“Germania egoista, non compriamo BMW!”

Un lettore ci scrive per manifestare il suo disappunto verso il comportamento della Germania e lamentarsi dei tanti acquirenti italiani che acquistano BMW. Ecco la nostra risposta

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Caro direttore, le sarà noto il braccio di ferro economico tra l’Italia e altri membri UE. Tra i più intransigenti, la Germania. Qui non si tratta di sovranismo. Si tratta di prendere atto che questa è una vera catastrofe. E nella catastrofe le regole vanno cambiate. Non ho mai amato i tedeschi, anzi. In questo momento il mio disappunto è cresciuto proprio per la loro noncuranza per quanto accade loro intorno. Sono contento di non avere mai acquistato moto tedesche. Vero che non ho avuto neppure moto italiane, ma loro, mai e poi mai! Soprattutto adesso, non posso nascondere il mio fastidio verso i tanti acquirenti italiani di BMW.

Emanuele Grazzini – email

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BMW S 1000 XR 2020 - le foto del test

Caro Emanuele, innanzitutto distingueremmo tra gli Stati e le aziende. Che senso ha colpevolizzare una Marca, peraltro impegnata sul fronte sociale anche da noi, solo per le scelte politiche del suo Paese? Certo, secondo alcuni autorevoli economisti, la Germania (e altri Paesi, a dire il vero) avrebbero potuto essere molto più solidali con l’Italia in termini sanitari e soprattutto economici. Per altri osservatori, invece, l’identificazione di un colpevole “esterno” ai confini serve quasi sempre per mitigare eventuali colpe politiche interne. Per esempio occorrerebbe domandarsi chi ha lasciato che il nostro Paese avesse, ogni 100.000 abitanti, meno della metà dei letti di terapia intensiva rispetto a quanti ne ha la Germania. Che a sua volta ci ha inviato medici, infermieri, respiratori e materiale sanitario, oltre ad aver accolto (alla data del 27 aprile) 107 malati italiani. Ciò premesso, siamo favorevolissimi al sostegno dei nostri lavoratori e delle nostre imprese attraverso ogni genere di acquisto e di iniziativa a favore del Made in Italy. E in questo senso invitiamo anche te a iniziare a dare un contributo all’industria... di casa. Senza però dimenticare che BMW, il secondo posto di lavoro più ambito in Italia dopo la Ferrero, dà occupazione - tra dipendenti diretti, collaboratori e indotto - a circa 11.000 nostri concittadini.

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BMW F 900 R 2020

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