle diverse caratteristiche della CBF.
Si tratta di una forcella tradizionale con steli da 41 mm non regolabile e del monoammortizzatore privo di leveraggi progressivi con precarico regolabile su 7 posizioni.

Uguali anche i freni, con i due dischi anteriori da 296 mm con pinze a 2 pistoncini ed il disco posteriore da 240 mm con pinza ad 1 pistoncino.
Diversi i cerchi, non solo nel disegno. Si tratta di ruote a 6 razze sdoppiate di aspetto solido e gradevole su cui sono montati pneumatici nelle misure 120/70-17 all’anteriore e 160/60-17 al posteriore.

Estetica


Esteticamente gradevole, pur senza entusiasmare, la CBF a prima vista suscita nell’osservatore una sensazione di deja vù. Il motivo è da ricercare nella forma del codone ed in particolare dei gruppi ottici, simili all’anteriore a quello dello scooter Jazz ed al posteriore alla VFR, maniglioni per il passeggero compresi.

La linea è sobria
, “pulita”. Il cupolino appuntito si estende verso il basso fino a coprire parzialmente i lati del radiatore. Il silenziatore di scarico è nella posizione tradizionale sul lato destro.
Gli indicatori di direzione sia anteriori sia posteriori sono integrati nella carrozzeria e la sella è divisa su due piani non troppo sfalsati.

Il plexiglass del cupolino è “staccato” in modo da formare una feritoia che evita turbolenze nella zona del casco. Inoltre è regolabile su una posizione più alta (+5 cm) per garantire protezione anche ai più alti. E proprio in tema di ergonomia e regolazioni i progettisti Honda hanno fatto uno sforzo per andare incontro a piloti di tutte le taglie. Garantiscono che tutti, dai 157 ai 190 cm di altezza, possono trovare una posizione di guida comoda e non affaticante.
Questo grazie alla sella regolabile su tre posizioni, da 770 mm di altezza a 800 passando per i 785 mm. La sella, alzandola, si sposta anche indietro fino ad un massimo di 1 cm, questo perché i più alti hanno anche braccia più lunghe.
Regolabile è anche la posizione del manubrio, basta ruotare di 180° i suoi supporti. Peccato solo che tutto ciò si debba effettuare manualmente con gli attrezzi, riducendo parzialmente la facilità (e l’utilità) dell’operazione. C’è però da dire che se la moto viene utilizzata da una sola persona simili regolazioni si fanno una tantum.

Per quanto riguarda la dotazione di bordo c’è una sola grave mancanza, l’indicatore del livello carburante (c'è la spia della riserva),  cosa che appare peraltro strana visto che non è lo spazio a mancare (sulla parte sinistra della strumentazione c’è un quadrante utilizzato dalla sola spia dell’ABS). Da notare la scelta di posizionare “all’antica” il manettino dello starter, sul motore e non sul manubrio.

Su strada



La CBF 600 è molto piacevole da guidare. Ma andiamo con ordine. La posizione in sella è naturale, senza costrizioni di sorta, con le braccia appena flesse ad impugnare un manubrio alla giusta altezza, il busto quasi eretto e le gambe non troppo piegate. L’imbottitura della sella è perfetta per chi non siede a ridosso del serbatoio mentre chi vi si appoggia può trovare scomodo il ridotto spessore della gommapiuma nella zona di “confine”.

Il motore è il vero protagonista di questa CBF. Immaginate le sensazioni in sella ad una Hornet 600 con quasi 20 cavalli in meno… Fatto? Sbagliato! La nuova media Honda ha un suo carattere ben distinto da quella della sorella più pepata. E’ più lineare nell’erogazione con una maggiore prontezza di risposta ai regimi medio-bassi. Aiuta a prendere subito confidenza con un’erogazione brillante ma mai violenta. Certo, è pur sempre un 4 cilindri di 600 cc, quindi sotto i 5.000 giri non si possono chiedere miracoli, ma la spinta necessaria ad una guida fluida e rilassata non manca mai. Se poi si vuole una risposta più grintosa basta scalare e “spalancare”.

Nell’era delle superpotenze, 78 CV possono sembrare pochi ma vi assicuriamo che le prestazioni della CBF sono più che adeguate all’utenza media cui si rivolge.
Dai 6.000 giri in poi sprigiona una grinta apprezzabile, con una progressione omogenea, senza picchi, che si protrae ben oltre il regime di potenza massima (limitatore a 12.000 giri, ma insistere oltre i 10.000 è inutile).
La CBF supera agevolmente i 200 km/h indicati, riprende senza incertezze anche da regimi molto bassi ed ha un’accelerazione che rivela le origini sportive del motore.

