di Nicolas Patrini - 23 ottobre 2019

Ducati presenta la nuova Streetfighter V4

Una Panigale V4 spogliata delle carene, con manubrio alto e largo. 178 kg di peso spinti dal motore Desmosedici Stradale di 1.103 cc, capace di erogare 208 CV. Tra poco vi sveliamo prezzo e tutti i dettagli di motore, telaio, ali, elettronica, ergonomia, design e ciclistica. Come da tradizione, due le versioni della nuova Ducati Streetfighter: base ed “S”

1/14

1 di 14

A un primo sguardo, lo spirito della Streetfighter V4 è perfettamente rappresentato dal design minimalista del proiettore full-LED, che richiama il frontale della Panigale V4. Il telaio “Front Frame” e il motore Desmosedici Stradale sono lasciati quanto più possibile a vista, solo parzialmente coperti da sovrastrutture ridotte al minimo e con linee affilate, che creano un insieme pulito. Tanto carattere nel design non poteva che essere abbinato a un motore come il Desmosedici Stradale da 1.103 cc in versione da 208 CV. Il motore, in abbinamento a un peso a secco di 178 kg (della versione “S”) porta il rapporto potenza/peso a un valore di 1,17. Le prestazioni possono crescere ulteriormente montando lo scarico full-racing Ducati Performance by Akrapovič, che porta la potenza a 220 CV e consente una riduzione di peso di 6 kg. Le performance della nuova Streetfighter V4 sono tenute a bada dall’elettronica presa direttamente dalla Panigale V4 e dalle ali in configurazione biplano sviluppate dagli aerodinamici di Ducati Corse. Le ali, collocate in posizione avanzata per massimizzare l’effetto, generano 28 kg di “downforce” a 270 km/h, riducendo il “galleggiamento” della ruota anteriore alle alte velocità, la tendenza all’impennata e incrementando la stabilità durante le fasi di frenata, ingresso e percorrenza di curva. Il gruppo ottico anteriore è inserito in una carenatura a doppio layer, in cui sono ricavate le prese d’aria per l’air-box e per il raffreddamento delle unità LED, mentre un deflettore posteriore evita che il flusso impatti direttamente sul serbatoio. Il proiettore è sormontato dal cruscotto TFT da 5” (lo stesso della Panigale V4) integrato con una sofisticata cover frontale che nasconde elegantemente i fissaggi e il cablaggio. Dietro al radiatore spiccano i profili estrattori dell’aria calda, ispirati al mondo delle auto di F1. Questi hanno funzione strutturale, sono fissati direttamente al telaio e integrano le doppie ali sovrapposte che, oltre a essere un richiamo alla MotoGP, generano il carico verticale necessario per garantire la massima stabilità alle alte velocità.

Il pacchetto elettronico della Streetfighter V4 è basato sull’impiego di una piattaforma inerziale a 6 assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit) in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. I controlli gestiscono tutte le fasi della guida: alcuni sono deputati a partenza, accelerazioni e frenate, altri sovrintendono alla trazione, altri ancora sono relativi alle fasi di percorrenza e uscita di curva.

Come anticipato, la Streetfighter V4 è disponibile anche in versione S, caratterizzata da cerchi forgiati Marchesini e dall’adozione di sospensioni (forcella NIX30 da 43 mm e mono TTX36) e ammortizzatore di sterzo Öhlins a controllo elettronico. Queste sono basate sul sistema Öhlins Smart EC 2.0 di seconda generazione che, oltre a sfruttare tutte le potenzialità offerte dall’IMU 6D, ha un’interfaccia pilota più intuitiva.

Rispetto alla Panigale V4 la posizione in sella del pilota, che siede a un’altezza da terra di 845 mm, è stata ridefinita secondo le specifiche di un modello naked. Come vuole la cultura streetfighter, i semi manubri sono sostituiti da un manubrio alto e largo che, insieme ad una sella con 60 mm di imbottitura e una posizione meno estrema delle pedane pilota, garantisce un comfort sportivo nella guida urbana e il controllo necessario per aggredire le strade extraurbane o la pista. Pur mantenendo gli stilemi della Panigale, la coda è supportata da un telaietto in acciaio ed è stata ridisegnata per offrire un maggiore comfort al passeggero e più spazio longitudinale al pilota.

