di Marco Gualdani
- 06 September 2020

Dovizioso: "Sono le gomme a condizionare il Campionato"

Il pilota Ducati analizza l'avvio di stagione più insolito di sempre, indicando negli pneumatici il motivo dei risultati altalenanti di tutti. E sul suo futuro si dice aperto a ogni possibilità

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Andrea Dovizioso 

In occasione del GP d’Italia della Formula 1 AlphaTauri, brand di moda fondato da Red Bull nel 2016, ha organizzato presso una terrazza nel cuore di Milano un evento a cui hanno partecipato Tony Arbolino, Fabio Di Giannantonio, Massimiliano Piffaretti, Marco Aurelio Fontana e Andrea Dovizioso. Abbiamo intervistato quest’ultimo, ecco cosa ci ha detto il numero 04 di Ducati.

Alla vigilia dei due GP di Misano, gran parte dell'attenzione è su Andrea Dovizioso e sul suo prossimo futuro. Un futuro non chiaro che rende delicato il presente di un pilota che si sta giocando il titolo.

"Siamo umani e tutto quello che facciamo è condizionato da quello che succede attorno a te. La famiglia, mia figlia, le relazioni, gli allenamenti e dal rapporto che hai con il team. Tutto. Ma cerco di essere concentrato e di lavorare con il mio gruppo per portare a casa il massimo, come facciamo da tanti anni".


E assicura che la voglia è quella di sempre.

"Indipendentemente dalla mia relazione con Ducati fatta di momenti belli e di altri più difficili, il pilota Dovizioso è particolarmente competitivo in questo momento; non ho più 20 anni, ma mi sento forte e ho tanti stimoli per continuare a giocarmi il Campionato anche nelle prossime stagioni. Allo stesso modo sono consapevole che per puntare al titolo serve una determinata situazione e per l'età che ho, per l'esperienza maturata e per la mia mentalità continuerò solo se ci saranno queste situazioni. In questo momento sono completamente aperto a ogni possibilità e non ho un'idea precisa di cosa mi succederà nel prossimo futuro. Si stanno facendo avanti in tanti, come è normale, ma serve ancora tempo per vedere cosa veramente succederà. Quindi sto vivendo le gare cercando di giocarmi al meglio la mia chance e piano piano la cosa si definirà".


Senti di essere il favorito per il titolo 2020?

"Sono una persona molto obiettiva, quindi in questo momento faccio fatica a pensarlo; ma allo stesso tempo non indicherei nessun altro pilota. Quindi è tutto molto aperto. Aspetto che arrivi una svolta e stiamo lavorando per questo; anche perché lavorare per trovare una soluzione è l'unica cosa che possiamo fare".


A cosa si deve questo inizio di stagione così insolito?

"Tutto è molto diverso, da dove corriamo a come corriamo. Tutto è molto più ravvicinato, poi c'è stato l'incidente di Marquez e soprattutto le nuove gomme che stanno condizionando il Campionato a differenza degli anni precedenti. Prima conoscevi le tue possibilità e i pro e contro degli altri e sapevi esattamente su cosa lavorare per poter migliorare e ci provavi. Adesso arrivi alle gare e può succedere di tutto perché la gomma nuova è abbastanza diversa e soprattutto abbiamo trovato tante condizioni particolari. A Jerez c'era un caldo atipico, a Brno la pista era molto difficile per le condizioni dell'asfalto e in Austria abbiamo fatto praticamente quattro gare dove è successo di tutto; e ora andremo a Misano con l'asfalto nuovo. Quindi ci sono tante dinamiche che al momento nessuno sta riuscendo a gestire bene e infatti ci sono tanti tanti vincitori diversi e tanti alti e bassi da parte di tutti. Ma soprattutto la cosa brutta è che quando non vai bene rischi di fare dodicesimo, cosa che prima non succedeva mai".

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Quindi non è l'assenza di Marquez ad aver creato questa situazione.

"Magari fosse quello il motivo; avremmo fatto primi o secondi in tutte le gare, mentre vediamo risultati negativi da parte di tutti, quindi tutto è collegato alle gomme e basta. Marquez ha dimostrato a Jerez uno strapotere che non è detto che sarebbe proseguito, perché questa gomma è così particolare che in un'altra pista avrebbe magari fatto fatica a fare podio. Come noi a Brno, dove gli anni scorsi abbiamo vinto e questa volta siamo arrivati oltre il decimo posto. Sono situazioni che non puoi prevedere e non è questione di strategia; magari fosse così. Ci sono invece tante dinamiche che non sono sotto controllo, per tutti, e di conseguenza capita di essere più o meno competitivo senza capire bene il motivo. Per adesso nessuno ha trovato una soluzione, forse solo la KTM è quella che è stata più costante con tutti i piloti, fino ad adesso".


Per uno che punta al titolo com'è vivere questa situazione?

"Destabilizzante, però è così per tutti e quindi bisogna restare calmi e cercare di capire meglio come funzionano le cose. Ci sono stati alti e bassi da parte di tutti, quindi la situazione non è tranquilla, ma non avendo uno che per cinque gare è riuscito a far la differenza vuol dire che il problema è generale".


Pensi che il 2020 sia un'occasione unica per te?

"No, è al pari di quelle del passato. Semplicemente è un anno diverso dai precedenti. Vero che manca Marquez, ma ci sono altre difficoltà, che derivano dalle gomme. Non sto parlando male delle coperture, ma semplicemente dicendo che il motivo di questa stagione così strana è tutto negli pneumatici".


Sei riuscito a fare un po' di vacanza in questo periodo?

"No, zero vacanza. Ma non ne sentivo la necessità. Anche perché in una stagione come questa non hai bisogno di staccare, perché non devi più gestire tutti gli impegni che c'erano prima in un GP. Nei weekend di gara classici hai tante cose da fare e devi farle tutte di corsa, mentre quest'anno è tutto molto meno stressante e praticamente vai solo in moto. Dal punto di vista del pilota questo è una figata. Mi ha riportato ai tempi delle minimoto e dell'Europeo, quando era così. Al Mondiale è un'altra cosa e dato che son passati diversi anni mi ero dimenticato di cosa volesse dire andare in moto e basta".

In Austria si è discusso tanto anche sul lavoro della Direzione Gara, nello specifico sulla gestione delle uscite di curva sul "verde".

"Fino a oggi non sono mai venuti fuori problemi particolari, ma è una situazione da migliorare e serve modificare il regolamento. Per farlo, però, ci vuole l'intenzione di cambiare e poi saper gestire il cambiamento. Le piste sono diventate sempre più sicure anche grazie all'introduzione della striscia verde, che però non viene considerato fuori pista, ma come l'opportunità di recuperare un errore. In realtà mette i piloti in condizione di ragionare in modo diverso rispetto a quando c'era la ghiaia e se finivi fuori o cadevi o perdevi un sacco di tempo. Avere il verde condiziona la frenata, l'approccio alla curva e al rischio, perché tanto se vai fuori non hai più i problemi di prima; e la differenza è enorme. Andrebbe così modificato come viene gestito il verde dai piloti, facendo migliorare di conseguenza tante altre situazioni. Per farlo devi mettere sanzioni serie per fare in modo che i piloti affrontino la curva senza più la possibilità di uscire sul verde; rischierebbero tutti di meno, aumentando la sicurezza".

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