16 January 2013

Ducati punta al podio nella MotoGP 2013

Il nuovo Direttore Generale di Ducati Corse è chiaro: non è il caso di parlare di risultati, ma nel 2013 Ducati vuole tornare al top. Con una nuova filosofia: la GP13 deve essere una moto che possono guidare tutti

Ducati punta al podio nella motogp 2013

C’era attesa per la conferenza stampa di Bernhard Gobmeier a Wrooom 2013 a Madonna di Campiglio (cliccate qui per il programma della manifestazione). La curiosità e l’aspettativa per quello che avrebbe detto l’uomo che Audi ha messo a capo della squadra corse Ducati erano evidenti. L’evento clou di ieri era stata la presentazione della GP13 (cliccate qui per le foto), con piloti del Ducati Team Andrea Dovizioso e Nicky Hayden e quelli del Pramac Racing Team Andrea Iannone e Ben Spies insieme a 2.200 metri sotto una fitta nevicata per svelare al mondo la nuova Ducati MotoGP. È stata una grande festa, che il video che segue riassume bene. Guardatelo e poi leggete le concrete parole di Gobmeier.

Al 53enne ingegnere bavarese Bernhard Gobmeier è stato affidato il compito di riportare il marchio italiano nelle sfere alte del Campionato MotoGP. Gobmeier, uomo di notevole esperienza manageriale e ingegneristica, ha parlato delle sue prime impressioni durante la conferenza stampa.

Sono molto soddisfatto. Il primo approccio è stato decisamente positivo. L’azienda mi ha accolto in modo eccezionale e ho sentito subito di far parte di una grande famiglia. Questo contribuirà certamente a creare un ambiente ideale per lavorare insieme.

EVOLUZIONE È MEGLIO CHE RIVOLUZIONE
Ci attende una grande sfida e tutti sono curiosi di sapere cosa faremo per colmare il divario dai nostri concorrenti. Dobbiamo lavorare in diverse aree in cui secondo me si può fare la differenza. Abbiamo già fatto alcuni cambiamenti positivi sulla struttura della squadra, ed abbiamo alcune idee per quanto riguarda lo sviluppo tecnico della moto. Io preferisco parlare di evoluzione piuttosto che di rivoluzione e in questa ottica vogliamo verificare la validità di molto materiale sviluppato nella seconda parte dello scorso anno. Credo che già con questo approccio potremo migliorare le prestazioni nel breve termine, ma stiamo ovviamente anche lavorando a nuove soluzioni che saranno introdotte nel corso della stagione.

PIRRO CORRERÀ 3 GARE COME WILD CARD
Avremo anche una seconda squadra Ducati in MotoGP, il Pramac Racing Team che assume il ‘factory supported’ status. I due piloti della squadra ci aiuteranno a raccogliere maggiori informazioni e ci daranno ulteriori input per il lavoro di sviluppo. Michele Pirro è il nostro nuovo collaudatore e avrà anche l’opportunità di partecipare come wild-card a tre gare. Nel complesso penso che siamo in una situazione ottimale per quanto riguarda il personale e le tecnologie che abbiamo a disposizione, per cui sono ottimista per il futuro.

TROPPO PRESTO PER PARLARE DI RISULTATI
Dobbiamo aspettare i primi test dove proveremo dei nuovi particolari e soprattutto daremo ai piloti la possibilità di conoscere a fondo la moto. Sono fiducioso che con le informazioni che ci daranno i piloti e il know-how dei nostri ingegneri potremo migliorare in modo abbastanza rapido. Il nostro obiettivo per quest’anno è tornare a lottare per il podio.

 

Riguardo al metodo di lavoro da adottare, Gobmeier ha detto che “le rivoluzioni distruggono il bene e il male, noi vogliamo migliorare solo gli aspetti che hanno funzionato meno. Attingerò dall'esperienza di Filippo Preziosi, siamo in contatto, lui è ancora dedito al successo Ducati nelle corse. Delle mie idee oggi non parlo pubblicamente, devo metterle a punto con gli ingegneri. Dobbiamo lavorare su elettronica, motore, chassis, aerodinamica (cioè tutto), step by step. Le nostre idee sono già nelle moto, altre seguiranno”.

PARTIRE DALLA GP12
Secondo Gobmeier è bene iniziare “usando come base la moto 2012, il cui sviluppo non è all'apice. Il problema è che i troppi cambiamenti fatti in questi due anni hanno confuso i piloti e l’azienda, ma questo non succederà più. La Ducati dev'essere una moto che tutti possono guidare. Noi, però non copieremo nessuno, solo che la nostra moto deve essere più facile per tutti i nostri piloti. Manterremo la distribuzione desmodromica. Per essere competitivi, però, bisogna pensare sempre tre anni in avanti. Cercheremo di chiudere il gap quest’anno ma è dal 2014 dove speriamo di essere ancora più vicini. La configurazione del motore a V rimarrà”.
 

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