Haslam: "Rossi o Marquez? Impossibile fare un paragone ora"

Il britannico ritorna nel Mondiale Superbike, in sella alla moto più competitiva del campionato accanto a Jonathan Rea. Durante Eicma 2018, Haslam ci parla di Valentino Rossi e Marc Marquez e racconta in esclusiva a Motociclismo la sua esperienza nel BSB e alla 8 Ore di Suzuka
1/7 Leon Haslam durante la nostra intervista allo stand Kawasaki di Eicma 2018
Non solo Jonathan Rea allo stand Kawasaki (qui trovate la nostra intervista al Campione in carica della WSBK) di Eicma 2018: anche Leon Haslam ha avuto modo di raccontare ai microfoni di Motociclismo la sua esperienza nel British Superbike, della 8 Ore di Suzuka e del suo ritorno in Superbike; tutto in sella alla Ninja ZX-10RR. Leon ci parla anche di MotoGP, con riferimento a Rossi e Marquez.

"Il BSB è un mondo a parte. Le regole in Superbike? è giusto che si rinnovino"

Arrivi da un triennio in BSB, come reputi il tuo trascorso nel campionato inglese?

Il BSB è un campionato difficile: l’elettronica, i circuiti, il livello degli avversari, è tutto diverso rispetto a ciò che si vede nel Mondiale. È stato difficile all’inizio impostare il lavoro con il team; il fatto è che il livello nella WorldSBK è alto, ma anche quello delle strutture e delle risorse lo è.

E come ti senti a ritornare nel Mondiale Superbike?

È sicuramente l’opportunità più importante e migliore della mia vita. Non vedo l’ora di salire in sella alla moto, il team è vincente e ovviamente per me, accettare o no questa avventura, è stata una scelta facile. Non vedo l’ora di dare il massimo.

Come ti sei trovato a guidare senza aiuti elettronici?

Guidare quelle moto è un’esperienza completamente diversa rispetto a quella di una moto del Mondiale. Devi lavorare molto di più sulla ciclistica, sugli pneumatici e soprattutto sul set up delle sospensioni. E poi, comunque, la varietà dei circuiti inglese è davvero ampia: passi da circuiti come Silverstone ad altri come Cadwell Park. Per essere competitivo sui diversi tracciati devi stravolgere ogni volta il set up.. senza poi considerare il meteo inglese!

Non solo BSB e WorldSBK, ormai stai diventando una presenza fissa alla 8 Ore di Suzuka

Gli ultimi anni alla 8 Ore di Suzuka sono stati importantissimi per me, ho fatto tanti test in Giappone. Quest’anno siamo stati sfortunati, eravamo in testa e abbiamo avuto un problema tecnico. L’edizione migliore per me è stata quella del 2017: ho guidato per 5 ore e mezza in totale, e ho fatto le ultime due ore di fila, chiudendo al 2° posto assoluto. Ero veramente distrutto fisicamente, ma la gioia di compiere un’impresa del genere è indescrivibile. È il miglior ricordo che ho della 8 Ore.

Da quando tu hai abbandonato il Mondiale, il regolamento è completamente diverso

Si, ma penso che sia un bene, è giusto che le cose cambino. Approvo la presenza di tre gare nel weekend anche se non ho ben capito che funzione abbia quella “in più”, ossia se è una gara con un punteggio vero e proprio oppure qualcosa collegata alla qualifica. Sta di fatto che qualunque siano le regole, noi ci adattiamo e corriamo.

Parlando di MotoGP, ti poniamo di fronte a una scelta difficile: Rossi o Marquez?

Non è per niente semplice scegliere tra i due. Innanzitutto ogni anno le dinamiche della MotoGP cambiano, ma c’è da dire che io sono stato un grande tifoso di Rossi per tanti anni, tra l’altro è stato pazzesco incontrarlo mentre ero allo stadio con Jonathan (Rea, ndr)! Mi ricordo addirittura che nel ’97, a Donington, eravamo insieme su uno stesso scooter. Quello che lui ha fatto e ottenuto negli anni a seguire è incredibile per il motociclismo e per lo sport in generale. L’alto livello della sua guida, la passione che ci mette e tutto quello che fa è ammirevole. Ma guardando al presente non si può non ammirare Marquez, molto probabilmente sarà lui il futuro della categoria. Il modo in cui guida e porta la moto al limite è quasi irraggiungibile. Sta di fatto che è giusto analizzare ogni pilota singolarmente: Lorenzo per esempio ha una guida pulita ed è veramente veloce, mentre Marquez è più aggressivo, Rossi secondo me è talento puro. E tolti pregi e difetti di ognuno, per me è impossibile fare un paragone su piloti che non sono contemporaneamente al loro massimo livello.

E c’è da considerare che Rossi ha anche 40 anni! Ti facciamo la stessa domanda che abbiamo fatta anche a Rea: dove si vede Leon Haslam a quell’età?

Come pilota penso di non essere più lento, anzi, secondo me con gli anni imparo di più e capisco meglio le aree in cui posso migliorarmi. Finché potrò continuerò a spingermi sempre più in alto, ho 35 anni adesso e ho ancora 5 anni per raggiungere quella soglia. E soprattutto, cercherò in tutti i modi di portarmi a casa un Titolo Mondiale in Superbike.

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