Motore a parte, il comportamento dinamico è sempre coerente e facilmente gestibile, in tutte le situazioni. Giova sicuramente alla maneggevolezza il pneumatico posteriore di sezione ridotta rispetto alla Hornet (160/60 anziché 180/55) e non viene comunque mai meno la sensazione di sicurezza, sia in appoggio nelle pieghe accentuate sia in frenata. L’avantreno è solido, la forcella assorbe bene e comunica sempre esattamente al pilota cosa succede tra fondo e battistrada. Buono anche il comportamento del monoammortizzatore che va un po’ in crisi solo sulle asperità in rapida successione.

I freni sono ottimi per potenza e modulabilità. Sugli esemplari in prova era montato l’ABS. Non è dei più sofisticati ma è tarato in maniera da intervenire solo quando si esagera veramente con la forza applicata. Ne beneficia la spontaneità della guida e la sicurezza, prevenendo gli indesiderati effetti delle frenate improvvise.
Buona la protezione aerodinamica. Fino a velocità codice si viaggia comodi e riparati dall’aria fino al busto. Casco e spalle restano parzialmente scoperti ma il cupolino non crea turbolenze che disturbino la guida.

La CBF 600 è catalizzata ed omologata Euro2. Per ampliarne le possibilità di carico e la dotazione di bordo è prevista una nutrita serie di accessori per . E’ stata pensate per chi usa la moto tutti i giorni, con tutte le condizioni climatiche e spesso anche in coppia. Offre affidabilità ed economia di esercizio, prestazioni brillanti ed un look semplice ma riuscito. Tutto ciò a meno di 7.000 euro. Davvero un bel lavoro!

In sintesi



LA SCHEDA


Caratteristiche Tecniche CBF600S


Motore


Tipo: 4 cilindri in linea, 4 tempi (DOHC) 16 valvole, raffreddato a liquido
Cilindrata: 599,9 cm3
Alesaggio x Corsa: 65 x 45,2 mm
Rapporto di compressione: 11,6 : 1
Potenza massima: 57 kW a 10.500 giri (78 CV)
Coppia massima 58 Nm a 8.000 giri (5,9 kgm)
Regime del minimo: 1.300 giri
Capacità totale olio: 4,2 litri

Alimentazione


Carburatori: 4 da 34 mm a valvola piatta (tipo VP)
Filtro aria: di carta a secco del tipo a cartuccia
Capacità serbatoio carburante: 19 litri (compresi 3,5 litri di riserva con spia di segnalazione)

Impianto elettrico


Accensione: digitale transistorizzata a controllo computerizzato, con anticipo elettronico
Candela: CR9EH-9 (NGK); U27FER-9 (ND)
Avviamento: Elettrico
Capacità batteria: 12 V / 6 AH
Alternatore: 333 W
Fari: 12 V 55 W x 2 (anabbaglianti); 55 W x 2 (abbaglianti)

Trasmissione


Frizione: multidisco in bagno d'olio con comando a cavo
Cambio: 6 rapporti
Riduzione primaria: 1,863 (82/44)
Rapporti del cambio:
1^ 2,928 (41/14)
2^ 2,062 (33/16)
3^ 1,647 (28/17)
4^ 1,368 (26/19)
5^ 1,200 (24/20)
6^ 1,086 (25/23)
Riduzione finale: 2,866 (43/15)
Trasmissione finale: Catena sigillata con “O-ring”

Ciclistica
:

Telaio: monotrave con tubi in acciaio a sezione rettangolare
Dimensioni (LxLxA): 2.170 x 765 x 1.230 mm
Interasse: 1.480 mm
Inclinazione cannotto di sterzo: 26°
Avancorsa: 109 mm
Raggio di sterzata: 2,8 m
Altezza della sella: 785 mm (±15 mm)
Altezza da terra: 130 mm
Peso a secco: 197 kg (*202 kg)
Peso in ordine di marcia: 219 kg (A: 109 kg; P: 110 kg)
Massima capacità di carico: 180 kg

Sospensioni


Anteriore: Forcella telescopica da 41 mm, escursione 120 mm
Posteriore: Monoammortizzatore regolabile nel precarico (7 posizioni), escursione 125 mm
Cerchi: a 6 razze con sezione a “U” in alluminio pressofuso
Cerchio Anteriore: 17 pollici, canale 3.50
cerchio Posteriore: 17 pollici, canale 5.00
Pneumatico Anteriore 120/70 ZR17
Pneumatico Posteriore 160/60 ZR17
Pressione gomma Anteriore 250 kPa
Posteriore 290 kPa

Freni


Anteriore: due dischi da 296mm x 4,5 mm spessore con pinze a doppio pistoncino, (*ABS) e pastiglie in metallo sinterizzato
Posteriore: disco da 240mm x 5 mm spessore con pinza a pistoncino singolo, (*ABS) e pastiglie in metallo sinterizzato
*Versione ABS

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