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La Suzuki GSX-R1000 scompare dai listini giapponesi

La gamma GSX-R di Suzuki sembra aver perso l'ammiraglia GSX-R 1000 anche nel mercato giapponese, dove la moto è scomparsa dal listino modelli del sito Suzuki Japan. Tuttavia resta disponibile in USA, Canada e Australia. Ripercorriamo insieme la storia della Gixxer, raccontata dai numeri delle nostre prove e comparative

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1/4 Suzuki GSX-R1000R 2019 nella livrea Metallic Triton Blue

In Europa la Suzuki GSX-R 1000 manca dai listini da ormai diverso tempo, il motivo? Le normative anti-inquinamento, che costringono le Case ad evolvere periodicamente i loro modelli per far si che essi rispettino le sempre più stringenti regole in ambito emissioni. L'avvento della Euro5 aveva stroncato definitivamente la Gixxer, soprannome dato alla "millona" di Hamamatsu, la Suzuki GSX-R 1000.

Tuttavia, nel mercato giapponese la ammiraglia carenata aveva continuato a presenziare i listini di vendita, fino alla sua scomparsa in questi giorni, dovuta anche in questo caso alle restringenti normative, le medesime presenti in Europa.

la Gixxer, resta però in vendita nel mercato americano, in quello canadese e in Australia.

Una storia che in Italia durava dal 2001... per questo motivo abbiamo scelto di ripercorrerla insieme a voi.

Nelle pagine seguenti trovate la storia e l'evoluzione della GSX-R 1000 raccontata dalle immagini e dai dati delle nostre prove e comparative

Suzuki GSX-R1000 2001

Ebbene, Suzuki ha avuto in listino la supersportiva più potente e più efficace del mercato per molto tempo, dalla nascita della prima GSX-R1000 (2001) fino al 2007, con la sola eccezione del 2004. All’inizio Duemila, con 142,3 CV rilevati alla ruota dal nostro Centro Prove, la K1 è di gran lunga la supersportiva più poderosa del momento, e mantiene la supremazia nel 2002, rintuzzando l’attacco di Yamaha che mette in campo una R1 con 136,4 CV alla ruota. La superiorità della belva di Hamamatsu non è solo motoristica. Nella comparativa tra supersportive che Motociclismo tiene nell’aprile del 2002, spunta il miglior tempo sia a Monza (1’59”5) sia a Varano (1’15”0), mettendosi dietro - non di poco - Yamaha R1, Honda CBR Fireblade e Kawasaki ZX-9R.

Suzuki GSX-R1000 2003

Nel 2003 Suzuki alza ancora l’asticella con la GSX-R1000 K3, che con 147,8 CV aumenta ancora il gap con le concorrenti, identiche al 2002. Il 2004 vede l’introduzione delle nuove “armi” di Honda, Kawasaki e Yamaha, per le quali rileviamo rispettivamente 145,4, 150,2 e 150,8 CV alla ruota. La K3, per quanto vicina a questi valori, perde lo scettro della moto più potente. E anche quello della moto più veloce. A Monza, nella comparativa annuale (Motociclismo 3/2004), la R1 “stacca” un clamoroso 1’57”7, quasi eguagliata dalla Ninja ZX-10R (1’57”9). Più distanziate CBR1000RR (1’59”6) e GSX-R (1’59”7).

Suzuki GSX-R1000 2005

Il 2005 è l’anno della riscossa. La GSX-R1000 K5, moto che entrerà nella storia, sviluppa la bellezza di 158,4 CV alla ruota, svettando sulle concorrenti lanciate nel 2004 e sulla pur poderosa new-entry MV Agusta F4 1000 (151,6 CV). Torna a essere la più veloce anche in pista. Nel confronto (Motociclismo 4/2005) stabilisce un nuovo record a Monza (1’56”7), seguita da Kawasaki (1’57”0) e Yamaha (1’57”2). A Magione, dove si disputa il secondo round della comparativa, fa segnare il secondo tempo (1’18”2) dietro la Kawasaki (1’17”9). È il 2006, e secondo la consueta (in quel momento) cadenza biennale, Kawasaki, Honda e Yamaha aggiornano le loro moto da pista. Nessuna però riesce ad avvicinare la potenza della Suzuki. La nuova Ninja ZX-10R ci prova, ma si ferma a 153,3 CV alla ruota. In realtà una moto che la supera c’è, ed è la MV Agusta F4 (158,8 CV). Ma ha un trucco: il motore è di 1.078 cc. Ad ogni modo la GSX-R si riconferma la migliore anche in pista. A Valencia rifila mezzo secondo alla Yamaha (1’45”9 contro 1’46”4) e più di un secondo a Kawasaki e Honda.