Per garantire la massima stabilità sia alle alte velocità sia in frenata e una minore tendenza all’impennata in accelerazione, limitando il più possibile gli interventi sulla ciclistica così da avere un comportamento agile e svelto nel misto, per la Streetfighter V4 sono state sviluppate delle ali in configurazione biplano progettate dagli specialisti di Ducati Corse in collaborazione con il Centro Stile Ducati. Lo sviluppo aerodinamico è stato svolto interamente con simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics) utilizzando una metodologia di calcolo che prevede simulazioni stazionarie dei campi di moto e di pressione con l’obiettivo di aumentare la forza verticale sul veicolo, in particolare sulla ruota anteriore. Per ridurre il più possibile l’ingombro laterale delle appendici è stato scelto di sviluppare una configurazione aerodinamica che prevede due ali di apertura ridotta posizionate in forma di biplano con lo scopo di farle lavorare indipendentemente. La singola appendice è descrivibile come un’ala a elemento singolo e pianta rettangolare, provvista di winglet sull’estremità laterale esterna. Le ali sono state posizionate il più vicino possibile alla ruota anteriore (in prossimità dei fianchetti radiatore laterali) in modo da massimizzare l’effetto anti-impennante. L’effetto dell’introduzione delle appendici aerodinamiche è di 28 kg di “downforce” a 270 km/h, di cui 20 kg sulla ruota anteriore e 8 kg sulla ruota posteriore. Le ali danno anche benefici a livello di smaltimento termico aumentando la velocità di attraversamento dei radiatori acqua e olio, rispettivamente del +2% e +10%.

Il carico verticale generato dalle ali riduce il “galleggiamento” della ruota anteriore alle alte velocità, la tendenza all’impennata e incrementa la stabilità durante le fasi di frenata, ingresso e percorrenza di curva.

La nuova Streetfighter V4 è equipaggiata con il Desmosedici Stradale di 1.103 cc. In questa configurazione il V4 di 90° eroga 208 CV (153 kW) a 12.750 giri/minuto. Praticamente immutato rispetto alla Panigale V4 il valore di coppia massima di 123 Nm (12,5 kgm) a 11.500 giri/minuto. Il rapporto finale più corto rispetto a quello della Panigale V4 regala una coppia alla ruota superiore del + 10%. Potenza e coppia possono crescere ulteriormente raggiungendo rispettivamente i 220 CV e i 130 Nm montando lo scarico full-racing Ducati Performance by Akrapovič che riduce anche il peso di 6 Kg.

Il Desmosedici Stradale è stato progettato partendo dal cuore del motore V4 della MotoGP, ovvero le teste. La fluidodinamica del Desmosedici Stradale riprende le dimensioni e la geometria utilizzate sulla Desmosedici GP, così come la configurazione del motore: V4 a 90° ruotato all’indietro di 42°. Questa soluzione rende il motore estremamente compatto e permette di centrare le masse, consentendone una perfetta integrazione nel veicolo. L’albero motore, come sui prototipi Ducati utilizzati in gara, è controrotante, in modo da ridurre l’effetto giroscopico delle ruote e conferire maneggevolezza e agilità nei cambi di direzione, oltre a ridurre la tendenza all’impennata in accelerazione e al ribaltamento in frenata. I perni di biella sfalsati di 70° comportano un ordine di accensione del tipo “Twin Pulse”. Nelle canne dei cilindri scorrono pistoni stampati in alluminio con tecnologia “box in box” a due segmenti, a basso attrito, più raschiaolio da 81 mm di diametro, lo stesso del motore Desmosedici della MotoGP. La corsa di 53,5 mm porta la cilindrata totale a 1.103 cc. Il rapporto di compressione è di 14:1, un valore elevato che denota la progettazione di derivazione racing.

