di Michele Perrino - 11 febbraio 2014

Hero: dall'India una naked 600 cc e una moto a idrogeno

La Casa di New Delhi ha svelato all’Indian Auto Expo due nuovi prototipi: una nuda con motore bicilindrico e una moto “del futuro”, spinta da un propulsore a idrogeno

Hero: dall'india una naked 600 cc e una moto a idrogeno

La Hero Motocorp, Casa indiana che possiede la Erik Buell Racing, si sta dando un gran bel da fare, specie da quando non collabora più con Honda. Dopo il il prototipo dello scooter turbodiesel a trazione integrale e la sportiva 250 cc, ecco che ha presentato altre due novità. Vediamole in dettaglio.

 

HASTUR: NUDA DI CARATTERE

A guardarla (qui la gallery) ricorda alcune delle naked più aggressive presenti sul nostro mercato: sarà per via del telaio in giallo che assomiglia alla KTM 1290 Superduke R, o forse per il codino con le prese d’aria che pensiamo alla Ducati Streetfighter 848; il gruppo ottico, poi, non può non farci venire a mente la Kawasaki Z800.
Dal punto di vista tecnico la Hastur è equipaggiata con un motore bicilindrico parallelo da 620 cc accreditato di 78,9 CV a 8.000 giri/min e 72 Nm di coppia a 7.750 giri. Grazie a questi numeri la moto raggiungerebbe, secondo la Casa, una velocità massima di 240 km/h con un’accelerazione da 0-100 km/h in 3,8 secondi. Il peso dichiarato è di 160 kg, il serbatoio ha una capienza massima di 18 litri.
Il motore utilizza un albero controrotante come le MV Agusta a tre cilindri (qui la Rivale 800 al banco) che dovrebbe migliorare la maneggevolezza riducendo le forze giroscopiche del propulsore. Il cambio è a 6 rapporti.

Telaio e forcellone sono in acciaio, mentre il telaietto posteriore è in alluminio. Una forcella a steli rovesciati da 43 mm ed un monoammortizzatore, entrambi regolabili, completano il quadro della ciclistica insieme alle ruote in lega d’alluminio (equipaggiate con Pirelli Diablo Rosso II) e all’impianto frenante, costituito da un doppio disco con pinze a quattro pistoncini all’anteriore e da un disco con singolo pistoncino al posteriore. A bordo non manca la tecnologia: luci a led e display TFT completano le dotazioni.

 

Di seguito, il video della Hastur.

 

iON: FUTURO A IDROGENO

Questo prototipo sembra uscito da un film di fantascienza: la moto è equipaggiata con una batteria litio-aria e una cella di combustione che utilizza l’idrogeno. La tecnologia litio-aria offre una densità di energia di molto superiore a quella delle convenzionali batterie agli ioni di litio usate sui mezzi elettrici. La batteria litio-aria usa l’ossigeno dell’ambiente circostante come ossidante, invece di utilizzarne uno interno. La tecnologia, ancora in fase di sviluppo, mostrerebbe che l’energia immagazzinata per chilo sia paragonabile a quella della benzina. Le eccezionalità di questo prototipo, tuttavia, non si fermano qui. Le ruote sono montate con motori elettrici che sfruttano il principio della lievitazione magnetica (come sulle monorotaie ad alta velocità) che funzionano così da acceleratore e da freno, mentre le sospensioni M-link utilizzano un sistema di smorzamento magnetico che si adatta in base alle differenti condizioni di guida: al posto delle tradizionali molle, l’interno degli ammortizzatori è riempito con un fluido che cambia la sua viscosità in base alla forza di un campo magnetico, regolata attraverso dei sensori posti a bordo. Anche l’acceleratore ride-by-wire, invece di essere affidato alla classica manopola, è controllato da grilletti. Tra le altre caratteristiche c’è un sistema che monitorizza il traffico circostante e, collegato al casco con un sistema di connettività, informa il guidatore attraverso un display.


Qui il video della iON.

 

Leggendo queste note, risulta chiaro che le Case stanno spingendo la ricerca e la sperimentazione sempre più avanti, come dimostra anche il prototipo J Concept presentato da Kawasaki al Salone di Tokyo.

 

 

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