Week end nero per il flat track: morti due giovani piloti negli USA

Due incidenti mortali sono avvenuti nello scorso fine settimana di gare del Flat Track sul circuito californiano di Sonoma County Fairgrounds (Santa Rosa). A perdere la vita nei crash fatali una ragazza di 20 anni, Charlotte Kainz, e il diciassettenne Kyle McGrane
 

UN TRISTE WEEK END

Quello appena terminato è stato uno di quei week end da dimenticare per le corse motociclistiche: dopo la morte di Louis Salom e i gli incidenti fatali del Tourist Trophy, dobbiamo purtroppo tornare a parlare di decessi. Durante il fine settimana di gara dell’AMA Pro Racing Flat Track (campionato USA delle corse su ovale), sul circuito di Sonoma County Fairgrounds (Santa Rosa, California), due drammatici incidenti nella Junior Divisiion hanno tolto la vita alla ventenne Charlotte Kainz e il diciassettenne Kyle McGrane. Kainz e McGrane sono stati coinvolti in due differenti incidenti di gara e in entrambi i casi, nonostante i soccorsi giunti immediatamente dopo l’accaduto, non c’è stato nulla da fare e i due piloti si sono spenti a causa delle ferite riportate.
 
Charlotte Kainz, era una ragazza di 20 anni (appena compiuti), nata a West Allis, nel Wisconsin. Era diventata professionista nel 2015 e gareggiava nell’AMA Flat Track nella classe GNC2. Chi la conosceva la descrive come una ragazza sempre sorridente, con un gran talento, che l’aveva portata a vincere la sua prima gara in GNC2 quest'anno, sull’ovale di Black Hills. Stando alle notizie che arrivano dagli USA, questo fine settimana Charlotte, in sella alla su Harley-Davidson 750, è rimasta coinvolta in un incidente con un altro pilota, di sesso maschile, durante il secondo giro della gara finale della sua categoria. L'altro pilota coinvolto nell'incidente ha riportato ferite lievi, mentre per Charlotte a nulla è valso il tempestivo intervento dei soccorsi.
 
Kyle McGrane, un giovane di soli 17 anni, veniva da Gap, in Pennsylvania, ed era entrato nel mondo del Flat Track, nella classe GNC2, solo l’anno scorso. Era un giovanissimo talento molto promettente, che era riuscito a conquistare la sua prima vittoria quest’anno, al Law Tigers Arizona Mile. La dinamica del suo incidente non è ancora chiara, non si sa se il pilota è rimasto coinvolto nello scontro con altri concorrenti oppure se è caduto da solo; si sa solamente che l’incidente è avvenuto durante il giro finale della gara del pomeriggio (alla quarta curva). Kyle è stato ricoverato subito in ospedale, ma purtroppo le cure dei medici non hanno potuto fare nulla contro le gravi ferite riportate nell’incidente e il pilota è deceduto il giorno successivo al suo ricovero.

Queste le parole di Michael Lock, Amministratore Delegato dell’AMA Pro Racing: "Non ricordo che una cosa del genere sia mai successa nel nostro sport. Siamo completamente shoccati! La comunità flat track è un gruppo molto compatto, e oggi siamo tutti lutto. Charlotte e Kyle erano piloti di talento con un futuro luminoso. Le nostre più sentite condoglianze vanno alle loro famiglie e agli amici in questo momento difficile”.

Tutta la redazione di Motociclismo si unisce alle condoglianze in questo difficile momento.

Poi però sarà il caso di porsi delle domande. Ad esempio chiedersi come mai alcuni tratti della pista non avevano il bordo esterno protetto proprio in previsione di una delle frequentissime cadute che si verificano in questo tipo di gare, scivolate che immancabilmente portano i piloti e le moto e partire per la tangente andando inevitabilmente a colpire gli ostacoli fissi a bordo pista. Primi su tutti i muretti e le staccionate che delimitano il tracciato. La mancanza di protezioni ha probabilmente causato la morte dei due giovani piloti e ora chiaramente ora montano le polemiche sull'obbligatorietà degli air fence in entrata e uscita di curva; sull'opportunità di usare un circuito che la serie maggiore del Flat Track ha abbandonato da decine di anni; sulla necessità di mettere la sicurezza dei piloti al primo posto e comunque davanti alla volontà di far crescere questo sport... Pare poi che le condizioni del tracciato fossero molto proibitive, col fondo molto rovinato e terreno che alzava nuvole di polvere che azzeravano la visibilità.

Insomma, nel mondo molto "naif" del motociclismo americano, un fatto tragico come quello di cui stiamo parlando DEVE servire a far crescere il sistema, senza perdere passione genuina ma assolutamente muovendosi in direzione della sicurezza dei piloti. Lo show non peggiorerà, le bagarre spettacolari non cesseranno e continueranno a verificarsi anche spettacolari carambole. Con una differenza: i piloti si rialzeranno, magari incavolati o acciaccati, ma vivi. Certo, la storia insegna che esiste l'imponderabile, ma anche che in altre realtà dello sport motociclistico si sono fatti passi da gigante, anche a livello giovanile. C'è sempre da lavorare, lo dimostra proprio la morte di Luis Salom che abbiamo citato all'inizio e che è avvenuta nel contesto più professionale di tutti nell'ambito delle corse di moto. Ma è altrettanto evidente come al giorno d'oggi non esiste che due ragazzi muoiano nello stesso giorno e sulla stessa pista per una caduta di cui non si conoscono le cause ma di cui si sa che certamente potrebbero aver avuto conseguenze molto meno drammatiche se gli organizzatori della gara avessero rispettato di più i piloti e avessero tenuto in maggior conto le regole di buon senso che devono stare alla base delle corse motociclistiche nel 2016!

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