Ducati in MotoGP: la svolta promessa c’è stata davvero?

Distacchi imbarazzanti dalla vetta, dichiarazioni al vetriolo di Crutchlow, soluzioni tecniche che dall’Igna sembra faticare più del previsto a trovare: chiediamo a voi se (e come) se ne esce

Ducati in motogp: la svolta promessa c’è stata davvero?

Forse ci eravamo un po’ illusi. L’arrivo del supertecnico Gigi Dall’Igna al posto del manager “puro” Bernhard Gobmeier avrebbe dovuto restituire almeno un po’ di quella competitività perduta nel dopo Stoner. I test invernali a Sepang sembravano confermare che in pochissimi mesi di lavoro l’ingegnere italiano era già riuscito a voltare pagina. Ci ha messo lo zampino anche Carmelo Ezpeleta servendo a Ducati (ma non solo a lei) una imperdibile opportunità di ritrovare se stessa con le note modifiche regolamentari 2014. Insomma, quando a Losail, in apertura di stagione, Andrea Dovizioso ha tagliato il traguardo a 12 secondi da Marc Marquez, tutti (o quasi) ci siamo convinti che la metà dei problemi della Rossa fosse già sparita.

 

Invece è calata di nuovo la notte (come in effetti anche voi avevate un po’ previsto…). Qualche scivolata di troppo (Iannone), uno sconfortante problema ai freni (Crutchlow), ma soprattutto un distacco dal vincitore improvvisamente tornato, di media, superiore ai 25 secondi (Dovizioso, anche nella gara di Le Mans). Come se già non bastasse questo avvio di campionato, le dichiarazioni di Crutchlow ai colleghi della stampa inglese suonano come un divorzio annunciato: “la moto è inguidabile”.

 

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