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FMI, Forestale, istituzioni e motociclisti parlano di moto e ambiente

Si è svolto a Montevarchi (AR) un incontro organizzato dalla Federazione e dal Corpo Forestale dello Stato sul tema “Fuoristrada: convivenza tra motociclismo e territorio”. Pare proprio che finalmente ci siano le basi per una convivenza pacifica. Perlomeno se si parla di off road…

Fmi, forestale, istituzioni e motociclisti parlano di moto e ambiente

Vi ricordate che da qualche anno c’è dell’attrito pesantissimo tra motociclisti amanti del fuoristrada e la Forestrale? Ripassate qui l’argomento con qualche articolo significativo:

 

 

Certo, nel frattempo ci sono stati segnali di… buona volontà, soprattutto sul fronte del fuoristrada agonistico, e concreti passi avanti in vista di una più matura, consapevole e civile convivenza tra motociclisti e ambiente, vedi le soluzioni trovate in Lombardia ed Emilia Romagna o i recenti incontri tra FMI e CAI. Il percorso è comunque sempre complicato, ma fa piacere riscontrare la volontà delle istituzioni di capire che il motociclista non è (sempre) un delinquente, mentre accogliamo con un favore l’impegno della Federazione nel promuovere gli aspetti “puliti” della nostra passione. In questo senso, a Montevarchi (AR), la FMI e la Forestale hanno organizzato, alla vigilia della quarta prova del tricolore Enduro Under 23 – Senior, un incontro tra istituzioni e motociclisti, una tavola rotonda andata in scena nella sala stampa del Crossodromo Miravalle, grazie all’ospitalità del Moto Club Brilli Peri, e intitolata “Fuoristrada: convivenza tra motociclismo e territorio”. Ecco il comunicato ufficiale, di cui vi risparmiamo la parte iniziale, che è un elenco coi nomi delle personalità intervenute, tra Federazione, Forestale, istituzioni locali e rappresentanti di Motoclub e organizzatori (se proprio li volete sapere, cliccate qui).

 

INCONTRO COSTRUTTIVO A MONTEVARCHI

Il confronto ha inevitabilmente preso mosse dagli episodi di criticità - tra le forze dell’ordine, gli organizzatori ed i piloti - verificatisi in Toscana ma ha poi presentato uno scenario attuale in cui i fuoristradisti (singoli od organizzati ma comunque tutelati dalla Federmoto) e CFS si trovano schierati sullo stesso fronte.

La linea guida per il futuro, ribadita in questa occasione da Tony Mori, è: “Né permissivismo né proibizionismo”, per praticare il fuoristrada nel rispetto dell’ambiente e delle regole della circolazione, ma senza assurde ed ingiustificate limitazioni. “Il fuoristrada è uno sport che ha un impatto – ha affermato con realismo il Comandante D’Amico della Forestale – ma si può conciliare la voglia di andare in moto nella natura con il rispetto delle leggi; quindi oggi possiamo affermare che la convivenza tra moto e territorio è possibile. Agli eventi del 2011 e del 2013 la Federmoto ha reagito nel modo che ha consentito a tutti di andare avanti: ci disse “aiutateci a capire se e dove abbiamo sbagliato”. Noi rispondiamo che l’alternativa alle cose mal fatte non è non farle ma farle bene. Così riusciamo a farci considerare tutori della legge a beneficio di tutti i fruitori del territorio, anche dei motociclisti”. Concetto rafforzato da Copioli, Presidente FMI, il quale ha affermato che “la FMI difende i diritti dei suoi tesserati contemperandoli con il rispetto delle norme”. Il Vice Presidente FMI ha inoltre ricordato la redazione del fondamentale vademecum per i Moto Club organizzatori, anche di Trial e Motorally, disponibile sul sito www.federmoto.it ed ha annunciato l’avvio, a Polcanto (FI), del primo corso per Guide Fuoristrada, approvato nel Consiglio Federale dell’11 settembre.

Gli esempi delle recenti Leggi regionali di Emilia Romagna e Lombardia rappresentano il punto di arrivo di un assiduo ed infaticabile dialogo con le Istituzioni e le forze politiche ma anche una base per ampliare a tutta la penisola un approccio corretto alla tutela ed alla fruizione dell’ambiente che consenta ai motociclisti di svolgere la propria attività. “In Italia c’è tanto spazio disponibile  – ha detto Tony Mori, Presidente del Co.Re. Toscana FMI – non c’è bisogno di andare a toccare le aree a maggiore tutela. Ma gli enduristi – ha rilanciato – si sentono ambientalisti, puliscono i boschi, riaprono le vecchie strade, in futuro adotteranno i sentieri come già fanno altri appassionati della natura”.

In definitiva, come ha osservato Giulio Gori (Responsabile della comunicazione FMI), si è assistito ad un salto di qualità del dibattito, uscito dalle pastoie del semplice rapporto trasgressione-repressione e ora cresciuto di livello: si parla di conoscenza del territorio, condizione fondamentale per evitare eccessi e poter svolgere senza barriere immotivate la propria attività.

 

ADESSO PENSIAMO ALL’ASFALTO

Lo ripetiamo: prendiamo atto con piacere di questi passi avanti, ma invitiamo altresì le parti a prendere in esame anche la situazione che si è venuta a creare in merito all’attività di Polizia della Forestale sui passi appenninici asfaltati, dove gli uomini in divisa tengono d’occhio i motociclisti con fin troppo accanimento, in certi casi con opinabili metodi da caccia all’uomo e in altri con trucchetti subdoli per indurre “in tentazione” i motociclisti e poi ovviamente coglierli in fallo. La questione è sempre la stessa. Chi sbaglia paghi, ma solo lui (anche se è della Forestale…). E non tutti i motociclisti indiscriminatamente, perché tali, e magari pure i gestori di qualche bar dei passi che si vedono ucciso il business.

 

I fuori stradisti, per concludere, non dimentichino l’appuntamento con le pagine dei nostri “cugini” tassellati: è in edicola Motociclismo FUORIstrada di ottobre.

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