Il Desmosedici Stradale è progettato attorno al sistema Desmodromico. I quattro alberi a camme muovono le sedici valvole in acciaio, con misure di 34 mm di diametro per quelle di aspirazione e di 27,5 mm di diametro per quelle di scarico, valori decisamente ragguardevoli in relazione all’alesaggio da 81 mm adottato. Le sedi valvole sono realizzate in acciaio sinterizzato. L’aspirazione è affidata a quattro corpi farfallati ovali con diametro equivalente di 52 mm collegati a cornetti di aspirazione fissi di 70 mm di lunghezza. Ogni corpo farfallato è dotato di due iniettori: uno sotto farfalla specifico per le condizioni di utilizzo a basso carico e uno sopra che viene attivato quando al motore si richiede di esprimere le maggiori performance. I corpi farfallati di ogni bancata sono mossi da un motorino elettrico dedicato, che grazie al sistema full Ride by Wire permette strategie di controllo elettroniche complesse e permette di modulare il carattere del motore in relazione al riding mode scelto dal pilota. Per migliorare il comfort nella guida in città è prevista la disattivazione automatica dei cilindri della bancata posteriore al minimo quando la temperatura dell’acqua è superiore ai 75°.

Il Desmosedici Stradale prevede la regolazione del gioco valvole (Desmo Service) ogni 24.000 km, mentre i tagliandi sono ogni 12.000 Km/12 mesi.

I Riding Mode consentono di scegliere fra tre differenti stili di guida preimpostati per offrire un comportamento della Streetfighter V4 perfettamente adattabile al pilota, al tipo di tracciato e alle condizioni ambientali. Ciascun Riding Mode è programmato per variare istantaneamente il carattere del motore, i parametri dei controlli elettronici e, nella versione S, anche l'assetto delle sospensioni.

Riding Mode Race - Selezionando Race il pilota può contare su 208 CV, con risposta diretta del Ride by Wire all'apertura del gas e, nella versione S, un assetto delle sospensioni molto sostenuto per la migliore performance. La modalità Race prevede un settaggio predefinito dell’elettronica a bassa intrusività, ma senza diminuire il livello di sicurezza, con l’ABS al livello 2 senza controllo del lift-up, l’attivazione della funzionalità “slide by brake” e la derapata controllata in frenata che consente di intraversare la moto in sicurezza nella fase di ingresso di curva.

Riding Mode Sport - Selezionando il Riding Mode Sport il pilota può contare su 208 CV di erogazione con risposta sportiva del Ride by Wire all'apertura del gas e, nella versione S, su un assetto delle sospensioni di tipo sportivo. I controlli elettronici sono settati in modo tale da assecondare perfettamente il pilota nella guida su strada asciutta. Il controllo del sollevamento della ruota posteriore in frenata è inserito e la funzione ABS Cornering è impostata per offrire le massime performance in curva.

Riding Mode Street - Il Riding Mode Street è quello consigliato per l’utilizzo su superfici a bassa aderenza. Il RM mette a disposizione del pilota 208 CV di erogazione con risposta progressiva, il Ride by Wire all'apertura del gas e, nella versione S, un assetto delle sospensioni particolarmente adatto ad assorbire meglio le asperità. Il livello predefinito dei controlli elettronici è impostato per offrire la massima sicurezza garantendo una migliore aderenza e stabilità.

Al pilota è data possibilità di personalizzare i propri stili di guida e di ripristinare successivamente i parametri impostati da Ducati, così come è possibile abilitare il livello 1 dell’ABS (consigliato nella guida in pista ai piloti più esperti) che interviene solo sulla ruota anteriore per offrire la massima prestazione in frenata.