Suzuki GSX-R1000 2008 durante la comparativa maxi sportive a Laguna Seca (con Ducati 1098 S, Honda CBR1000RR, Kawasaki ZX-10R, KTM RC8, MV Agusta F4 1078 RR, Yamaha YZF-R1)

Il 2007 è l’ultimo anno in cui la GSX-R si mostra in grande spolvero. La versione K7 fa segnare un nuovo record di potenza (161,7 CV) e nella comparativa a Phillip Island (Motociclismo 3/2007) è la sola insieme a MV Agusta capace di avvicinare il tempo della Ducati 1098 S (1’42”9 contro 1’43”2). Nei due anni seguenti sarà la Kawasaki la regina dei numeri (167,1 CV) e delle comparative di Laguna Seca (Motociclismo 04/2008) e Portimão (Motociclismo 4/2009, la Suzuki non c’è). Poi arriveranno i tempi (in tutti i sensi…) delle BMW S 1000 RR, Aprilia RSV4, Ducati 1299 S, Yamaha R1M.

Suzuki GSX-R1000 2012 durante la comparativa maxi sportive a Monza con Aprilia RSV4 APRC, BMW S 1000 RR, Ducati 1199 Panigale S, Kawasaki ZX-10R, MV Agusta F4RR e Yamaha YZF-R1

Nel 2012 vediamo la GSX-R impegnata nella comparativa a Monza pubblicata su Motociclismo 5/2012. Accusa un ritardo di 2,5” e un gap di oltre 22 CV dalla regina dell’anno, la BMW (qui i video on board della Suzuki e della BMW). Poi sparisce dai radar...fino al 2017, dove torna a far bella mostra di sé. I 202 CV dichiarati della nuova versione sono un biglietto da visita bello “pesante”. Chissà che questo digiuno di successi lungo ormai 10 anni non stia per finire…

1/6 Suzuki GSX-R1000R in azione tra i cordoli del Motorland Aragon di Alcaniz in occasione della nostra Comparativa Supersportive 2017

La Gixxer torna a sfidare la concorrenza in occasione della nostra Comparativa a Rijeka. A giocarsela con lei una concorrenza parecchio agguerrita: Aprilia RSV4 1100 Factory, BMW S 1000 RR, Ducati Panigale V4S Corse, Honda CBR1000RR Fireblade SP, Kawasaki Ninja ZX-10RR, Yamaha R1M. Dalle sue rivali più potenti, nonostante l'incremento di potenza del model year 2017, la GSX-R 1000 accusa 15 CV dall'Aprilia, 12 dalla Ducati, 4 dalla BMW. Sul giro secco il ritardo della Gixxer sul miglior tempo, fermato a 1'30"230 dalla Aprilia RSV4 1100 Factory, è di poco meno di 2".

1/16 Suzuki RYUYO: il test di Motociclismo

Nel 2018 Suzuki realizza una versione della GSX-R1000R dedicata alla pista. La divisione italiana della Casa di Hamamatsu per dar vita a questa special edition in soli 20 esemplari si è avvalsa della collaborazione di alcune delle migliori aziende presenti sul mercato: Yoshimura per l’elettronica e lo scarico, Öhlins per la ciclistica e Brembo per i freni. E poi Dunlop, Motul, Extreme Components e Bonamici Racing.

Grazie a tutte le modifiche apportate RYUYO (che prende il nome dal circuito di collaudo della Casa di Hamamatsu) raggiunge quota 212 CV per 168 kg!


QUI trovate il nostro test in pista

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