H-D: "Pan America pensata per alzare l'asticella nel segmento maxienduro"

La nostra intervista a Giacomo Marzoli, Marketing Manager Italia, Spagna e Portogallo di Harley-Davidson, per approfondire la conoscenza della Pan America

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Harley-Davidson Pan America 2021

È stata svelata in configurazione pressoché definitiva a fine 2019, sul mercato è arrivata a metà 2021. È stata una gestazione lunga.

“L’azienda è consapevole dell’importanza che riveste come brand e di avere un retaggio storico importante. Come è percepito da fuori il brand è “moto custom americana”.

H-D è consapevole che muoversi un po’ fuori dai canoni implica delle soluzioni da mettere in atto dal punto di vista della credibilità. È servito proporre prima della Pan America una moto ultra tecnologica come la Livewire? Vi ha dato credibilità nel comunicare tutta l’elettronica che avete implementato nella Pan America?

“Di riflesso sì, ha fatto capire che lo spirito pionieristico di Harley-Davidson non è mai mancato, fin dal 1903 quando quattro amici hanno deciso di mettere un motore su una bicicletta. Nell’elettrico Harley ha voluto essere protagonista, creando un centro di stile nella Silicon Valley dedicato all’elettrico. La differenza è che l’elettrico è un mercato nuovo per tutti, parlando di due ruote, mentre l’Adventure Touring è un segmento in crescita e ben maturo soprattutto in Europa, dove esistono delle Case e dei prodotti ben riconoscibili che identificano questa tipologia di moto”.

Un brand così radicato negli USA guarda al mercato europeo al punto da fare un investimento così importante come quello fatto per la Pan America?

“Harley guarda molto al mercato europeo, da diversi anni. Dall’introduzione della piattaforma Rushmore (più o meno dal 2010), quando è stata rivoluzionata per la prima volta la piattaforma touring. Negli anni si sono aperti per offrire un prodotto globale, seguendo altri mercati e l’Europa è uno dei mercati di riferimento”.

La Pan America non scimmiotta nessuna altra moto ed ha un non so che di Harley. Chi è il designer?

“Brad Richards, un disegnatore storico importante nel panorama delle moto cruiser e classiche. È giovane e aperto di vedute. Ne è uscito un prodotto molto personale”.

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Harley-Davidson Pan America Special 2021

Voi entrate in un segmento completamente nuovo. Avrete fatto infinite ricerche di mercato: qual è stato l’obiettivo primario dei progettisti?

“L’azienda ha preso dei modelli di riferimento, non avendo un know how specifico. Ascoltando i clienti ha capito che ci sono dei valori di questo segmento che non possono mancare e, partendo da quello, ha voluto entrare non in punta di piedi. “Se entriamo dobbiamo avere tutto quello che ci si aspetta, ma vogliamo anche alzare l’asticella” questo è ciò che ha detto la Casa Madre. Harley ha voluto mostrare che ha la capacità di creare un prodotto diverso dal solito”.

Dov’è a vostro parere quello step in più, quello che ha fatto alzare l’asticella nel segmento maxienduro?

“Per esempio l’ARH (regolazione automatica altezza da fermi, ndr): il fatto di poter offrire una Adventure Touring ad un range di utenti più ampio, anche semplicemente per l’altezza. La sella alta, necessaria per avere luce a terra nell’utilizzo fuoristrada, è una barriera all’ingresso per molto motociclisti. Grazie a questo sistema, qui c’è la possibilità di salire in sella a una moto bassa e, quando si aziona, la moto si alza e mantiene tutte le caratteristiche della ciclistica, dando comfort senza inficiare negativamente sulla dinamica della moto”.

Con la Pan America andate a cercare nuovi clienti o anche harleysti che vogliono aggiungere o sostituire la loro H-D?

“Come feedback è stato molto positivo. All’inizio non era così: nel 2019 quando sono circolate le prime foto c’era scetticismo, per la linea personale, per il fatto che era una Harley ma Adventure Touring. Molti curiosi allo stand, tanti che non erano mai venuti al nostro stand perché non erano interessati alle cruiser. Già dal vivo la risposta è stata molto positiva. Abbiamo iniziato a raccogliere i preordini a fine novembre, senza avere idea del prezzo e delle caratteristiche tecniche della moto. A febbraio è stata presentata ufficialmente e si sono sciolte le ultime riserve dei dubbiosi, che avevano paura dell’altezza, del peso ecc. Stiamo riscontrando un ottimo interesse. Ad oggi diversi clienti che hanno già una Harley e una maxienduro hanno firmato per sostituire quest’ultima con la Pan America. Il nostro obiettivo è farla vedere e farla provare ai clienti delle altre moto”.

C’è più richiesta della versione base o della Special?

“Dai clienti Harley c’è una leggera propensione verso la Special, ma pensiamo che rispetto alla concorrenza possiamo essere appetibili con la base, che può essere la scelta anche di chi si avvicina al mondo Adventure Touring”.

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