La Streetfighter V4 utilizza il telaio “Front Frame”, derivato dall’esperienza maturata in MotoGP, che sfrutta il motore Desmosedici Stradale con funzione portante. La principale differenza di lay-out rispetto ai tradizionali telai perimetrali è l’impiego del motore come elemento strutturale. Il telaio “Front Frame” prevede una compatta struttura frontale, dal peso di soli 4 Kg, fissata direttamente al semi-carter superiore della bancata anteriore e alla testa della bancata posteriore del V4, il cui basamento funge anche da fissaggio della sospensione posteriore e da punto di fulcro del forcellone mono-braccio. Il più importante vantaggio del “Front Frame” Ducati è lo sfruttamento del motore Desmosedici Stradale per raggiungere la voluta rigidezza: ciò ha consentito di ridurre sensibilmente l’estensione del telaio principale e del suo peso, ottenendo un superiore rapporto rigidezza/peso. A questo vantaggio si aggiunge la ridotta lunghezza dei montanti che corrono lateralmente al motore, che ha permesso di disegnare una moto compatta, soprattutto nella zona di seduta del pilota. Lo “chassis” è completato dal telaio reggisella in traliccio, fissato superiormente al “Front Frame” e avvitato inferiormente alla testa della bancata posteriore. La sospensione posteriore sfrutta un leveraggio fissato al motore Desmosedici Stradale tramite un forgiato di alluminio. Il leveraggio reagisce ai movimenti impressi da un forcellone monobraccio fuso in alluminio con capriata alta. L'inclinazione del cannotto di sterzo è di 24,5°, mentre l’avancorsa è di 100 mm.

Sospensioni

La Streetfighter V4 monta una forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm di diametro completamente regolabile nel freno idraulico, in compressione ed estensione, e nel precarico molla. I foderi forcella alloggiano steli cromati su cui sono fissate pinze freno radiali Brembo. Il pacchetto anteriore è completato dall’ammortizzatore di sterzo Sachs. Al posteriore c’è un ammortizzatore Sachs completamente regolabile fissato da un lato al motore Desmosedici Stradale tramite un forgiato di alluminio.

La Streetfighter V4 S è invece equipaggiata con una forcella Öhlins NIX-30, ammortizzatore posteriore Öhlins TTX36 e ammortizzatore di sterzo sempre Öhlins con sistema di controllo event-based. Su questa versione le sospensioni e l’ammortizzatore di sterzo sono controllati dal sistema di controllo di seconda generazione Öhlins Smart EC 2.0, caratterizzato tra le altre cose dalla nuova interfaccia di regolazione OBTi (Objective Based Tuning Interface).

Cerchi forgiati per la “S”

Mentre lo Streetfighter V4 monta cerchi fusi in alluminio dal disegno a 5 razze, la versione V4 S è dotata di cerchi Marchesini a 3 razze forgiati in lega di alluminio. I cerchi calzano pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II, nelle misure 120/70 ZR17 per l’anteriore e 200/60 ZR 17 per il posteriore, misure già ampiamente utilizzate per il prodotto slick nel Campionato Mondiale FIM Superbike. La mescola del posteriore è stata appositamente studiata da Pirelli per lo Streetfighter V4 al fine di garantire lo stesso comportamento dinamico del modello race replica Supercorsa SP che monta la Panigale V4, ma con un innalzamento delle performance a freddo, al fine di garantire la versatilità richiesta da un modello naked.

Impianto frenante con pinze Brembo Stylema

La gamma Streetfighter V4 monta le pinze monoblocco Brembo Stylema. Le doppie pinze Brembo hanno ciascuna quattro pistoncini da 30 mm di diametro che lavorano su dischi da 330 mm di diametro, garantendo un’eccezionale potenza frenante. Mentre al posteriore troviamo un disco singolo 245 mm con pinza a 2 pistoncini. L’impianto frenante è coadiuvato dal sistema ABS Cornering EVO, che sfrutta la leggerissima centralina 9.1MP.

Il serbatoio è in alluminio da 16 litri e ha una parte di capacità collocata sotto la sella del pilota. Rispetto alla Panigale V4 il serbatoio è stato opportunamente modificato nella zona inferiore per consentire il montaggio di una sella con maggiore schiumato per aumentare il comfort pilota. Nella parte anteriore lo spazio non occupato dal carburante è stato utilizzato per collocare tutta l’elettronica, inclusa la batteria.

