di Nicolò Codognola - 21 settembre 2019

“FTR 1200, design e ingegneria creano linee pulite e funzionali”

Abbiamo intervistato Greg Brew, vice president industrial design Polaris Industries e Indian Motorcycle, che ci ha parlato dello stile della FTR 1200, delle difficoltà incontrate nella progettazione, del futuro della Casa…
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In occasione del test della Indian FTR 1200 abbiamo intervistato Greg Brew, vice president industrial design Polaris Industries e Indian Motorcycle, che ci ha parlato dello stile della FTR 1200, delle difficoltà incontrate nella progettazione, del futuro della Casa…
Quale è l’elemento della FTR 1200 di cui sei più orgoglioso?
“Senza dubbio l’integrazione del serbatoio, conglobato in due gusci di alluminio e accoppiato al telaio di tubi in acciaio. È stata una sfida realizzarlo, ma mi piace moltissimo il bilanciamento che abbiamo ottenuto tra design e ingegnerizzazione. Mi rendo conto che non è l’elemento di design più evidente, ma ha in sé contenuti tecnici elevati. E assolve a più funzioni con una linea pulita: abbassa il baricentro, abbraccia e protegge il serbatoio, sostiene la sella, ingloba i maniglioni per il passeggero… Un po’ come la parte anteriore del telaio della Scout, che funge da airbox, cannotto sterzo, alloggiamento per il radiatore e supporto pedane. Alla stessa maniera è funzionale, semplice, lineare. È ottimizzazione ingegneristica e design”.
E l’elemento più difficile da disegnare?
“Il motore, in tutti i modelli Indian, è come un gioiello su un anello, che va presentato, messo in evidenza. Con la FTR 1200 è stato più difficile: per ovvie ragioni di rigidità del tealio, il motore è rimasto più nascosto, è come in gabbia. È stato difficile trovare un bilanciamento tra parti aperte e altre chiuse. Nella moto da gara il motore è più in vista, ma stiamo parlando di altri pesi e misure. Ecco: questo elemento ha animato molte discussioni”.
Quale genere di moto di piacerebbe disegnare, in futuro?
“La FTR 1200 è stata un grande salto: nessuna Azienda americana ha mai fatto qualcosa del genere. Mi pare un salto importante. Se dovessi guardare oltre, mi affascinano le moto Adventure: ho avuto modo di provare delle crossover e sono intrigato dall’idea di realizzare una moto con grandi prestazioni e una posizione di guida attiva. Però, più di tutto, vorrei disegnare una sportiva… È nella storia Indian, sin dall’inizio. In 111 anni di storia le competizioni sono sempre state nel nostro DNA. Una macchina da gara, ecco che cosa mi piacerebbe disegnare”.
Adesso, nel design, avete in squadra anche Ola Stenegard…
“Sì, è talentuoso, mi piace come lavora. Ola è stato mio allievo, tanti anni fa, ed è stato un piacere riaverlo in squadra. Le prossime Indian saranno sotto la sua supervisione e sono certo farà grandi cose. Sta già studiando tanti altri modelli sulla base FTR, aspettatevi sorprese…”
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