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Gli incidenti di Marquez, Rossi e Bautista: sfatiamo qualche leggenda

La mancanza di immagini chiare sul pauroso incidente in prova di Marquez e sulla spallata tra Rossi e Bautista ha alimentato un ingiustificato clima da caccia alle streghe. La scorrettezza di Alvaro e la tacitata noia tecnica della Honda sono solo leggende da paddock. La sequenza dell'incidente Rossi/Bautista nelle foto di Ennio Giurini

Gli incidenti di marquez, rossi e bautista: sfatiamo qualche leggenda

di Federico Aliverti

 

Jorge Lorenzo ha vinto il GP d’Italia per la terza volta consecutiva, la seconda di fila con 5 secondi di vantaggio su Pedrosa (cliccate qui per report, classifiche e gallery). Così, mentre il Mugello si conferma la pista di Jorge, il Mondiale sembra avviarsi a un duello per il titolo tra lui e Dani, tra la Honda e la Yamaha. Le quattro cadute del fenomeno Marquez rivelano che Marc probabilmente sarà pronto per il titolo solo nel 2014, mentre Crutchlow, grandissima sorpresa di questa stagione, forse non può combattere al vertice soltanto perché guida una moto satellite. E Valentino? In classifica ha già accumulato un ampio distacco dalla M1 “privata” di Crutchlow e adesso è dietro pure alla Ducati di Dovizioso, solo quinta con meno della metà dei punti di Pedrosa. Insomma niente di buono per l’Italia delle due ruote neppure dopo la tappa toscana.

 

SIAMO TROPPO ATTENTI AL DIETRO LE QUINTE

Il fatto è che al Mugello ho visto tutto e non ho visto niente. I due momenti cruciali del GP d’Italia per me restano lì, come sospesi, senza che sia possibile fare davvero chiarezza. Mi riferisco alla paurosa caduta di Marquez in prova alla staccata della S. Donato e al contatto in gara tra Rossi e Bautista alla Luco-Poggio Secco (cliccate qui per vedere la sequenza nelle foto di Ennio Giurini). La “colpa” non è delle televisioni, che anzi sono sempre meglio attrezzate per mostrarci la gara e tutto ciò che le orbita intorno. Però le nostre attenzioni si stanno trasferendo in modo quasi morboso al dietro le quinte dei GP. Ormai, mentre siamo spaparanzati sul divano di casa, lo schermo della TV è capace di riconsegnarci le vibrazioni e i dialoghi più privati che si tengono dentro un box, sulla griglia di partenza o in un parco chiuso. Per esempio le intrusioni di microfoni e telecamere ci hanno restituito il botta e risposta a caldo tra Dovizioso e Pedrosa sull’annosa questione “succhiascie sì o succhiascie no. A proposito io do ragione ad Andrea: se non intralci il pilota che ti precede in pista tutto è concesso, e in prova come in gara contano anche l’astuzia e la strategia.

 

L’ERRORE DI MARQUEZ DIETRO LA PRESUNTA NOIA TECNICA HONDA

Ma veniamo al punto. Ero al Mugello venerdì quando Marquez è partito per la tangente appena si è appeso ai freni in fondo al rettifilo principale, in uno dei punti più pericolosi e più spettacolari di tutta la pista. Ebbene, la cosa più sorprendente è che non esiste alcuna testimonianza dell’accaduto che ci permetta di ricostruire accuratamente la reale dinamica dell’incidente. Un on board e una ripresa da lontano sono troppo poco per valutare un incidente che mette in discussione la sicurezza del Mugello (lo ha fatto lo stesso Rossi in conferenza stampa: “Marc è stato davvero fortunato a correre a 300 km/h di fianco a quel muro e a non farsi niente. Quel muro andrebbe spostato”) e che mette a nudo l’irruenza di guida del giovane spagnolo: vedere un pilota che cade in quel punto e in quel modo non è mai capitato prima. Ecco allora che nel paddock si rincorrono le voci più incontrollate: “Hai visto la gomma bucata della RC213V?… No, sicuramente è un disco bloccato… Beh si è rotta una Honda, guarda caso non esistono filmati”. L’assenza di immagini chiare alimenta dunque ogni tipo di dietrologia. Ma la realtà è un’altra: come certificato dai tecnici Brembo, Marquez frena più forte di tutti e alla staccata della San Donato, che si tira in prossimità di un dosso, può capitare che qualcosa vada storto quando la ruota anteriore si alleggerisce a più di 340 km/h...

 

BAUTISTA HA SBAGLIATO TANTE VOLTE, NON QUESTA

Purtroppo il clima da caccia alle streghe si trascina fino alla domenica, complice ancora una volta l’assenza di immagini (foto o video) davvero chiarificatrici. È sufficiente una ripresa dall’elicottero per fare chiarezza sull’incidente Rossi-Bautista? Può bastare un replay del contatto tra Valentino e Alvaro evidenziati in mezzo al gruppone con un cerchietto bianco? No, non può bastare. Alla Luco Poggio Secco sarebbe stata necessaria almeno una immagine frontale dell’incidente. Cosa che ancora una volta è incredibilmente mancata, e che dunque ha alimentato polemiche eccessive. Io mi sono fatto l’idea che la colpa più grande di Bautista sia stata quella di abbattere Rossi nel GP di casa… ma dal punto di vista della tecnica di guida, il loro contatto lo considero un normale incidente di gara, uno di quelli che si ripresenteranno tantissime altre volte quando il gruppone alla seconda curva del primo giro è ancora molto compatto. Alvaro era piegatissimo a sinistra e la Yamaha di Rossi, sulla sua destra, non la poteva scorgere né con lo sguardo (era impallato dalla sua stessa moto) né con l’udito (finché il gruppo non si sgrana è impossibile farlo) benché Valentino fosse leggermente più avanti rispetto al pilota spagnolo. 

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