Guida all'acquisto dell'usato: Yamaha T-Max

IL T-MAX è rivolto ad una fascia di utenti disposta a spendere ancora di più pur di avere qualcosa di veramente esclusivo e diverso. Yamaha lo presenta alla fine del 2000 e subito provoca una grande effervescenza, sia tra gli scooteristi già consumati, sia tra i motociclisti veraci.

Lo scooter




IL T-MAX è rivolto ad una fascia di utenti disposta a spendere ancora di più pur di avere qualcosa di veramente esclusivo e diverso. Yamaha lo presenta alla fine del 2000 e subito provoca una grande effervescenza, sia tra gli scooteristi già consumati, sia tra i motociclisti veraci. Nel 2007 compie circa sette anni ed ha ottenuto un grande successo commerciale, con due edizioni proposte, di cui la seconda dotata di iniezione elettronica.

Com'è fatto




MECCANICA DA MANUALE Ma cosa ha di così particolare questo Yamaha da stimolare l’interesse anche dei più ferrei motociclisti? Innanzi tutto il motore. Il TMax monta un bicilindrico in linea 4 tempi fortemente inclinato in basso, raffreddato a liquido e con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro. Un motore moderno, potente, razionale e soprattutto “da moto” in virtù di quel mezzo litro di cilindrata.

I progettisti hanno adottato soluzioni che hanno dell’incredibile in quanto a raffinatezza meccanica. Basti dire che il bicilindrico è in realtà un tre cilindri in cui il terzo cilindro col suo pistone “passivo”, da solo pesante quanto gli altri due “attivi”, è orientato indietro rispetto agli altri due, e che non ha testata, né carburatore, né candela, ma, comportandosi come un contralbero, serve a garantire l’abbattimento quasi completo delle vibrazioni che, come noto, in un bicilindrico parallelo sono naturalmente forti e fastidiose.

Come va




La sella larga e non proprio bassa per chi è alto meno di 1,75 m, rende impacciate le manovre da fermo, tanto più che non è previsto un freno di stazionamento col pericolo che il veicolo ci trascini a terra se l’appoggio non è dei più fermi. Questione comunque di impratichirsi un poco, poi si impara a gestire la mole di questo Yamaha basso e lungo, ma sempre slanciato ed elegante. Sfioriamo il pulsante d’avviamento ed il deciso timbro di scarico riempie il casco.

Basta un filo di gas e ci muoviamo, accelerando con gradualità e dolcezza, almeno finché non apriamo decisi, perchè allora il bicilindrico “bastona” forte e parte via con un’accelerazione notevole. Il passeggero è seduto alla stessa altezza di chi guida ed è perciò riparato da questi, sicuramente affrancato al bel maniglione il lega leggera che segue il contorno della coda della sella. La seduta è inoltre comoda, senza scivolate in avanti o indietro per tutto l’equipaggio. Convincente in autostrada, dove a velocità Codice si viaggia come sui binari, il TMax conquista nel misto, largo o stretto che sia.

Nel primo caso la potenza del motore consente rapidi inserimenti in curva con pieghe di tutto rispetto grazie ai “gommoni” di larga sezione ed alla muscolosa progressione in uscita, dove non si avverte il minimo ritardo in accelerazione. Quando poi bisogna frenare in fretta l’accoppiata disco anteriore/posteriore, anche se non c’è l’impianto integrale, non si fa attendere e rallenta efficacemente il TMax, senza per altro mettere in crisi la forcella. Complessivamente rispetto agli altri pretendenti, tutti monocilindrici, il TMax offre il miglior compromesso, che però si paga col prezzo più alto in assoluto (8.876 euro).

Due versioni




Le esigenze di un veicolo in linea con le normative per le emissioni inquinanti portano la Yamaha a presentare nel gennaio del 2004 la nuova versione del suo ormai affermatissimo TMax. La versione 2004 è identica nell’estetica alla precedente (colori a parte), ed è difficile distinguerle, ma migliorati sono diversi dettagli. Grossa innovazione è infine l’alimentazione ad iniezione elettronica che fa rientrare il veicolo nella omologazione Euro 2. Prezzi dell’usato: TMax Carburatori (2001/2003): da 3.500 a 5.000 euro; TMax Iniezione Euro 2 (2004/2006): da 5.200 a 7.000 euro.

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