La Streetfighter V4 utilizza lo stesso strumento full-TFT da 5” a colori ad elevata risoluzione (186.59 PPI - 800xRGBx480) della Panigale V4. L’elemento dominante del cruscotto è il contagiri circolare virtuale, posto sul lato destro. I giri del Desmosedici Stradale sono visualizzati attraverso un indicatore a lancetta, seguito nel suo movimento da una scia bianca che funge da “shiftlight” mutando colore da bianco, ad arancione, fino a diventare rossa all’approssimarsi della zona di fuori giri. Sono disponibili due diversi lay-out richiamabili dal pilota: la visualizzazione “Track”, che mette in primo piano l’indicazione del tempo sul giro e in cui la scala del contagiri rende nettamente più visibili i regimi motore utilizzati in pista, e la visualizzazione “Road”, che sostituisce al tempo sul giro le indicazioni relative al Ducati Multimedia System (DMS), se presente, e dà più visibilità ai regimi motore impiegato su strada.

Ducati Lap Timer GPS (DLT GPS)

Il DLT GPS, disponibile come accessorio Ducati Performance, permette di rilevare e memorizzare in modo automatico i tempi sul giro e di visualizzarli direttamente sul cruscotto della moto ad ogni passaggio sulla linea del traguardo di cui il pilota ha precedentemente registrato le coordinate premendo il pulsante di lampeggio. Il sistema è dotato dell’utile funzione “Best Lap”, che visualizza per 5 secondi il tempo effettuato in modo lampeggiante nel caso in cui sia la migliore rilevazione cronometrica della sessione di giri in corso. Per ogni giro, per un totale di 15 giri consecutivi, vengono memorizzati il tempo, gli RPM max e la velocità massima, le informazioni sono visualizzabili sul cruscotto entrando nello specifico menu. Il DLT GPS è disponibile come accessorio plug-and-play di Ducati Performance.

Il pacchetto elettronico di ultima generazione della Streetfighter V4 è basato sull’impiego di una piattaforma inerziale a 6 assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit) in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. Il pacchetto elettronico comprende controlli che gestiscono tutte le fasi della guida: alcuni sono deputati alla partenza, accelerazioni e frenate, altri sovrintendono alla trazione, altri ancora sono relativi alle fasi di percorrenza ed uscita di curva.

La Streetfighter V4 è dotata di: ABS Cornering EVO, Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, Ducati Slide Control (DSC), Ducati Wheelie Control (DWC) EVO, Ducati Power Launch (DPL), Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2, Engine Brake Control (EBC) EVO, Ducati Electronic Suspension (DES) EVO.

I parametri di funzionamento di ciascun controllo sono associati di default ai tre Riding Mode di cui la Streetfighter V4 è dotata. Al pilota è data la possibilità di personalizzare i propri stili di guida e di ripristinare i parametri impostati da Ducati. È possibile la modifica rapida del livello di una tra le funzioni di controllo DTC, DWC, DSC o EBC tramite i tasti di accesso diretto posti sul commutatore sinistro. Vediamoli nel dettaglio.

ABS Cornering EVO

Il sistema ABS dello Streetfighter V4 prevede la funzionalità “cornering”, che estende l’intervento dell’ABS anche a moto inclinata ed ha le stesse logiche di intervento e tipologie di controllo della Panigale V4. L’ABS Cornering EVO è settabile su tre livelli per assecondare pienamente le esigenze di tutti i piloti tanto nella guida in pista, quanto in quella su strada, anche nelle situazioni più critiche di bassa aderenza. Il livello 3 è indicato per la strada o per condizioni a basso grip, garantisce una frenata sicura e stabile in ogni condizione, tenendo sempre sotto controllo il sollevamento della ruota posteriore nelle decelerazioni più accentuate. I livelli 2 ed 1 privilegiano invece la potenza frenante, sono quindi più orientati alla guida sportiva su superfici ad alta aderenza e in pista. Il livello 2 è consigliato per l’utilizzo in pista da parte del pilota amatoriale. Il sistema gestisce sia l’impianto frenante anteriore che quello posteriore, mantiene attiva la funzionalità “cornering” mentre non si ha controllo del lift up permettendo frenate più sportive. Selezionando il livello 2 si attiva la funzione “slide by brake” che permette di derapare in ingresso di curva per una guida spettacolare e in tutta sicurezza. Il livello 1, non associato di default a nessuno dei Riding Mode, è consigliato ai piloti esperti nell’uso in pista. Garantisce un intervento racing del sistema ABS che agisce sulla sola ruota anteriore. Sia la funzionalità “cornering” che l’intervento anti lift up sono disabilitati per generare la massima performance.

