Ducati: “Con la rinuncia al Desmo si riducono i costi di manutenzione”

La prima parte della nostra intervista a Vincenzo De Silvio, direttore tecnico Ducati, per parlare dell’ultima rivoluzione di Borgo Panigale: il motore V4 Granturismo. Niente Desmo per avere tagliandi più “leggeri” e distanziati. La distribuzione è ora tradizionale, ma il V4 di 1.158 cc della Multistrada ha ben 170 CV e 125 Nm. Dai fratelli più sportivi eredita albero controrotante ed elettronica sofisticata

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Perché è stata rimossa la distribuzione desmodromica?

“Lo scopo principale era di contenere i costi di manutenzione, attraverso la riduzione sia della frequenza dei controlli, sia del numero di valvole da controllare. La distribuzione desmodromica è molto affidabile: con i materiali utilizzati abbiamo raggiunto intervalli di regolazione del gioco valvole di 30.000 km, valore già al di sopra della media di settore. Abbiamo considerato l’opportunità di sviluppare ulteriormente questo sistema per ottenere intervalli maggiori, ma il costo della manutenzione sarebbe rimasto superiore a quello di un equivalente motore a molle, perché c’è un numero doppio di registri da controllare. Con un motore V4, si ha anche il doppio del numero di valvole. Quindi abbiamo ritenuto che questa scelta fosse necessaria: il cliente che vogliamo attrarre (Ducatista e non) potrebbe essere preoccupato di fronte ad un V4 desmo. Inoltre crediamo che, per questa applicazione, la configurazione V4 rappresenti un valore maggiore della distribuzione desmodromica”.

Lo stesso motore è mai stato realizzato con distribuzione desmodromica? Quanto sarebbero cambiati gli intervalli di manutenzione?

“Il motore Granturismo è stato pensato in questa configurazione sin dall’inizio, quindi non è stato fatto un confronto tra le due versioni in termini di intervalli raggiungibili. Con il desmo avremmo potuto superare i 30.000 km per la manutenzione, ma forse non avremmo raggiunto i 60.000 km della versione a molle”.

Quali materiali e quali trattamenti sono stati applicati alla nuova distribuzione?

“Siamo partiti con gli stessi materiali utilizzati solitamente per la distribuzione desmodromica, ottenendo subito ottimi risultati”.

Sotto quali aspetti è migliore il richiamo a molla rispetto al desmodromico e sotto quali è peggiore?

“Il desmodromico mostra la sua assoluta superiorità tecnica quando si verificano due situazioni: regimi altissimi che sono tipici di un aspirato plurifrazionato (i 16.500 giri/min del V4R o anche i 15.000 giri del V4 1100), oppure regimi medioalti, ma con valvole di dimensioni molto grandi, condizioni tipiche di un mono o un bicilindrico come il nostro Superquadro. Altra peculiarità del desmo è che la coppia assorbita per azionare le valvole cresce con il quadrato del regime, mentre nel sistema a molle essa è costante perché determinata dal carico delle molle che, se dimensionato per permettere di non perdere il controllo agli alti regimi (il famoso “sfarfallamento”), è inutilmente sovrabbondante ai bassi regimi. A parità di condizioni, però, un motore con le molle deve girare con farfalle più aperte per trascinare una distribuzione meno efficiente: questo lo fa lavorare in condizioni migliori dal punto di vista termodinamico. Il motore con distribuzione desmo, invece, gira nelle stesse condizioni con farfalle che sono molto chiuse perché la distribuzione assorbe pochissima potenza, al punto che è più complesso farlo girare regolarmente e in modo fluido”.

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