di Federico Aliverti - 02 luglio 2019

La Ducati di Carlin

Arriva oggi in edicola il fascicolo di luglio di Motociclismo. In copertina la Ducati di Carlin Dunne, pilota scomparso domenica alla Pikes Peak quando il giornale era già in stampa
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Il giornale che esce oggi è andato in stampa una settimana fa. Ha corso sulle rotative veloce, incontro all’inimmaginabile, proprio come Carlin Dunne sulla highway della Pikes Peak. L’entusiasmo in anticipo sulla realtà. Il pilota Ducati, in sella alla Streetfighter V4 S che vedete in copertina, ha dominata la Pikes Peak fino all’ultima curva. Poi un dosso, lo schianto fatale.

Caro Carlin, ora che non ci sei più, l’immagine della tua moto consegnata con tanto orgoglio alla copertina di Motociclismo, così nitida e così raggelante, arriva in edicola con un tempismo beffardo. Sono impietrito mentre rileggo le frasi profetiche che hai affidato ai nostri taccuini prima della tua ultima gara:“Se la montagna non è d’accordo, il record non si fa”. Quelle frasi che fino a ieri mi suonavano così esaltanti, appartenenti a un lessico a me tanto familiare, sono le stesse che oggi mi turbano. Siamo venuti fin laggiù per vederti correre. Ci siamo innamorati di te, del tuo modo di essere e della tua Ducati. Quando ti abbiamo chiesto di fare un giro come si chiede a un vecchio amico, non hai esitato un istante, forse riconoscendo nei nostri occhi quella comune passione che si chiama moto. La copertina che non avrebbe dovuto nascere in queste circostanze, c’è ed è bellissima. La dedico a te e alla tua famiglia, ci aiuterà a non dimenticare il mitico Dunne che sfidò la montagna a caccia di record.
1/12 Carlin Dunne alla Pikes Peak 2019 con la Ducati Streetfighter V4

Il ricordo del nostro inviato

Il nostro Fabio Meloni ha conosciuto Carlin in Colorado pochi giorni prima della sua scomparsa. Ecco il suo ricordo:

Vorrei non averti conosciuto, Carlin. Vorrei non aver preso l’aereo, vorrei non avere avuto la possibilità di guidare la tua Streetfighter, vorrei non aver mai sentito parlare della Pikes Peak e vorrei che nessun pilota, mai più, corresse dove non esistono vie di fuga. Vorrei tu avessi vinto. Lo meritavi. Era fatta. Vorrei tu non fossi partito. Bastava un guasto alla moto. Tornavi a casa e l’anno prossimo vincevi. Vorrei poterti immaginare in cima alla montagna sorridente e col fiato corto. Vorrei le cose non fossero andate come sono andate. Vorrei non aver scritto una sola riga, perché ora e per sempre la copertina di Motociclismo di luglio 2019 e l’articolo che c’è all’interno mi ricorderanno te. Eppure vorrei aver scritto non dieci ma cento pagine sull’esperienza in Colorado di cui sei stato parte integrante. Vorrei capire, capire davvero cosa ti spingeva a correre quella gara. Perché è una cosa preziosa alla quale non ho accesso; che non riesco a mettere a fuoco; ma così potente e così meravigliosa. Non so nemmeno io cosa vorrei. Vorrei avere il talento di raccontare l’irraccontabile e spiegare l’inspiegabile e riparare l’irreparabile. Non ce l’ho. E allora vorrei solo tutti sapessero che eri un signor pilota. E soprattutto una bella, bella persona.

Bandiere a mezz'asta in Ducati

Le bandiere di Ducati sono a mezz’asta, tutti i dipendenti sono sconvolti e ieri hanno ricordato Carlin Dunne con un minuto di silenzio. Queste le parole dell’amministratore delegato Claudio Domenicali:

In momenti come questi la tristezza ci attanaglia e ogni parola sembra vuota e priva di significato. Carlin era un vero Ducatista, lavoratore e appassionato come noi, e lascia un vuoto in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Stringiamoci tutti con la famiglia di Carlin”.
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