Ducati Traction Control (DTC) EVO 2

La nuova strategia del Ducati Traction Control (DTC) EVO 2 deriva dalla Ducati Desmosedici GP18 ed è già impiegata sulla Panigale V4 R e V4 R SBK. Oltre a interfacciarsi con l’Inertial Measurement Unit (IMU) a 6 assi e adattare l’intervento e lo slittamento all’angolo di piega della moto, il software migliora sensibilmente la gestione della potenza in uscita di curva grazie alla nuova strategia di controllo “predittiva”. Agendo non solo sul valore istantaneo dello spin posteriore, ma anche sulla sua variazione, intercetta più velocemente le perdite di aderenza e riduce i picchi di slittamento, garantendo così un intervento più rapido e regolare. Tutto ciò si traduce in una maggiore stabilità del veicolo in uscita di curva, anche in condizioni di aderenza non ottimali, maggior accelerazione e miglioramento della performance sia sul giro secco che sui long run.

Inoltre, il DTC EVO 2, in aggiunta alla gestione dell’anticipo dell’accensione e dell’iniezione, prevede l’intervento delle valvole dei corpi farfallati quando non è necessario un intervento rapido del controllo, permettendo di mantenere parametri di combustione ottimali e ottenere una risposta del motore e un intervento più fluidi. Il DTC EVO 2 può essere impostato su 8 diversi livelli (6 in condizioni da asciutto e 2 da bagnato), consentendo al pilota di adattare la strategia di controllo al proprio stile di guida e alle condizioni di aderenza, ottenendo il massimo della performance.

Ducati Slide Control (DSC)

L’introduzione della 6D IMU ha permesso di aggiungere al Ducati Traction Control (DTC) EVO il Ducati Slide Control (DSC), sviluppato in collaborazione con Ducati Corse. Questo sistema supporta il pilota controllando la coppia erogata dal motore Desmosedici Stradale in funzione dell’angolo di slide. Il suo obiettivo è quello di migliorare le performance in uscita di curva prevenendo angoli di slide che risulterebbero altrimenti difficili da gestire. Il DSC funziona grazie alla 6D IMU che fornisce alla centralina di controllo della dinamica del veicolo le informazioni sulla dinamica della moto (come angolo di piega, accelerazione e molto altro). Come il DTC EVO, il DSC gestisce le riduzioni di coppia intervenendo sull’apertura delle valvole a farfalla, la riduzione dell’anticipo e i tagli di iniezione. In tutte le situazioni in cui non è necessario un intervento rapido del DSC, l’utilizzo delle valvole del corpo farfallato permette di mantenere ottimali i parametri della combustione, ottenendo una risposta del Desmosedici Stradale e un intervento più fluido.

Il DSC è regolabile su due livelli: passando dal livello 1 al livello 2 il sistema permette di controllare con maggiore facilità valori di angolo di slide altrimenti difficili da gestire. È possibile modificare il livello di intervento del DSC entrando nel menù, dal quale è possibile impostare anche i valori di DTC EVO e DWC EVO. È possibile inoltre impostare il controllo diretto del DSC anche attraverso i tasti di accesso diretto posti sul commutatore sinistro. Il valore impostato del DSC è sempre visibile sul cruscotto.

Ducati Wheelie Control (DWC) EVO

La Streetfighter V4 è inoltre equipaggiata con l’ultima versione del Ducati Wheelie Control (DWC) EVO. Questo sistema, utilizzando le informazioni dell’IMU 6D Bosch, controlla l’impennata e consente di ottenere la massima prestazione in accelerazione con facilità e sicurezza. Il DWC EVO rileva più accuratamente la presenza e l’entità delle impennate e interviene per controllarle con un maggiore livello di precisione, così da assecondare in modo ancora più puntuale le richieste del pilota.

