di Marco Riccardi - 18 aprile 2019

Cavallino Rampante a due ruote

Negli anni Trenta il Drake, oltre ad aver rilevato il reparto corse Alfa Romeo per costituire la Scuderia Ferrari, decide che che c'è spazio anche per alloggiare una squadra corse motociclistica...
Chi è quel signore che svetta per altezza e corporatura sui piloti e gli spettatori che appaiono in questa immagine? Non vi lasciamo in ambasce: sotto il largo trench c’è Enzo Ferrari. Negli anni Trenta il Drake, oltre ad aver rilevato il reparto corse Alfa Romeo per costituire la Scuderia Ferrari, decide che nei grandi spazi modenesi della palazzina liberty che già ospita le automobili da competizione, ci sia spazio anche per alloggiare una squadra corse motociclistica. Il cavallino rampante, l’effigie donata a Ferrari dalla famiglia di Francesco Baracca, asso della nostra aviazione nella prima guerra Mondiale con 34 vittorie, campeggia dal 1932 al 1934 anche sui parafanghi delle inglesi Rudge e Norton, le moto della Scuderia usate da piloti eccellenti come Pigorini, Sandri, Fagnani, Susini, i fratelli Ghersi e pure da Aldrighetti e Taruffi, che sono a doppio servizio con le auto. La scelta di avere le squadre sotto lo stesso tetto è data dall’economia di gestione, ma il patron modenese a chi chiede spiegazioni dell’interessamento verso le due ruote risponde:

“Sono note le mie simpatie per i motociclisti che prima di passare alle 4 ruote si sono fatti un’esperienza e una conoscenza completa e scrupolosa. Hanno dimostrato uno straordinario senso agonistico, abitudine alla velocità e disponibilità ad accettare lavori più umili, come quelli del meccanico che, generalmente, nel mondo delle 4 ruote, non viene mai fatto dal pilota”.

Esordio il 28 marzo a Modena nel GP Primavera, che Motociclismo di allora etichetta come “incontro” di velocità più che una vera gara: si aggiudica il criterium Guglielmo Sandri con la Rudge. Il primo anno le vittorie sono venti, con la schiacciante affermazione del circuito di Torino con le prime posizioni di Sandri (Norton 500), Mario Ghersi (Rudge 350) e Virginio Fieschi (Rudge 250). In totale, la scuderia del Drake ha collezionato 46 vittorie e tre titoli italiani. La squadra si scioglie alla fine del 1934 perché non si sostiene più dal punto di vista economico: gli ingaggi dei grandi piloti che corrono per la Scuderia Ferrari superano i premi vinti nelle gare. Da questo momento il Drake continuerà a vincere con le automobili e il cavallino nero si impennerà in tutti i circuiti del mondo.
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