Dall’Igna: “Se necessario rifarò daccapo la moto e tradirò i princìpi Ducati”

E’ determinatissimo, Gigi Dall’Igna. Sei mesi o poco più è il tempo che si è dato per ripartire da zero con una moto nuova. Motore portante, distribuzione desmodromica e V di 90 gradi sono tutti “sacrificabili” se necessari per tornare a vincere

Dall’igna: “se necessario rifarò daccapo la moto e tradirò i princìpi ducati”

È il caso di dire un acquisto “Prezioso”: alla guida del Reparto Corse di Borgo Panigale come sappiamo è arrivato Gigi dall’Igna, e finalmente, dopo le prime settimane di lavoro, oggi a Valencia si è presentato alla stampa nella nuova veste di Direttore Generale e Direttore Tecnico di Ducati Corse. Sottoponendosi alle nostre domande

 

Qual è il problema tecnico più grave che affligge le moto da corsa Ducati?

“Non è tecnico, è umano. C’è un grande scollegamento tra chi lavora a casa e chi lavora in pista. Va assolutamente ripristinato il link, non è ammissibile che quando viene sviluppato un nuovo pezzo per la moto da corsa a casa non sanno se in pista lo hanno provato e in pista non sanno se a casa ne stanno sviluppando altri. È certamente questo il primo problema da risolvere: i successi di una azienda partono dalla organizzazione”.

 

A livello pratico cosa significa?

“Che vanno unificate due aree per noi molto strategiche come MotoGP e Superbike, e che le esperienze della prima passino alla seconda, se occorre. In questa direzione va la promozone di Paolo Ciabatti che sarà ancora Direttore Sportivo MotoGP ma assumerà lo stesso incarico anche in Superbike. Ernesto Marinelli resterà a capo del progetto SBK, con tutte le deleghe del caso. Al posto di Vitto Guareschi stiamo ancora valutando se prendere qualcuno”.

 

Si dice sempre che chi arriva porta con sé i propri uomini: vale anche per lei?

“In Ducati ho trovato delle professionalità straordinarie a tutti i livelli, un gruppo di lavoro di assoluta eccellenza. Non credo sia necessario fare rivoluzioni, ma mi riservo ancora un mese di lavoro per valutare meglio le persone con cui lavoro e ipotizzare eventuali avvicendamenti o assunzioni”.

 

Quanto tempo le ha dato Ducati per tornare a vincere?

“Non mi ha dato scadenze, me le sono date io: entro due anni voglio che la Desmosedici colmi il gap dalle moto migliori”.

 

Avete i piloti giusti per farlo?

“Andrea Dovizioso lo inseguo da una vita, ho sempre desiderato correre insieme a lui, è un ottimo pilota e collaudatore; Cal Crutchlow invece lo conosco meno, ma i risultati parlano per lui, quest’anno è cresciuto tantissimo!”.

 

E la moto?

“Non la conosco a sufficienza. Se sarà necessario, la rifaremo daccapo. Non so quanto ci vorrà perché non conosco ancora i tempi di reazione del Reparto Corse Ducati, ma confido di farlo in poco più di sei mesi. Sicuramente al via della prima gara avremo comunque già tantissime novità, se sarà necessario”.

 

Lei pensa che Ducati davvero la lasci libero di “buttare nel cestino” ciò di tecnico in cui crede da sempre come per esempio motore portante o la distribuzione desmo?

“Se questo dovesse rivelarsi necessario per vincere lo faremo”.

 

Una curiosità: perché ha lasciato Aprilia?

“Perché non ho mai vinto in MotoGP e in una azienda con la mentalità e le risorse di Ducati ho l’occasione di farlo.

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