Al vaglio le cause dell'esplosione della concessionaria Felix Moto

Uno scoppio con conseguente incendio ha distrutto la concessionaria Nuova Moto Felix di San Martino Buon Albergo (VR). Evacuate le persone che abitavano negli appartamenti sopra al punto vendita
1/6 L'incendio che ha distrutto la concessionaria Suzuki "​Nuova Moto Felix" (foto VVF)
Nella notte tra il 18 e il 19 settembre, un’esplosione con conseguente incendio ha distrutto la concessionaria Nuova Moto Felix di San Martino Buon Albergo (VR). Oltre ai danni arrecati al punto vendita Suzuki, lo scoppio ha ferito lievemente un passante, danneggiato la vicina sala slot e reso inagibile il primo piano della struttura, dove erano ospitati 24 richiedenti asilo. Oltre ai migranti è stato necessario evacuare anche ad un’altra ventina di residenti. Le famiglie con minori sono state accolte in alloggi messi a disposizione da cooperative sociali, le altre da amici e parenti.

Le cause dell’incendio sono ora al vaglio degli investigatori che vogliono scoprire se si è trattato di un incidente oppure di un atto doloso. Gli inquirenti ritengono sempre meno credibile la pista della casualità, in quanto oltre all'esplosione c'è stato anche l'incendio, segno questo che sul posto possa essere stato posizionato del materiale infiammabile.
Franco De Santi
Il Sindaco di San Martino Buon Albergo, Franco De Santi, in un'intervista rilasciata al "Corriere del Veneto" esclude che dietro all'esplosione ci possa essere la pista del razzismo. Ecco le sue parole:

"La presenza del gruppo di migranti è assolutamente casuale, e non ha nulla a che vedere con l’episodio. L’incendio, di probabile origine dolosa, ma sulle cui cause stanno ancora lavorando i tecnici dei Vigili del Fuoco, si è sprigionato al piano terra dei locali della palazzina che ospitano un concessionario di moto, la "Nuova Moto Felix", ed un’agenzia immobiliare. Le autorità comunali hanno spiegato che il gruppo di 24 richiedenti asilo, formato anche da nuclei familiari, non ha mai causato problemi, e non era mai stato oggetto di minacce o proteste. Ora, con l’evacuazione dello stabile, la loro ricollocazione sarà seguita dalla Prefettura di Verona, mentre le altre famiglie del condominio saranno ospitate temporaneamente in una struttura comunale".

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