21 March 2013

Ecoincentivi: fondi finiti in un lampo

I miseri 4,5 milioni di euro destinati ai privati per il 2013 sono evaporati il primo giorno di disponibilità: potevano contribuire all’acquisto di soli 1.100 veicoli. Quasi intonsa, invece, la quota per le aziende

Ecoincentivi: fondi finiti in un lampo

Vi ricordate che recentemente avevamo scritto sul fatto che gli ecoincentivi 2013 sarebbero stati disponibili anche per i veicoli a 2 e 3 ruote ad uso privato (cliccate qui)? Si trattava di una bella boccata di ossigeno per chi avesse avuto intenzione di acquistare una moto o uno scooter ad emissioni zero. Il tutto sarebbe dovuto iniziare a partire dal 14 marzo ma…

PRONTI? VIA! SOLDI FINITI
Come volevasi dimostrare, i microincentivi ecologici per i privati sono durati lo spazio di un mattino. Nel senso più letterale del termine: i 4,5 milioni di euro per il 2013 sono svaniti nella prima giornata di contributi. E ai concessionari sono rimasti da gestire i potenziali ormai ex-acquirenti tra l’infuriato e il deluso. Non male, coi tempi che corrono. Che sarebbe andata così era già scritto: 4,5 milioni di incentivi destinati ai privati, per un contributo medio ipotizzato in 4.000 euro, fa poco più di 1.100 veicoli. Va bene che c’è la crisi, ma sono una goccia nel mare. Non è dato sapere, quanti di questi siano andati agli scooter elettrici. Ma ciò che fa più rabbia è vedere come i 35,5 milioni di euro - la quota di gran lunga maggioritaria degli ecoincentivi - destinati alle aziende, da metà marzo non sia praticamente stata utilizzata (cliccate qui: nella foto la pagina del sito www.bec.mise.gov.it con contributi già utilizzati: residui 0 per i privati, disponibilità elevate per le aziende). Le aziende avrebbero dovuto infatti rottamare un veicolo di più di 10 anni, cosa abbastanza infrequente per le imprese. L’incentivo al 20% (massimo 5.000 euro), per quanto riguarda i veicoli elettrici, poi, era troppo basso rispetto ai prezzi di listino, scooter compresi.

IL MERCATO NON RINGRAZIA
Se l’intento è quello di fare da volano al mercato, allora è necessario, almeno per gli elettrici puri, avvicinarsi al 35-40% del prezzo di listino per renderli competitivi. Sarebbe costoso, ma alla lunga, in caso di avvio di una spirale virtuosa, il vantaggio ci sarebbe. L’auspicio è che questo incentivo-farsa venga eliminato, risparmiando oltre 100 milioni di euro. O quantomeno rimodulato. 

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