Arriva il V4 Ducati: sguardo al futuro o "tradimento"?

Claudio Domenicali: "Stiamo lavorando sul 4 cilindri e fra 2 o 3 anni lo lanceremo sul mercato". Più chiaro di così… La Panigale V4 (o come si chiamerà) sarà l’arma di Bologna in SBK dal 2019. Ma tu cosa ne pensi? È la resa del bicilindrico? Borgo Panigale abdica alle proprie tradizioni, affascinanti e originali ma ormai non più competitive? O è solo il normale progresso che una Casa molto basata sulla tecnologia non può fermare?

I primi… quattro

Dimenticate l’Apollo, V4 progettata per la Polizia americana e mai entrata in produzione. Dimenticate la Desmosedici RR, versione stradale di una MotoGP e quindi di fatto una sorta di prototipo targato (a proposito: ecco le Desmo16 GP 2017 di Lorenzo e Dovizioso). Gli unici due casi in cui a Borgo Panigale si è pensato ad un motore con più di due cilindri per una moto stradale sono relegati il primo nei meandri della memoria (esistono solo una Apollo completa ed un motore sciolto), il secondo nei garage (o nei salotti) di facoltosi appassionati che si sono potuti permettere di “farsi” una MotoGP. E all’uscita della Desmosedici RR non c’erano alternative mentre oggi, volendo, c’è anche la Honda RC213V-S. Comunque, lo ribadiamo: dimenticate tutto, oggi si cambia registro.

Non più solo “Twin”

Mentre ai saloni autunnali la Ducati puntava ovviamente sempre tutto sul motore bicilindrico, presentando un sacco di novità - dalle piccole Monster 797 alle Scrambler Desert Sled e Café Racer; dall’inedita SuperSport alla Multistrada 950; dalla nuova Monster 1200 alla stratosferica 1299 Superleggera - dietro le quinte si stava consumando quella che potrebbe essere ricordata come la più grande rivoluzione per Borgo Panigale: la sportiva stradale con motore 4 cilindri diventava realtà!
Claudio Domenicali ne ha parlato pubblicamente durante la presentazione del team MotoGP 2017, ma a noi aveva già anticipato in privato: “Stiamo lavorando sul 4 cilindri e fra 2 o 3 anni lo lanceremo sul mercato". Un nostro insider ha perfino visto la moto girare a Nardò… La riservatezza d’obbligo allora, adesso non lo è più. Quindi via libera ad una notizia che - nell’aria da un po’, in effetti - ha del clamoroso. Soprattutto dal punto di vista filosofico, dato che la Casa bolognese ha fatto dell’orgoglio bicilindrico un marchio di fabbrica da cavalcare ed esaltare nella lotta coi rivali in pista e sul mercato.

Panigale al massimo storico

Nel Motomondiale, a dire la verità, l’alternativa al “4” non si è mai posta, mentre in SBK Ducati ha lottato con tutti i mezzi per mantenere il proprio twin “a L” competitivo rispetto alle moto col 4 cilindri in linea e a V prodotte in Giappone, Germania e Italia. I regolamenti hanno, di anno in anno, seguito o anticipato le modifiche tecniche che hanno caratterizzato le Rosse maxi sportive (ma anche le altre bicilindriche “racing” disponibili sul mercato, come la KTM RC8 o la EBR 1190RX, dalla storia a dir poco tormentata). La cilindrata per la stradale è arrivata a 1.299 cc, ma in gara corre sempre la 1199 e proprio nel 2016 la Panigale ha raggiunto - dopo ben 4 anni dal debutto in gara - i migliori risultati: 11 vittorie con Davies, 2 in più di Rea, che ha vinto il titolo con la Kawasaki. Ma solo il 3° posto in classifica generale, mentre nel 2015 (l’anno del ritorno alla vittoria della Ducati, con Davies che aveva portato la 1199R al trionfo 5 volte) aveva finito 2°.

E dopo?

Insomma, la più raffinata, cattiva e affascinante bicilindrica oggi disponibile sul mercato non è poi così scarsa, anzi. Solo che l’esasperazione tecnica di cui è fatta oggetto non potrà procedere per sempre. Anche perché i costi di progettazione, sviluppo e scelta dei materiali aumenterebbero esponenzialmente. E poi, ultimo ma non per importanza, le imprese di Davies sono entusiasmanti, ma non sempre si potrà contare su Chaz. Si vuole tornare agli anni in cui sulla Ducati poteva vincere chiunque, ufficiali e i migliori privati, nel mondiale SBK e nei campionati nazionali. E magari anche nelle comparative delle maxi sportive sulle riviste…
Ma l’attesa è finita, ora sappiamo che a Bologna puntano a tornare al vertice nei prossimi due anni con la bicilindrica, ma intanto la 4 cilindri gira al banco e nei circuiti prova per fare in modo che la (eventuale) leadership posa essere mantenuta e rafforzata.

P.S.: il motore nella foto è quello della Desmosedici RR, per le immagini di quello della futura "Panigale V4" crediamo sia un po' presto...

sguardo al futuro o tradimento?

Ma il punto è questo: quella del 4 cilindri per la SBK è una scelta furba e intelligente, un’inevitabile sguardo al futuro o un tradimento? Il vero ducatista accoglie come una grande notizia l’arrivo della Panigale V4 oppure ha motivo di indignarsi per un modello che non ha nulla a che fare con la storia della Casa?
 
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