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Ducati: mezzo minuto di ordinaria disfatta

30 secondi abbondanti. È il distacco medio, e inaccettabile, delle Ducati ufficiali dal vincitore sia in MotoGP sia in SBK. Una Casa che fa della sportività la propria bandiera, con alle spalle le risorse di Audi, può (e deve) reagire immediatamente

Ducati: mezzo minuto di ordinaria disfatta

Fine settimana dolceamaro per l’Italia delle due ruote, che d’un colpo ritrova il “suo” Campione e perde la “sua” Moto. Mentre Rossi porta a casa la vittoria numero 106 in carriera, Ducati dimentica di essere la Casa italiana più vincente in MotoGP e in Superbike e ci regala un week end con risultati che potremmo cominciare a definire inaccettabili. Nella gara del Motomondiale ad Assen, la Desmosedici chiude dietro a una CRT e a oltre mezzo minuto dalla vetta. Stessi distacchi per la Panigale il giorno seguente in entrambe le manche della SBK di Imola davanti al pubblico di casa e sulla pista a tre quarti d’ora da Borgo Panigale... Mi domando: al di là degli ottimi risultati in Superstock, tutto questo è ancora accettabile?

 

A IMOLA LA 1098 SBK È ANCORA LEGGENDA. MA LA PANIGALE SPROFONDA…

Non ho mai provato la versione Superbike della Panigale, ma conosco bene le due versioni “R” della 1098 (che amo guidare) e della 1099 (che mi diverte guidare). La prima sensazione che ho avuto passando dall’una all’altra è che ai medi regimi si sia persa la forza vellutata tipica dei “desmobicilindrici” per rincorrere i quattro cilindri giapponesi (e quello tedesco) sull’insidioso terreno delle prestazioni pure. Temo che questo obiettivo ambizioso abbia indirizzato tutto lo sviluppo delle più recenti Rosse da corsa. Che dire? Secondo me il bicilindrico deve fare il bicilindrico, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. In questo senso il verdetto di Imola è stato impietoso. Lì dove la 1098 aveva conquistato 5 vittorie nelle ultime tre stagioni con Checa dopo aver messo a segno anche una storica tripletta nel 2010 con Carlos, Lanzi e Haga (già, proprio l’Haga che ieri ha chiuso due colte ultimo tra i piloti giunti al traguardo…), la Panigale affonda definitivamente.

 

IN MOTOGP GRAZIE AL DOVI E ALLA AUDI SI PUÒ RIPARTIRE DAL FOGLIO BIANCO

Si dice che in Ducati siano talmente radicate alcune teorie sulla dinamica della moto che, per lo sviluppo, i piloti siano ascoltati poco. Roba del tipo Tu pensa ad accelerare che per tutto il resto ci sono gli ingegneri. Nonostante qualche volta io stesso, con Ducati, abbia avuto questa sensazione in relazione alle moto stradali, mi è stato sempre assicurato direttamente dai dirigenti della Casa che questa voce, per quanto insistente, è assolutamente priva di fondamento. Non ho modo di dubitarne. Anzi ho ragione di credere che, grazie al budget di Audi e alle doti di guida di Andrea Dovizioso - che per me rimane il miglior collaudatore in circolazione, oltre che un grande pilota –, si trovi il coraggio di affrontare di petto il problema. Addirittura accantonare il progetto e ripartire dal foglio bianco: perché no? Se Filippo Preziosi è fuori dal Reparto Corse ma gli uomini che ci lavorano sono sempre quelli, il risultato non può cambiare un granché. Ora tocca a Bernhard Gobmeier fare una scelta davvero coraggiosa e in tempi stretti.

 

IN ATTESA DEL RISVEGLIO DI DUCATI, È APRILIA LA NOSTRA PORTABANDIERA

Sabato ad Assen la ART di Aleix Expargaro ha chiuso davanti alle Ducati ufficiali di Andrea Dovizioso e Nicky Hayden e ha rifilato mezzo minuto a quelle (non ufficiali) di Andrea Iannone e di Michele Pirro. Già questo sarebbe di per sé uno smacco. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, domenica a Imola le RSV4 sono andate a podio sia in Gara 1 sia in Gara 2, confermando la striscia di podi che prosegue ininterrotta da 14 gare e mantenendo la testa del Mondiale marche, dove Ducati resta saldamente in ultima posizione senza alcun podio all’attivo e con una sesta piazza come miglior risultato. Gira voce che Ducati sia interessatissima al Direttore Tecnico di Aprilia Gigi dall’Igna. Da entrambi i fronti arrivano solo secche smentite. Credo tuttavia che il passaggio di Gigi in Ducati sarebbe un bene per tutto il motociclismo italiano: due scuole di pensiero io credo antitetiche (le Aprilia sono facili ed equilibrate, le Ducati sanguigne e impegnative) si confronterebbero e troverebbero forse in una scelta tecnica di compromesso la chiave di volta per battere i colossi giapponesi. Anche in MotoGP.

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