Gilera Regolarità competizione

Il mito di Arcore

Introduzione


Poche sono le case motociclistiche che possono vantare una così forte tradizione fuoristradistica come la Gilera, vincitrice della famosa sei giorni di enduro già nel 1930-1931, e “mamma” dell’ultima vera quattro tempi da corsa del passato, la Regolarità competizione costruita dal 1968 al 1973. Un’ottima fuoristrada oggi molto richiesta tra gli appassionati di moto d’epoca, che era venduta nelle cilindrate di 124 e 175 cc.

Nata nel 1967, quando la Gilera non era ancora nell’orbita Piaggio, questa moto rappresenta il risultato di oltre due lustri di esperienze nelle competizioni regolaristiche, dove la Casa ottenne straordinari successi.  La carriera agonistica della Regolarità Competizione non è da meno, e inizia con la vittoria alla 6 Giorni Internazionale in Polonia, dove vengono conquistate 3 medaglie d’oro per la 124 (Saini, Foresti, Paganessi e Farioli) e una per la 175 con Saini. Alla Valli Bergamasche dello stesso anno la 175 giunge 4° con Moscheni, e l’anno successivo, che la 6 Giorni si svolge in Italia, alla “Valli”, la Gilera si aggiudica altre 2 medaglie d’oro con la 124 di Farioli e la 175 di Saini.

 E sempre nel 1968 la moto vince il Campione italiano nella classe oltre 125 con Moscheni. Non vanno infine dimenticate le vittorie in gare minori di quegli anni: negli Audax, nelle competizioni regionali e provinciali, che fanno della Gilera regolarità competizione tra le moto migliori per iniziare la carriera agonistica e che si rivelano spesso vincenti rispetto alla concorrenza dell’epoca.

I primi esemplari della R.C, vengono così posti in vendita nel 1968, dopo il primo anno di collaudo sui campi di gara con i piloti ufficiali, rispettivamente a 340 e 355mila lire. La moto resta nei listini della casa fino al 1975, nonostante il mercato stesse iniziando a cambiare con l’arrivo delle nuove e potenti 2 tempi austro-tedesche (Hercules, Puch, KTM, Zùndapp) e italiane (motorizzate Sachs), che, anche a fronte di un prezzo a volte doppio, vengono preferite dai giovani di allora sia per il fattore moda che per gli effettivi successi agonistici. Ed è per questo che l’acquirente tipo si trasforma, trovando nella Gilera non più il mezzo da gara, ma la moto con cui fare del “sano” fuoristrada e anche del motoalpinismo; è grazie a queste situazioni che molte moto restano dai concessionari e nei magazzini della casa per diverso tempo, permettendo in questo modo a molti esemplari di sopravvivere fino ai giorni nostri.

Dalle origini a oggi



Bino Brambilla, 30 passati alla Gilera e da tempo concessionario Piaggio-Gilera a Vimercate, racconta così la nascita di questa bella motocicletta vissuta da lui in prima persona: “La Regolarità Competizione è una moto robusta, costruita con cura e senza gravi difetti di nascita. Sui primi esemplari la pompa dell’olio era un po’ scarsa e la bronzina della testa di biella poteva soffrire di scarsa lubrificazione nell’impiego esasperato. In seguito venne montata una pompa più efficiente, a doppia mandata, e il problema venne risolto. La costruzione della moto non richiedeva particolari lavorazioni, ma ricordo la cura con cui si assemblavano le ruote legando i raggi con filo di metallo.

Di fronte ad un esemplare da restaurare non ci sono particolari problemi se la moto è completa. Al contrario sono molto difficili da reperire alcuni ricambi come gli ammortizzatori posteriori o la marmitta - che però sto provvedendo a replicare - o anche piccoli particolari come gli stemmi in plastica del serbatoio che devono avere il fondo blu e gli anelli in oro, mentre quelli rossi e oro sono del Regolarità Casa”.
La moto, dall’aspetto molto piacevole, mette in mostra una linea compatta e “battagliera”, e presenta soluzioni tecniche ed estetiche avanzate, pur conservando l’aspetto elegante e famigliare delle Giubileo stradali. I parafanghi sono così in resina plastica, fissati con l’interposizione di rondelle in gomma, e hanno una forma inconfondibile, soprattutto il posteriore. Il serbatoio, da 10 litri, è invece in lamiera; è offerto unicamente in rosso e reca gli incavi per le ginocchia e, solo sui primi esemplari, sono applicate delle ginocchiere in gomma nera. Sul dorso si trova fissato da due elastici uno sportello sotto cui c’è il vano degli attrezzi. Sullo sportello è applicato un adesivo bianco con la scritta del modello.
 
