Fotocopiare la targa non è reato?

Il Giudice di pace dell’Ufficio di Vicenza, Giorgio Dioli, ha annullato un verbale elevato a tre enduristi veneti sorpresi lungo il Brenta in sella a moto con le targhe fotocopiate, motivando la sentenza con il fatto che la fotocopia “non è da considerarsi prodotto abusivo e, in particolare, realizzato in violazione del monopolio statale”

Fotocopiare la targa non è reato?

Milano - Abbiamo sempre saputo che girare con la targa fotocopiata è una grave violazione del monopolio statale, che comporta multe molto pesanti. Non solo perché non è una vera targa, ma anche perché è come essere dei falsari: secondo la legge è meno grave scrivere i numeri della targa con un pennarello su un foglio bianco, per intenderci. Fa quindi scalpore la decisione del giudice di pace Giorgio Dioli di annullare un verbale elevato a tre enduristi veneti sorpresi lungo il Brenta in sella a moto con le targhe fotocopiate. Verbali pesanti: 9.000 euro di sanzioni in tutto e una moto tenuta sotto sequestro da marzo a gennaio. Come riporta il Giornale di Vicenza, il giudice Dioli ha affermato che “Il Corpo forestale dello Stato non ha accertato adeguatamente la violazione”, aggiungendo che “le targhe dei motoveicoli erano rappresentate da una fotocopia” e sebbene sia “un’usanza comunque riprovevole in quanto irregolare”, ha determinato che questa targa “non è da considerarsi prodotto abusivo e, in particolare, realizzato in violazione del monopolio statale”. I tre si sono salvati e la moto è stata tolta al sequestro, ma questa sentenza ha un valore enorme, perché rappresenta un notevole precedente.

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