di Giorgio Sala - 02 luglio 2019

Con Yamaha al Dolomiti Ride 2019

Giau, Fedaia Falzarego, Valparola, Gardena e Sella sono state le strade che, nel cuore delle Dolomiti, ci hanno accolto per farci vivere un'esperienza indimenticabile firmata Yamaha. Con XSR900, MT-10 e Ténéré 700, vi raccontiamo la nostra esperienza al Dolomiti Ride 2019
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Il clima torrido di fine giugno ha acceso gli animi dell’edizione 2019 del Dolomiti Ride: se la scorsa edizione si è tenuta a Molveno, quest’anno l’evento è tornato a Campitello di Fassa (TN). Anche in questa edizione, tantissimi appassionati si sono recati ai piedi delle Dolomiti, per uno degli eventi motociclistici più attesi dell’estate. Tra i partecipanti c’eravamo anche noi, che abbiamo vissuto a pieno tutto quello che la Casa dei Tre Diapason ha pensato per questa edizione, il tutto accompagnato da ospiti di grande lustro.
Gli oltre 30°C segnati dal display della moto non sono il compagno di viaggio ideale per fare gli oltre 300 km che separano la nostra redazione da Campitello di Fassa, ma la voglia di vivere un evento motociclistico sulle Dolomiti – insieme ai 24 °C previsti al nostro arrivo – ci spronano a imboccare la strada verso il Trentino. Al nostro arrivo centinaia di motociclisti, alcuni di questi incrociati durante il tragitto, riempiono le strade della cittadina ai piedi del Gruppo del Sassolungo. Siamo pronti, quindi, a fare qualche "passo". Solcheremo infatti sei dei più bei Passi delle Dolomiti, quali il Giau, il Fedaia, il Falzarego, il Valparola, il Gardena e il Sella, per un totale di 135 km, accompagnati da circa 130 partecipanti.
Un folto gruppo di gente ha invaso le strade delle Dolomiti: circa 130 moto hanno partecipato al Motogiro!
Per l’occasione, partiamo in sella alla XSR900, con la quale ci troviamo subito a nostro agio. Lo stile da sport classic è enfatizzato da alcuni optional, come il cupolino fumè, la sella in alcantara, lo scarico Akrapovič sdoppiato e le pedane in alluminio ricavate dal pieno. Il carattere del tre cilindri in linea ci accompagna tra le curve del Fedaia e del Giau, strade sulle quali apprezziamo questa moto. Le note dello scarico riecheggiano in scenari mozzafiato quali il Lago di Fedaia, ai piedi della Marmolada, oppure a quota 2.200 metri sul valico del Passo Giau, che ci porta a Cortina d’Ampezzo dove si terranno le Olimpiadi invernali del 2026: lì incontriamo Alessandro Botturi e Giorgio Rocca. Il primo conta diverse partecipazioni alla Dakar e ad alcuni dei rally più difficili del mondo; tra questi l’Africa Eco Race, dove è riuscito a trionfare; il secondo, invece, è un ex-sciatore italiano, vincitore della Coppa del Mondo di Specialità nel 2006 e di ben tre medaglie iridate.
Yamaha XSR900
Dopo aver ascoltato gli aneddoti del “Bottu” nell’Africa Eco Race e di Rocca nella sua celebre carriera di sciatore, saltiamo in sella alla Hypernaked di Iwata. La più grande delle MT, in versione Tourer Edition, risulta più comoda della sorella "base" grazie a cupolino, paramani e borse morbide laterali. Sul Falzarego e sul Passo Valparola vengono esaltate la precisione di guida e la stabilità della MT-10. Dopo i tornanti del Gardena, arriviamo in cima al passo e ci godiamo la vista del Gruppo Sella, nostra prossima meta. Per raggiungerla, ci avvaliamo di una delle moto più attese dell’anno: la Ténéré 700.
Yamaha MT-10 Tourer Edition sul Passo del Gardena
Il paesaggio dolomitico mette in risalto le linee spigolose della nuova Ténéré 700. La moto, che abbiamo già provato in strada e fuoristrada, si conferma davvero equilibrata sul Passo Sella. L’assenza di controlli elettronici fuorchè l’ABS non spaventa, grazie a un posteriore molto comunicativo e prevedibile. Il motore di 700 cc è molto dolce nell’erogazione, al salire dei giri risulta davvero brioso e coinvolgente. L’assetto morbido e gli pneumatici tassellati Pirelli si comportano bene su strada: si può benissimo alzare il ritmo senza il rischio che la moto si imbarchi in maniera brusca nei cambi di direzione. Sui tornanti in direzione Campitello di Fassa divoriamo un tornante dopo l’altro con una facilità disarmante, ed è in questi frangenti che una frizione antisaltellamento sarebbe stata di nostro gradimento. Con la protagonista del Tènèrè Demo Tour rientriamo al “Campo Base”, dove abbandoniamo la nostra compagna di viaggio.
Yamaha Ténéré 700 sul Passo Sella
Al Dolomiti Ride si guida, e anche tanto, ma gli eventi di contorno sono una bella cornice dell'evento. Sul palco principale passano ospiti del calibro di Marco Melandri, Sandro Cortese, oltre ai nostri compagni di avventura Alessandro Botturi e Giorgio Rocca, presentati da DJ Ringo e accompagnati dalla musica di Virgin Radio. Inoltre, ci sono tantissime attività firmate Yamaha, tra cui spicca la “wheelie Machine”, ovvero una MT-07 collegata a una struttura che permette di cimentarsi nelle impennate in tutta sicurezza, oppure un simulatore di guida MotoGP. Lì ci imbattiamo nel Campione del Mondo di eSport MotoGP: si chiama Lorenzo Daretti, è il vincitore della prima edizione del campionato organizzato da Dorna sul videogioco ufficiale. Con il suo accento romano, Lorenzo (in arte Trastevere 73) ci dà qualche dritta mentre proviamo a giocare sul simulatore di moto più realistico prodotto fin ora. Tra gli invitati all'evento spiccano anche Giambattista Venditti, rugbista della Nazionale italiana, e Alessandro Marcianò, surfista azzurro di fama internazionale.
Al Museo Yamaha, la R1 di Melandri era affiancata da grandi pezzi di storia
Le attività continuavano con gli strumenti musicali della Casa dei Tre Diapason, il barber shop, il banchetto dove personalizzare la propria maglietta Yamaha, l’officina del wrap, lo splendido museo con le moto di Rossi, Haga e Agostini, i test ride di tutta la gamma Yamaha. Per i più piccoli, il Junior Motor Village dà la possibilità ai motociclisti di domani di divertirsi in sella alle minimoto Yamaha in tutta sicurezza. La giornata si conclude con la Social Ride Dinner, dove diversi ospiti – come Sandro Cortese e Marco Melandri – e alcuni partecipanti al motogiro degustano i cibi locali insieme ai loro compagni d’avventura, con cui hanno condiviso una giornata all'insegna della passione per le due ruote.
Da sinistra: Andrea Dosoli, team manager di Sandro Cortese e Marco Melandri (entrambi al centro); a destra invece Andrea Colombi, country manager di Yamaha
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