Dovizioso, Melandri e Salvini ci parlano di sicurezza

Durante Ride For Life 2013 a Ottobiano (PV) abbiamo intervistato alcuni dei top riders presenti: lo scopo dell'evento era aiutare la ricerca sugli infortuni al midollo spinale, ecco cosa pensano i protagonisti riguardo alla sicurezza sulle piste

Dovizioso, melandri e salvini ci parlano di sicurezza

Nel weekend del 16/17 novembre la passione si è accesa al Ride For Life 2013, l’evento dedicato ai piloti che hanno subito lesioni alla spina dorsale, con l’intento di raccogliere fondi per la ricerca sulle cure per questo tipo di infortuni. Qui potete leggere come è andato il sabato ad Ottobiano (PV), oltre a trovare la gallery con le tante foto scattate. Durante la giornata abbiamo scambiato qualche opinione con alcuni dei piloti presenti, parlando del tema della sicurezza sui circuiti, sia a livello agonistico che amatoriale.

 

Andrea Dovizioso (MotoGP)

Cosa pensi si possa migliorare nella MotoGP per la vostra sicurezza?

Io credo che nella MotoGP siamo arrivati ad un livello molto alto, sia parlando di protezioni in pista che come abbigliamento di noi piloti. In questi anni stiamo facendo molto per lavorare su questo punto, e i risultati sono visibili. Ride For Life nasce con lo scopo di aiutare i piloti rimasti infortunati al midollo spinale, dato che non esistono ancora cure realmente efficaci: bisogna lavorare anche sul fronte della ricerca. Sono qui a Ottobiano per divertirmi insieme agli altri piloti ma, più che altro, per aiutare i miei colleghi rimasti paralizzati e per contribuire alla ricerca.

 

Per quanto riguarda gli amatori, invece, cosa manca?

Secondo me è una questione di soldi e investimenti. Per raggiungere un buon livello di sicurezza bisogna investire molti soldi sulle strutture e sulle protezioni sul tracciato: gli airfence per esempio hanno dei costi troppo elevati per le piste amatoriali. Non penso che sia una questione di disinteresse da parte degli organizzatori, ma il motivo principale è la mancanza di fondi. Anche tenere le ambulanze in pista è una spesa troppo alta per alcune giornate di prove libere.

 

Marco Melandri (Mondiale SBK)

Spiegaci un po’ cos’è Ride For Life!

Sono stato uno dei primi promotori di questa manifestazione nel 2009. La nostra amicizia, mia e di altri motociclisti, ma anche con alcuni ciclisti, ha fatto sì che abbiamo unito le forze perché il problema riguarda entrambi. Purtroppo può succedere a tutti anche per un incidente stupido, e il danno spinale è al momento incurabile. Sono qua per cercare di portare il mio aiuto e di tirare su più fondi possibili per aiutare i piloti coinvolti e, soprattutto, la ricerca. Per colpa della caviglia, non farò la gara di motocross, però farò tutto il resto, pitbike, kart, bici: sono convinto che ci divertiremo.

 

Parlando di sicurezza, una cosa che miglioreresti nella SBK e una per i circuiti dove gli amatori fanno i loro turni di prove libere…

Nella Superbike le moto ormai sono molto veloci, si cerca sempre di migliorare la sicurezza. Stiamo facendo il possibile, ma non è facile. Per gli amatori, secondo me ci vorrebbe più informazione, nel senso che bisogna dividere le giornate in turni per livelli, perché spesso trovi gente che va molto forte insieme ai principianti che girano per la prima volta e non hanno idea di come comportarsi in pista. Quello sarebbe un passo importante da fare.

 

Alex Salvini (Mondiale Enduro E2)

Perché siete qui?

Ride For Life è una cosa che si prolunga ormai da quattro anni; io, Marco, Andrea e altri piloti siamo testimonial. È un evento a scopo benefico per aiutare chi è stato colpito da infortuni midollari, diciamo. L’abbiamo fatto perché alcuni nostri amici sono stati coinvolti in brutti incidenti, quindi abbiamo creato questa associazione per aiutare tutti quelli che come loro hanno avuto infortuni alla schiena. In più diamo il nostro contributo alla ricerca, quindi è sempre un piacere partecipare qui e fare in modo che la gente sostenga insieme a noi questo progetto. Siamo qui per divertirci e divertire il pubblico e soprattutto per raccogliere fondi per questa associazione.

 

Tu che sei campione del mondo della E2, cosa manca all’Enduro per diventare uno sport più sicuro?

Non credo si possa definire uno sport sicuro l’Enduro, così come non lo sono tutti gli altri sport motoristici. Noi facciamo il nostro meglio per essere il più sicuri possibile, allenandoci e facendo tutto nel modo giusto, però sai… Quando c’è la competizione e un motore è difficile avere una sicurezza matematica. Il fattore rischio esiste e ne siamo consapevoli, ed è proprio per questo che abbiamo fondato questa associazione. L’importante è non lasciare nulla al caso.

 

Christian Ravaglia (Mondiale Supermoto S1)

Ciao Christian, cosa ti ha spinto a venire qui a Ride For Life?

Ciao a tutti! Prima di tutto per stare in compagnia per beneficenza, poi il motocross è da sempre la mia vita e, appena c’è una gara, se posso ci vado. Poi ci sono tutti i miei colleghi, quindi il divertimento per noi e per il pubblico non mancherà di sicuro.

 

Tu sei un pilota del mondiale Supermoto. Dato che siamo qui per la ricerca sui danni al midollo, cosa nei pensi della sicurezza nelle piste di motard e motocross, dove spesso manca l’assistenza medica in loco?

Come dici tu, più che sulla sicurezza dei circuiti, perché bene o male il pericolo c’è in ogni pista, ci vorrebbe un’attrezzatura migliore come soccorso. Cerchiamo sempre di lavorare su questo punto e ogni anno ci viene promesso che si migliora, ma alla fine non succede molto.

 

Martina Beltrandi (Campionato Triveneto Supermoto)

Ciao Martina, tu sei l’unica ragazza che si è lanciata in pista insieme agli altri piloti di Ride For Life!

Ciao a tutti! Sono qui e sono felicissima che mi abbiano invitato. Assolutamente, quando c’è da fare della beneficenza, io sono contenta di poter nel mio piccolo dare una mano. Sono qua in veste di pilota di motard (campionessa Lady nel campionato Triveneto) che, però, si cimenterà nel motocross, nella gara di ciclismo a coppie e coi gokart: sarà una specie di triathlon e non vedo l’ora di iniziare. Ringrazio ancora per l’invito che mi ha fatto molto piacere.

 

Qui a Ride For Life l’argomento sicurezza è fondamentale: cosa pensi si possa migliorare da questo punto di vista nel motard e nel cross?

Sicuramente si può migliorare l’assistenza medica in pista. Diciamo che non in tutte le piste manca, per esempio qui a Ottobiano è spesso presente un’ambulanza anche durante i turni di prove libere. Bisognerebbe migliorare questo aspetto in tutte le piste, soprattutto nel motocross. Magari si potrebbe far sì che il gestore facesse dei corsi o, comunque, allestire nelle piste un kit base di pronto soccorso. Poi consiglio sempre di fare un corso come prima esperienza sul circuito, con degli esperti che insegnano il comportamento in pista: così sei più sicuro sia tu che tutti gli altri.

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