Guidare sul bagnato: come farlo in sicurezza

Arriva la primavera, e con lei gli acquazzoni. Che ci sorprendono sempre quando siamo in giro in moto. Ecco qualche “dritta” per affrontare la pioggia e sentirci più tranquilli in sella.

Guidare sul bagnato: come farlo in sicurezza

di Fabio Meloni

Marzo pazzerello, aprile con l’ombrello. Aprile, ogni goccia un barile. D’aprile non ti scoprire. Se la saggezza popolare non sbaglia (e di solito non sbaglia) abbiamo davanti un periodo a rischio. Lasciare la moto in box? Mai e poi mai. È tutto l’inverno che non vediamo l’ora di tirarla fuori, farle un bel pieno e tornare a sentire l’aria addosso. E queste prime mattinate con temperatura mite, questa luce sempre più invitante, questi tramonti che iniziano a spostarsi un po’ in là con l’ora, sono un richiamo troppo forte per resistere. Per cui usciamo: giro di chiamate agli amici e via. E se poi ci becchiamo una “sciacquata”, amen, vedremo di tenere bene in mente alcune cose per affrontare in sicurezza l’asfalto bagnato (ovviamente l'abbigliamento adeguato aiuta, anche se a volte contro il maltempo più... bastardo non si può far nulla).

Ma prima guardate questi video. Il primo è un on board con la Aprilia Caponord 1200 alla piovosissima presentazione in Sardegna, il secondo è una sessione in pista a Monza con la Honda CBR1000RR dotata delle super performanti gomme rain (sulla guida in pista con l’acqua torneremo più avanti).

 

In Sardegna con la Caponord 1200

 

A Monza con la CBR1000RR


FRENATA DELICATA E ANTICIPATA
Fondamentalmente, si tratta guidare con delicatezza. In frenata, bisogna cominciare a rallentare con buon anticipo, in modo da arrivare prima dell’inizio delle curve già con la velocità adatta ad affrontare la svolta. Sconsigliabile è insistere coi freni “dentro” la curva, come si fa con asfalto asciutto. A proposito del modo in cui frenare, è necessaria dolcezza nell’agire su leva e pedale. Non vuol dire che si deve frenare poco, ma che bisogna esercitare pressione sui comandi in modo graduale. Se siete tra i tanti che utilizzano principalmente l’impianto anteriore, abituatevi invece a delegare almeno il 50% della frenata a quello posteriore, e anche qualcosa in più. Otterrete così una decelerazione più intensa e più sicura. Ricordate che se si blocca la ruota anteriore è molto difficile riuscire a recuperare la situazione ed evitare di finire per terra, mentre se si blocca la posteriore basta diminuire un istante la pressione sul pedale del freno.

 

TRAIETTORIE ROTONDE E ATTENTI COL GAS
In curva, bisogna scegliere le traiettorie più “morbide” possibili sfruttando senza esagerazioni la corsia (la propria corsia, NON quella di chi procede in senso opposto). Si sta larghi in ingresso, ci si avvicina al margine interno a centro curva e si lascia correre la moto allargando l’uscita. Per quanto riguarda la fase di accelerazione, quasi scontato è dire che vale lo stesso discorso della frenata. A centro curva meglio tenere il gas solo “puntato” per dare alla moto quel minimo di abbrivio necessario a curvare, e solo poi, una volta in uscita di curva,  accelerare con molta gradualità.

 

GOMME E ABS
Oltre a queste indicazioni sulla tecnica di guida, è bene tenere a mente anche altre cose. Riguardo la moto, ad esempio. Gomme “fresche”, con intagli ancora profondi, drenano l’acqua meglio di gomme “finite” (ovvio, direte, ma spesso non ci si pensa). Offrono una migliore aderenza e risultano quindi più sicure. La presenza di un sistema ABS non modifica le indicazioni date fin qui, ma semplicemente garantisce ancora più sicurezza in frenata, occupandosi lui di evitare le perdite di aderenza (cliccate qui per un video che mostra bene il funzionamento del sistema anti bloccaggio). In sostanza permette di frenare con più decisione senza timore. Potendolo fare in sicurezza, magari in un grosso parcheggio sterrato, vale la pena di abituarsi al suo funzionamento, ovvero alle pulsazioni che trasmette alle leve quando è in funzione, così che ci si abitui a sentirle e considerarle positivamente (“ehi, mi sta salvando le chiappe!”).

 

OCCHIO ALLA STRADA
Riguardo la strada, tra pavé, rotaie, strisce pedonali e zone industriali con asfalti consunti/sporchi o in pessime condizioni, le città di solito offrono i fondi più insidiosi, ed è quindi necessaria particolare attenzione. Nei tratti “guidati” extraurbani vale la regola di cercare di evitare le strisce bianche delle segnalazioni orizzontali, perché offrono meno grip rispetto all’asfalto. Buona norma è imparare a riconoscere a occhio i cambi di asfalto, perché capita di trovarsi su un asfalto “buono” e poi proprio nel mezzo di una curva finire su di uno più scivoloso. Generalmente quelli più drenanti, che offrono miglior aderenza, sono opachi, mentre quelli meno drenanti sono lucidi. Fare attenzione a queste cose può evitare brutti spaventi. Un piccolo trucco per valutare l’aderenza offerta da un certo asfalto è, IN CONDIZIONI SICURE (a bassa velocità, senza moto o veicoli alle spalle, in rettilineo), pinzare col posteriore fino ad arrivare al bloccaggio o all’intervento dell’ABS. Se si ottiene una buona decelerazione il grip di conseguenza è buono. Viceversa, se la ruota perde subito aderenza il grip è scarso. 

IN AUTOSTRADA
Il consiglio ovvio è quello di viaggiare ad una velocità moderata. Poi, si deve tenere a mente che i raccordi che spesso si trovano nei curvoni sono molto scivolosi, e che quindi è preferibile ridurre ulteriormente la velocità nel superarli. Infine, torna comodo sapere che, nel caso spiova, o nel caso la pioggia non abbia un’intensità considerevole, la prima corsia, quella dove passano i camion e/o i mezzi pesanti (e comunque è la più usata statisticamente), è la prima ad asciugarsi e l’ultima a bagnarsi. Buona pioggia!

 

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