Ducati Power Launch (DPL)

Questo sistema, regolabile su tre livelli, è in grado di garantire partenze fulminee, permettendo al pilota di concentrarsi solo sulla gestione del rilascio della frizione. Una volta impostato, sarà sufficiente inserire la prima marcia e spalancare il gas: il DPL durante la prima fase della partenza, mentre il pilota modulerà il rilascio della frizione, manterrà il Desmosedici Stradale stabile attorno ad un regime ottimale in funzione del livello DPL selezionato; nella seconda fase, quando la frizione sarà completamente rilasciata, il DPL controllerà la coppia erogata per garantire la massima accelerazione possibile sulla base del livello predefinito. Per il proprio funzionamento il DPL sfrutta le funzionalità del DWC e tiene sempre attivo il DTC, per garantire il massimo livello di sicurezza in ogni situazione. Il sistema si disinserisce automaticamente al di sopra della velocità di fine manovra, oppure una volta inserita la terza marcia. Per preservare la frizione il sistema sfrutta un algoritmo che permette solo un numero limitato di partenze consecutive. Il numero di lanci a disposizione si ristabilisce quando l’utente utilizza la moto normalmente.

Il DPL è regolabile su 3 livelli e si inserisce premendo il tasto specifico. Il livello 1 è quello che predilige le performance in partenza, il livello 3 è quello più “safe and stable”.

Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2

Il DQS EVO 2 con funzione up/down, messo a punto per la Panigale V4, sfrutta le informazioni sull’angolo di piega per massimizzare la stabilità della moto durante la fase di cambio marcia in curva. Il DQS EVO 2, oltre a minimizzare i tempi di cambiata, permette di scalare senza l’utilizzo della frizione garantendo staccate ancora più efficaci. Il sistema comprende un microinterruttore bi-direzionale integrato nel cinematismo della leva che, in corrispondenza di ogni azionamento del cambio, invia un segnale alla centralina di controllo Desmosedici Stradale. Il sistema agisce in modo distinto per cambiata e scalata, integrando l’azione su anticipo accensione e iniezione, già presenti sul sistema up-shift, con l’apertura controllata della valvola a farfalla per il funzionamento in down-shift grazie alla gestione del sistema full Ride by Wire. L’entità e la durata delle diverse attuazioni è finalizzata a garantire la massima fluidità di innesto anche nella guida al limite in pista, lavorando nella fase di scalata in sinergia con frizione anti-saltellamento ed Engine Brake Control (EBC).

Il DQS EVO 2, derivato anch’esso dalla Panigale V4 R, riduce i tempi di taglio in up-shift consentendo cambiate più sportive ad alti carichi, oltre i 10.000 giri/minuto, tipici dell’utilizzo pista, e aumenta la stabilità nelle cambiate in forte accelerazione a moto piegata.

Engine Brake Control (EBC) EVO

L’EBC (Engine Brake Control) è stato messo a punto per aiutare i piloti a ottimizzare la stabilità della moto in condizioni estreme di ingresso in curva, bilanciando le forze alle quali è sottoposto lo pneumatico posteriore in condizioni di applicazione intensiva del freno motore del Desmosedici Stradale. L'EBC EVO dello Streetfighter V4, ottimizzato sulla base dell’angolo di piega, effettua il monitoraggio della posizione della farfalla, della marcia selezionata e della decelerazione dell'albero Desmosedici Stradale durante le frenate più aggressive, e regola con precisione l’apertura del gas per equilibrare le forze di coppia applicate allo pneumatico. L'EBC EVO è settabile su tre livelli integrati nei Riding Mode.

Ducati Electronic Suspension (DES) EVO

La versione S è equipaggiata con sospensioni Öhlins a controllo elettronico event based, basate sul sistema Öhlins Smart EC (Electronic Control) di seconda generazione che, oltre a sfruttare tutte le potenzialità offerte dall’IMU 6D, ha un’interfaccia pilota nuova e più intuitiva denominata OBTi (Objective Based Tuning Interface) per i settaggi. Le sospensioni elettroniche offrono la scelta tra modalità manuale (“Fixed”), che consente di impostare manualmente, attraverso “clic” virtuali (32 da tutto aperto a tutto chiuso per le sospensioni e 10 per l’ammortizzatore), i livelli di compressione, estensione e di smorzamento dell'ammortizzatore di sterzo, e modalità automatica (“Dynamic”). Quando è selezionata la modalità “Dynamic”, sulla base delle informazioni ricevute dall’IMU 6D e da altri sensori, il sistema regola in maniera automatica lo smorzamento in compressione ed estensione in risposta allo stile di guida.