La moto, nonostante il motore non differisca tecnicamente da quello del 124 5V stradale, se si escludono i rapporti del cambio e dell’accensione (che sono appositamente realizzati), dimostra senza mezze misure che è studiata per scendere in gara. La potenza, che si rivela buona, 11,5 CV a 8.500 giri la 124, 13,5 CV a 8.000 giri la 175, e altri particolari lo confermano. A cominciare dalle sospensioni, che rappresentano il  “non plus ultra” per l’epoca, con forcella e ammortizzatori Ceriani Competizione. La ruota posteriore (con pneumatico 4.00-18”, anche se alcuni piloti preferivano avere più maneggevolezza con la 3.25-18” o 3.50-18”) ha il mozzo scomponibile. Le ruote e il serbatoio sono fissate con dadi e bussole filettate dotate di anelli e leve per smontarli rapidamente e senza attrezzi. La batteria è eliminata e, per evitare che la bruciatura della lampadina dello stop mandi a massa l’impianto elettrico, con arresto del motore premendo il pedale del freno, si può staccare il cavo dello stop dall’interruttore ed inserirlo in un’apposita spinetta fissata ad uno degli attacchi del parafango posteriore.

L’ottima finitura generale è confermata dalla legatura dei raggi con filo metallico nel punto d’incrocio ed ancora dalla catenella che fissa il distanziale della ruota posteriore al forcellone, così da non perderlo quando si smonta la ruota per una foratura. Il progetto originale non subisce modifiche negli anni.
 
Oggi una di queste Gilera è un bel pezzo da collezione, oltre che ricordo di un grande momento per la Regolarità e l’industria italiana in generale. Ed è per questo che le attuali quotazioni sono abbastanza elevate: un esemplare in ordine e con documenti può infatti valere dai 1.500 ai 2.000 euro.

Scheda Tecnica



Motore
: a 4 tempi, monocilindrico verticale inclinato in avanti, raffreddamento ad aria, testa e cilindro in lega leggera, canna in ghisa, alesaggio per corsa 56x50 mm (60x61), cilindrata 123,08 cc (172,4), rapporto di compressione 10:1, distribuzione con un asse a camme nel basamento, aste e bilancieri e 2 valvole parallele. Avviamento a pedale.
Alimentazione
: un carburatore Dell’Orto UB22 BS (UB24 BS) a vaschetta separata, diametro diffusore 22 (24) mm, filtro aria a cartuccia di carta.
Impianto elettrico: accensione a volano magnete 6V-28W e bobina AT esterna.
Trasmissione
: primaria a ingranaggi a denti elicoidali, rapporto 3,895, z19/74, finale a catena sul lato destro, rapporto 4, z15/60 (4,625, z16/58). Cambio in blocco a 5 marce. Valore rapporti: 2,500 (2,062) in prima, 1,631 (1,381) in seconda, 1,174 (1,041) in terza, 0,852 (0,815) in quarta, 0,666 in quinta. Frizione multidisco in bagno d’olio con comando a cavo, 5 dischi guarniti, 4 in acciaio.
Lubrificazione
: a carter umido con pompa ad ingranaggi, capacità coppa 1,6 litri.
Telaio: doppia culla aperta in tubi di acciaio, inclinazione cannotto 27°.
Sospensioni
: anteriore forcella teleidraulica Ceriani con steli da 32 mm, escursione  145 mm, contenuto olio per stelo 175 cc tipo SAE 20W40; posteriore con forcellone oscillante e 2 ammortizzatori teleidraulici Ceriani Competizione regolabili su 3 posizioni di molla, escursione 70 mm.
Freni
: anteriore a tamburo centrale monocamma da 136 mm, posteriore a tamburo laterale monocamma da 150 mm.
Ruote
: cerchi in acciaio a raggi anteriore 2.25x19”, posteriore 2.25x18”. Pneumatici, anteriore 2.50/2.75-19”, posteriore 4.00-18”, in alternativa 3.25/3.50-18”.
Dimensioni (in mm) e peso
: lunghezza 1.940, larghezza manubrio 780, altezza 1.100, altezza motore da terra 220, altezza pedane 225, interasse 1.260, altezza sella 720. Peso a vuoto 101 (103) kg. Capacità serbatoio carburante 10 litri di cui 1,5 litri di riserva.
Prestazioni
: potenza massima 11,5 CV (13,5) a 8.500 giri (8.000); velocità massima nelle varie marce: 25 (26) km/h in prima, 41 (42) in seconda, 59 in terza, 80 in quarta, 100 (105) in quinta. Consumo a norme CUNA 3 (3,5) litri per 100 km.

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