I vantaggi principali offerti dal sistema Öhlins Smart EC 2.0 riguardano la possibilità offerta al pilota di personalizzare l’intensità d’intervento sulle sospensioni in funzione dei singoli eventi di guida (frenata, percorrenza curva, accelerazione), oltre che modificare i parametri di funzionamento delle singole componenti hardware. Per il pilota tutto ciò significa avere accesso a un livello superiore di controllo della dinamica della moto a beneficio della sicurezza su strada e dei tempi sul giro in pista.

Ducati Data Analyser + GPS (DDA+ GPS)

Il Ducati Data Analyser + GPS (DDA + GPS) consente di valutare le prestazioni di moto e pilota, presentando graficamente specifici canali di dati. Il DDA + GPS, strumento essenziale nella guida in pista per monitorare le proprie performance, oltre a visualizzare e registrare automaticamente i tempi sul giro ogni qualvolta lo Streetfighter V4 taglia la linea del traguardo in un circuito, consente di memorizzare numerosi canali di dati tra cui: apertura del gas, velocità del mezzo, regime del motore, marcia selezionata, temperatura del motore, distanza percorsa, giri motore, indice DTC. Il DDA + GPS è disponibile come accessorio plug-and-play di Ducati Performance.

Ducati Multimedia System (DMS)

La Streetfighter V4 è predisposta per il Ducati Multimedia System (DMS), mediante il quale è possibile accettare le chiamate in entrata, selezionare e ascoltare un brano musicale e ricevere notifiche SMS con l'ausilio della tecnologia Bluetooth. Salendo sulla moto, lo smartphone si connette automaticamente alla moto stessa tramite Bluetooth, consentendo così al pilota di gestire le principali funzioni multimediali. Sul display TFT vengono visualizzati la traccia del brano in ascolto, l'icona che indica la ricezione di nuovi SMS o il nome del chiamante. L'audio della chiamata e la musica vengono trasmessi agli auricolari del casco pilota. Il DMS è disponibile come accessorio plug-and-play di Ducati Performance.

  • Colore: Ducati Red con telaio grigio scuro e cerchi neri
  • Motore Desmosedici Stradale, 1.103 cc
  • Telaio “Front Frame”
  • Serbatoio in alluminio da 16 litri con capacità sotto la sella
  • Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm, completamente regolabile
  • Mono-ammortizzatore Sachs, completamente regolabile
  • Ammortizzatore di sterzo Sachs
  • Impianto frenante con pinze monoblocco Brembo Stylema
  • Pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II con posteriore 200/60
  • Ali a configurazione biplano
  • Pacchetto elettronico di ultima generazione con Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU): ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Slide Control (DSC); Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Power Launch (DPL); Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO
  • Pulsanti per cambio rapido dei livelli
  • Cruscotto full-TFT da 5”
  • Riding Mode (Race, Sport, Street)
  • Proiettore full-LED con DRL
  • Configurazione bi posto
  • Predisposizione per Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS) e Ducati Multimedia System (DMS)

Dotazioni di serie come Streetfighter V4 ad eccezione di:

  • Ducati Electronic Suspension (DES) EVO
  • Forcella Öhlins NIX-30 con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
  • Ammortizzatore Öhlins TTX 36 con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
  • Ammortizzatore di sterzo Öhlins con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
  • Cerchi forgiati in alluminio Marchesini

La nuova Ducati Streetfighter V4 sarà in vendita a 20.240 euro c.i.m. Per la versione più raffinata, la "S", occorrono invece 23.240 euro c.i.m.

Prezzi di listino "chiavi in mano", ottenuti aggiungendo al prezzo di listino "franco concessionario" le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro.

A tra poco per tutti i dettagli sulla moto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli