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Toby Price vince la Dakar 2016. A Quintanilla l'ultima tappa

Price raccoglie l’eredità di Marc Coma e vince la sua prima Dakar. Toby regala alla KTM il quindicesimo successo ed è il primo australiano a vincere il rally più duro al Mondo.La tappa è di Quintanilla, seguito da Benavides e Rodrigues. Cerutti è il primo degli azzurri, per lui un ottimo 12° posto

L'ultima tappa della Dakar n° 38

La tappa numero 13 è relativamente semplice, una passerella sulla strada verso il podio e la chiusura di questa Dakar. Toby Price, in lotta solo con sé stesso e con la sorte, dato il vantaggio accumulato sul diretto avversario Svitko, decide di non prendersi alcun rischio e di portarla a temine con tutta tranquillità. L’australiano gestisce da subito la sua 13esima tappa e confeziona in modo perfetto una vittoria ormai data quasi per certa. Il cronometro dell'intera Dakar per lui si ferma a 48h09’15”, questo il tempo che impiega per raggiungere l' biettivo finale di Rosario. Per la KTM è il quindicesimo successo consecutivo e Price, alla sua prima vittoria in carriera nel mitico rally (al debutto nella Dakar 2015 era arrivato 3°), raccoglie egregiamente l’eredità lasciata da Marc Coma. La vittoria della tappa va però al cileno Pablo Quintanilla, deciso più che mai a non perdere l’occasione di potersi piazzare sul podio. Gioisce così anche Husqvarna (di fatto sempre KTM...), che piazza un pilota sul podio finale: Quintanilla è infatti 3° nella generale. Tornando alla tappa 13, chiudono dietro al cileno Benavides, 2° a +1’41”, e Rodrigues, 3° a +2’37”. Toby Price conclude la tappa al 4° posto seguito da Svitko, sul quale rafforza ulteriormente la leadership. Fra i primi 10 a seguire troviamo Farres Guell su KTM, 6° a +10’52”; Cervantes Montero 7° a +11’50”; Brabec 8° a +12’43; Van Beveren 9° a +14’09” e Patrao 10° a +14’43”. Il migliore degli azzurri è Jacopo Cerutti, che con il 15° posto in questa speciale chiude la Dakar 2016 12° nella classifica generale. Fra i protagonisti di questa Dakar, la spagnola Laia Sanz termina che corre con una spalla malandata e chiude la sua ultima tappa dell’edizione 2016 al 18° posto, in ritardo sulla testa del gruppo di 16’10”. Antoine Meo, dopo la brutta caduta della tappa precedente chiude a fatica la 38esima edizione del rally; per lui il 70° piazzamento in questa tappa, terminata a denti stretti con una frattura al polso.
1/96 Dakar 2016: Kevin Benavides (Honda)

Si fermano i cronometri

Con la 13esima tappa termina questa edizione della Dakar, ripercorriamo insieme quanto accaduto ai protagonisti. Toby Price (KTM) è il vincitore; per lui 5 vittorie in questa edizione (tappa 2, tappa 5, tappa 6, tappa 8, tappa 9) e un tempo all'arrivo di 48h 09'15". Alle sue spalle chiude la Dakar 2016 un ottimo Stefan Svitko (KTM), con un ritardo sul leader di 39’41”. Lo slovacco completa i 9.332 km in 48h48’56”. Al terzo posto la Husqvarna di Pablo Quintanilla, che porta a termine la Dakar in 48h58’03”, in ritardo sulla vetta di 48’48”. Il quarto posto va alla prima fra le Honda, quella di Benavides, che chiude in 49h04’02” con un ritardo su Price di 54’47”. A portare alti i colori della Yamaha è Helder Rodrigues, che ferma il cronometro in 49h04’59”, a soli 57” dal pilota che lo precede. 6° Van Beveren con un tempo di 49h55’44”, seguito da uno sfortunato Meo, 7°. La sorte non sorride al campione enduro e la caduta rovina una Dakar 2016 corsa come un top rider; per lui il cronometro si ferma a 50h06’02”. Completano la top ten 10 Farres Guell su KTM (50h10’15”), Brabec su Honda (50h20’42”), Monleon su KTM (51h37’04”). Fra i grandi protagonisti troviamo il migliore degli italiani: Cerutti chiude la Dakar in 52h20’55”, in ritardo sul leader di 4h11’40”. La prima fra le donne (che però sono solo due) è Laia Sanz, autrice di un’ottima Dakar; la spagnola è la regina della 38esima edizione e chiude in 52h42’43”. L'altra donna al traguardo per la categoria delle moto è Rosa Romero Font. La moglie di Nani Roma, in sella alla KTM del Team Himoinsa, chiude al 67° posto con un tempo di 69h51’52”. Fra le protagoniste in rosa all'edizione 2016 nelle varie categorie va segnalata l’ottima prestazione di Camelia Liparoti: l’italo-francesce, in sella a un quad Yamaha, ha concluso la sua ottava Dakar al 10° posto. Per quanto riguarda la categoria Malle Moto, quella dove ha corso i nostro tester Francesco Catanese (per lui ritiro alla tappa 8), a imporsi è stato Van Den Goorbergh, olandese chedal 1991 al 2002 ha corso nel Motomondiale, anche se i migliori risultati per lui sono arrivati nel Mondiale Supersport, con i due terzi posti finali nel 2003 e 2004. Jurgen è stato bravo a piazzare la sua KTM al 31°posto assoluto, nonostante sia stato lui. da solo, a curarne le riparazioni e la preparazione nell'arco di queste due settimane come vuole il regolamento di categoria. La Malle Moto è senza dubbio la categoria più complessa della Dakar in sella, ma c’è anche chi la vita ha deciso di complicarsela senza dover fare tutto da solo. Stiamo parlando di Espinasse che, in sella a una Husqvarna 125 2T si è contraddistinto per coraggio e resistenza. Tutti lo davano per spacciato, ma è riuscito ugualmente a portare a termine la sua Dakar non avendo grosse difficoltà né sotto dal punto di vista meccanico, né di percorso. Espinasse chiude la Dakar 2016 all'83° posto.

La Dakar degli italiani

Dopo il ritiro di Alessandro Botturi, a portare alti i colori azzurri è Jacopo Cerutti, autore di una grande Dakar 2016. Jacopo porta a termine il rally più duro al mondo in sella alla Husqvarna, con la quale chiude la tappa 13 al 15° posto. A seguire alle sue spalle gli altri azzurri, che nell’ultimo tratto cronometrato di questa edizione chiudono come segue: 37° Metelli (KTM), 43° Lucchese (Yamaha), 44° Ceci (Honda), 55° Toia (KTM). Nella classifica generale il primo fra i nostri connazionali è Jacopo Cerutti, che al suo debutto riesce a portare a casa il 12° posto. A seguire: 32° Ceci, 43° Metelli, 44° Lucchese, 48° Toia.
Nel parlare di italiani non possiamo che ricordare anche Alessandro Botturi (Yamaha), pilota da top 10 quasi certa ma bersagliato dalla sfortuna: prima la caduta a inizio gara con conseguente micro frattura al polso,  iritiro a causa di problemi elettronici alla moto. E poi il nostro tester Francesco Catanese (qui trovate una gallery dedicata all’impresa del “Catano” nella categoria Malle Moto). Per quest’ultimo alcuni problemi all'impianto di alimentazione alla Yamaha, che lo costringono ad abbandonare precocemente la Dakar durante la prova speciale della tappa 7. Peccato perché, dopo due anni in cui il "Catano" aveva affrontato la gara forse non con lo spirito giusto (rischiando anche grosso, quando era stato vicino a lasciarci la pelle per disidratazione...), nell'edizione 2016 tutto stava andando bene e Francesco stava dosando perfettamente le forze, con l'obbiettivo di arrivare in fondo. Fra i ritirati ci sono anche Agazzi (Husqvarna), uscito nella prima settimana di gara in seguito a un incidente; Ghitti (Yamaha), uscito durante la tappa 5 per problemi meccanici e Barbero.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Toby Price (KTM)
"Sono talmente emozionato che non so cosa dire, non so cosa pensare...sono in stato di shock! Non avrei mai pensato che avrei potuto vincere questa gara quest’anno dato che sono solo alla mia seconda partecipazione. Questo è incredibile per la mia famiglia, i miei amici e i miei fans in Australia! Vincere nella mia seconda partecipazione è eccezionale, ma la cosa che più mi emoziona è l’orgoglio di essere il primo australiano nella storia a farlo. Finire il rally è già un trionfo, vincerlo è incredibile! Ho affrontato la gara in vero stile australiano: ho attaccato quando ho dovuto, quando era il momento giusto, e ho tenuto d'occhio la mia moto durante le durissime tappe marathon. Quest’anno abbiamo fatto un grande cambiamento. L’anno scorso sono partito con un ritmo più lento, perché era la prima volta che affrontavo questa gara ed ho cercato di imparare più che potevo. Questa volta invece sono andato alla ricerca del ritmo. La prima settimana richiedeva una grande velocità, mentre nella seconda era più importante la navigazione ed è stato qui che ho vinto diverse tappe ed aperto il gap. Ho fatto anche qualche errore, ma avevo fiducia, quindi ho trovato un buon equilibrio. Penso di essere stato bravo e veloce, ho anche navigato piuttosto bene. Spero che questo per me sia solo l'inizio. Da parte del team non c’è stata alcuna pressione. Anzi, mi hanno dato molta fiducia. Dopo il ritiro di Marc Coma molti si sono domandati cosa sarebbe successo, quindi è sicuramente bello essere sul gradino più alto del podio dopo questi dubbi. Vincere di nuovo non sarà facile, ma oggi penso solo a godermi questo bellissimo momento; non vedo l’ora di buttarmi sulla spiaggia con una bella birra fresca”.
 
Pablo Quintanilla (Husqvarna)
“L'ultima tappa è stata estremamente difficile. C'era molta tensione prima della partenza. Sono stato veloce e, grazie anche al lavoro della squadra, ho difeso il terzo posto. Sono davvero felice nel complesso, è stata una Dakar davvero difficile. Di solito i piloti si rilassano durante l’ultima tappa ma io mi giocavo il podio, ho lottato al massimo di quello che potevo. La tensione ha fatto sì che l'ultima tappa fosse per me la più dura, la più snervante di tutto il rally. Adesso che ho finito la gara mi prendo una meritata vacanza, prima di ritrovare il mio Team definire il calendario della prossima stagione”.
 
Ricky Brabec (Honda)
“Sono davvero entusiasta di essere arrivato fino in fondo alla mia prima Dakar. Voglio tornare il prossimo anno e fare meglio. Sono entusiasta anche di essere in questa squadra. Essere fra i primi dieci è un grande traguardo per me. Sono l'unico pilota del team a ottenere un posto nella top ten. Spero di partecipare il prossimo anno per migliorare ulteriormente. Nel giugno del 2015 mi ero rotto il collo e ci sono voluti sei mesi per rimettermi in forma. Questa è la mia seconda gara di ritorno, ed è la più grande corsa del mondo! Sono felice di aver raggiunto l'obiettivo e orgoglioso della mia medaglia. L’ho guadagnata con fatica”.
 
Paolo Ceci (Honda)
“Sono felice di aver portato a termine la Dakar e sono soddisfatto del risultato. Ho lavorato duro per la squadra e ho fatto il mio lavoro. Sono un po’ dispiaciuto dal fatto che i miei compagni di squadra non sono stati in grado di finire, ma sono sicuro che torneremo l'anno prossimo più forti. È stata una grande esperienza quella di correre con questo team. Un gruppo solido che cerca sempre di fare del suo meglio per arrivare alla vittoria. Ringrazi tutti quelli che mi hanno supportato e tutti i fans che mi hanno incitato sui social network”.
 
Kevin Benavides (Honda)
“È stata davvero dura e difficile questa Dakar, ma sono arrivato fino alla fine e questo per me è un sogno. Nonostante alcuni errori ho imparato molto e credo che il prossimo farò ancora meglio. Ho intenzione di continuare a lavorare per migliorare ogni giorno”.
 
Adrien Metge (Honda)
“Non avrei mai pensato di finire questa Dakar, tanto meno piazzandomi 11°. Ma eccomi qui, e ne sono davvero, davvero felice. Il mio obiettivo era quello di arrivare al traguardo tutti giorni e in questo sono stato bravo contando che è la mia prima Dakar. Il team e la moto mi hanno senza dubbio aiutato molto a raggiungere questo importante traguardo. Ho fatto un’ottima gara in sella alla mia Honda”.
 
Laia Sanz (KTM)
“Sono molto contenta di essere riuscita a portare a termine questa Dakar dopo 3 giorni di febbre alta. Ho fatto molta fatica e gli altri concorrenti erano molto forti e veloci. E’ stata una Dakar davvero dura quella di quest’anno e penso di aver faticato più che nell’edizione precedente. Sono soddisfatta del risultato, poteva andare peggio”.

La Dakar 2016, tappa dopo tappa

La 38esima edizione della Dakar, in scena dal 2 al 16 gennaio 2016, ha impegnato i piloti per un totale di 9932 km di cui 4700 di prove speciali. Fra il prologo e la tredicesima tappa di cose ne sono successe molte, non per niente è il rally più duro al mondo! Ripercorriamo insieme, giorno dopo giorno, gli avvenimenti più importanti che hanno dato gioie, ma anche dolori, ai piloti in gara. Di cose ne sono successe davvero tante, basti pensare che dei 136 piloti al via sono riusciti a completare la Dakar 2016 solo 84 concorrenti.

PROLOGO (Buenos Aires - Rosario)

Il 2 gennaio 2016 prende il via la Dakar; il prologo, una prima frazione che potremmo definire una “tappa di riscaldamento” non mette sotto sforzo i piloti ma è utile a decretare l’ordine di partenza della prima vera giornata di gara. In questa fase i piloti, dopo essere saliti sul palco a Buenos Aires per la presentazione e i saluti al pubblico, affrontano un trasferimento di 171 km che li porta fino ad Arrecifes, dove si tiene una prova speciale di soli 11 km. Dopo la sfida al cronometro i piloti affrontano un secondo trasferimento di altri 164 km che li porta a Rosario per il primo bivacco. La partenza avviene secondo un ordine preciso, seguendo a ritroso la classifica dell’edizione precedente della Dakar. Gonçalves, arrivato 2° alla 37esima edizione del rally, parte per ultimo dato che Marc Coma, in seguito alla vittoria della scorsa Dakar, ha deciso di ritirarsi dalle corse. Dopo gli 11 km di speciale non abbiamo un solo pilota, ma due a pari merito: Joan Barreda, in sella alla Honda CRF450 Rally, e Ruben Faria, con la Husqvarna 450. Dietro di loro a soli 3” lo spagnolo Helder Rodrigues, con la Yamaha WR450F. Il migliore degli italiani è Alessandro Botturi in sella alla Yamaha, che chiude la prova cronometrata in 11esima posizione. Il nostro tester Francesco Catanese partecipa nella categoria “Malle Moto” dove i piloti non hanno alcun aiuto e fanno tutto il necessario da soli; il “Catano” (cliccando qui trovate la gallery dedicata a lui) termina il prologo 105°.

TAPPA 1 (Rosario - Villa Carlos Paz)
  • 632 km totali, di cui 227 di prova speciale
La prima tappa di questa Dakar è senza dubbio sfortunata dato che viene annullata a causa delle condizioni atmosferiche proibitive. La sicurezza dei piloti in gara viene al primo posto e le condizioni del tracciato non sono reputate idonee alla gara da parte della commissione; ad aggravare la situazione c’è il fatto che il soccorso aereo da parte degli elicotteri è reso impossibile dalle pessime condizioni atmosferiche. Il primo riscontro cronometrato viene quindi rimandato alla tappa successiva e la classifica non subisce alcuna variazione.

TAPPA 2 (Villa Carlos Paz - Termas De Rio Hondo)
  • 786 km totali, di cui 450 di prova speciale
Finalmente la Dakar catapulta i piloti nella prima, vera, prova al cronometro. Ad avere la meglio è un ottimo Toby Price (KTM), seguito da Faria (Husqvarna) che chiude a soli 20” dall’australiano. 3° lo slovacco Stefan Svitko (KTM). A fine giornata però arriva il primo colpo di scena: a Faria e Svitko viene comminata una penalità di 1 minuto a causa del superamento dei limiti di velocità nel tratto dove quest’ultima è controllata. Se per Ruben Faria questo non incide sulla posizione nella classifica della tappa, per Svitko significa arretrare al 5° posto. Al 3° posto finisce il francese Duclos (Sherco TVS). Fra gli italiani il migliore è Alessandro Botturi che arriva 11° malgrado una caduta che gli costa una lesione ai legamenti del polso. Oltre al "Bottu" anche Simone Agazzi cade vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Price, Faria e Duclos.

TAPPA 3 (Termas De Rio Hondo - San Salvador De Jujuy)
  • 663 km totali, di cui 314 di prova speciale
Nella terza speciale, accorciata a causa del maltempo, nessuno riesce a tenere il ritmo di un velocissimo Barreda (Honda), il pilota spagnolo però riceve una penalità che lo retrocede al 5° posto nella classifica della tappa a causa di una penalità di 1 minuto. La vittoria va quindi a Kevin Benavides (Honda), davanti a Gonçalves (Honda) e Antoine Meo (KTM). Joan Barreda scivola in quinta piazza dietro a Svitko. Il migliore degli italiani in questa tappa è Botturi che però cede il posto a Ceci, 26°, a causa di una penalità di 5 minuti che lo retrocede al 31° posto. Il nostro tester Francesco Catanese chiude la terza tappa 116°. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Svitko, Benavides e Barreda.

TAPPA 4 (San Salvador De Jujuy - San Salvador De Jujuy)
  • 629 km totali, di cui 429 di prova speciale
La quarta tappa gioca un ruolo fondamentale nella classifica della Dakar 2016, si tratta infatti della prima tappa “marathon”, ovvero quella in cui i piloti al loro arrivo al bivacco non trovano assistenza da parte dei loro team, ma devono provvedere a far tutto da soli. Inoltre, per rendere le cose ancora più complicate, gli organizzatori hanno deciso che per questa prima tappa marathon non è consentito nemmeno ai piloti lavorare sulle proprie moto. La prova speciale del circuito ad anello si disputa a un’altitudine media di 3.500 m s.l.m. con vette sopra i 4.000 m. I piloti, a causa della quota, devono fare i conti, oltre che con la difficoltà del percorso, anche con la carenza di ossigeno. Ad aggiudicarsi la marathon è un ottimo Barreda che cade nuovamente nell’errore della tappa precedente e si becca 5 minuti di penalità per eccesso di velocità nel tratto controllato. La penalità lascia la vittoria della tappa nelle mani di Gonçalves e slitta Joan al 4° posto. 2° al traguardo è l’argentino Benavides seguito dall’altro lusitano, Faria. Da segnalare una grande Laia Sanz che si ferma sul percorso per aiutare lo sfortunato Renet, vittima di un brutto incidente dopo 400 km di speciale. La direzione di gara restituisce al termine della tappa i 35’ durante i quali la spagnola ha offerto il suo aiuto a Renet, costretto ad abbandonare con un trauma cranico. Giornata positiva invece per il “Bottu”, il migliore fra gli italiani, che chiude la tappa al 17° posto. Il nostro tester Francesco Catanese chiude la tappa 113°. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Svitko, Benavides e Barreda.

TAPPA 5 (San Salvador De Jujuy - Uyuni)
  • 642 km totali, di cui 327 di prova speciale
La tappa 5 è caratterizzata dall’entrata in Bolivia, passando per un tratto alla quota di 4.600 m; la vetta più alta raggiunta durante la Dakar. In questa speciale si assiste al dominio KTM: il 1° a chiudere la speciale è Toby Price, seguito da Meo (poi arretrato all’ottava posizione a causa di una penalità di 5 minuti) e da Svitko. L’arretramento di Meo lascia però spazio sul podio di giornata a Paul Walkner, anche lui su KTM. Da segnalare la prova di Barreda che termina 4°, seguito da Quintanilla. Fra gli altri protagonisti Gonçalves chiude 12°, preceduto da Faria. Ancora una volta il migliore degli italiani è Alessandro Botturi che termina la quinta tappa al 20° posto; abbandona invece la Dakar 2016 Ghitti che non riesce a terminare la prova speciale a causa di alcuni problemi alla sua Yamaha. Il nostro tester Francesco Catanese chiude 111° la quinta prova. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Gonçalves, Svitko e Price.

TAPPA 6 (Uyuni - Uyuni)
  • 723 km totali, di cui 542 di prova speciale
La sesta è una delle tappe più insidiose di questa edizione del Rally perché prevede la più lunga delle prove speciali. A complicare le cose ancora una volta la quota, che tocca i 4.200 m e si mantiene su una media di 3.800 m s.l.m. La direzione di gara, ricordando i problemi dati dall’attraversamento delle saline durante la scorsa edizione della Dakar, decide per quest’anno di proporre ai piloti un percorso “semplificato” con l’obiettivo di aggirarle. Toby Price ripete il successo ottenuto nella tappa precedente imponendo il suo ritmo di gara, alle sue spalle Walkner e Gonçalves. Giornata amara per Barreda che vede sfumare ogni speranza di vittoria a causa di problemi meccanici che lo bloccano sul percorso. Riesce a terminare la tappa solo grazie a un generosissimo Paolo Ceci che prima lo aiuta, e poi lo traina fino al traguardo. Fra gli italiani un ottimo Botturi chiude la sesta tappa in decima posizione, mentre Francesco Catanese arriva al traguardo con il 107° tempo. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Gonçalves, Price e Walkner.

TAPPA 7 (Uyuni - Salta)
  • 793 km totali, di cui 353 di prova speciale
La settima prova rappresenta per tutti una sorta obiettivo intermedio, si tratta infatti dell’ultima prova prima della pausa che consentirà a piloti e team di tirare le somme su quanto successo fino a questo momento. Nella tappa 7 la quota non è più fra i potenziali problemi, ma i piloti devono affrontare la fatica dovuta al superamento di alcuni corsi d’acqua. Purtroppo il maltempo si rende protagonista, obbligando la direzione di gara ad accorciare la tappa che, di fatto, termina dopo il primo tratto cronometrato a causa dell’impossibilità per i piloti di attraversare i fiumi (il livello si era alzato sopra il margine di sicurezza). Il più veloce in questo caso risulta essere Antoine Meo che conquista la sua prima vittoria alla Dakar. Dietro di lui un buon Benavides, seguito da Gonçalves. Fra i protagonisti occorre segnalare Joan Barreda, che decide di non partire e di ritirarsi. Un altro pilota che abbandona la competizione è Walkner, sfortunatamente a causa della frattura a un femore rimediata cadendo dalla moto. Il primo fra gli azzurri è ancora Botturi che termina la settima tappa in 20esima posizione. Il nostro tester Francesco Catanese chiude invece 98°. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Gonçalves, Price e Svitko.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DOPO LA PRIMA SETTIMANA DI GARA
Conclusa la tappa 7, piloti e team possono approfittare di un giorno di pausa in cui mettersi al lavoro sulle moto, sulla pianificazione delle strategie e riposare. La giornata di pausa ha però anche un altro scopo, quello di tirare le somme giunti a metà della competizione. La prima settimana di gara ha visto il maltempo essere protagonista, e con lui di pari passo le condizioni dei tracciati di gara. Numerosi piloti hanno saputo esprimere il loro potenziale, come ad esempio Toby Price, autore di 3 vittorie di tappa. Lo stesso vale per Barreda dato che anche lui porta a casa 3 tappe, anche se la rottura della sua Honda gli costa il ritiro da questa Dakar. La prima settimana di competizione sorride invece a un’altra Honda, quella di Gonçalves. Il portoghese, malgrado non abbia ancora vinto alcuna tappa, è primo nella classifica generale grazie a un’ottima capacità di amministrare le sue gare e ai continui piazzamenti. Buona la Dakar di Svitko, che sembra adottare la stessa tattica di Gonçalves e, aiutato da qualche ritiro, si mantiene sul podio virtuale del rally. Fra i protagonisti c’è anche la prima delle donne in gara: Laia Sanz. La spagnola è decisamente competitiva e al termine della settimana è salda al 15° posto nella classifica generale; per lei una prestazione davvero maiuscola. Fra i grandi protagonisti di questa Dakar c’è anche Meo, il cinque volte campione del mondo enduro tiene testa e da filo da torcere a molti piloti più esperti in questo tipo di competizione. Considerando i piloti che non hanno mai terminato una tappa fra i primi tre troviamo degli ottimi rider come Quintanilla (Husqvarna), Farres Guell (KTM), Rodrigues (Yamaha) e Brabec (Honda). Questi ultimi sono stati capaci di terminare sempre le prove speciali in un’ottima posizione, ciò gli permette di mantenersi saldamente attaccati al gruppo di testa. E si sa, a volte la Dakar si vince anche con pazienza e strategia perché tutto può succedere. Al termine della prima settimana di gara gli italiani rimasti in sono sette e a guidarli c’è un grande Alessandro Botturi in 13esima posizione. A seguire 27° Cerutti, 56° Metelli, 57° Toia, 62° Ceci, 67° Lucchese. Il nostro tester, il “Catano” della Malle Moto, è al 101° posto in classifica generale.

TAPPA 8 (Salta -  Belèn)
  • 766 km totali, di cui 393 di prova speciale
A farla da padrone nell’avvio della seconda settimana di gara è Toby Price. L’australiano della KTM conquista la sua quarta tappa dimostrando di essere competitivo anche sulle dune. La seconda settimana vede infatti la gara spostarsi su un terreno sabbioso. 2°, nella tappa 8, un grande Gonçalves che, malgrado una caduta che causa diversi danni alla moto, riesce a chiudere con un buon tempo la prova speciale. A staccare il terzo tempo è Pablo Quintanilla, per il cileno questa è la prima volta sul podio. A seguire Stefan Svitko, 4°, e Benavides, 5° al traguardo. Giornata da dimenticare per Metge e Meo, il primo parte 4° e chiude 16°, il secondo non riesce a ripetere l’ottima prestazione della tappa precedente. Botturi si conferma il miglior italiano in gara chiudendo la speciale con il 12° tempo. Il nostro tester Francesco Catanese invece abbandona la Dakar, per lui alcuni problemi meccanici rendo invano il tentativo di riparazione della moto da parte dello stesso “Catano”. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Price, Gonçalves e Svitko. La Dakar sembra sempre più una corsa a due, dato che Stefan Svitko ha un ritardo considerevole sui piloti di testa.
 
TAPPA 9 (Belèn - Belèn)
  • 436 km totali, di cui 285 di prova speciale
La tappa 9 è la seconda delle due marathon, ma questa volta cambia decisamente lo scenario di gara. A far compagnia ai piloti sarà il caldo torrido e una prova speciale a circuito costituita da un fuoripista quasi integrale fra dune, letti di fiumi e vegetazione secca. Ad aggiudicarsi la nona tappa, fermata in anticipo a causa del caldo insopportabile e della difficoltà per la maggior parte dei piloti di superare le dune, è un grande Price. L’australiano conferma di essere il più competitivo fra i piloti anche con la lancetta della temperatura che supera i 40°C. A vedersela male è Gonçalves, che perde molto tempo a causa di un incidente durante il quale un arbusto si è conficcato nel radiatore della sua Honda. Tornando alla tappa 9, dietro a Toby Price chiudono Benavides e Svitko, autori di un’ottima gara. Botturi è, fra gli azzurri, il più competitivo anche in questa speciale e chiude 12°. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Gonçalves, Price e Walkner. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Price, Svitko e Gonçalves. Quest’ultimo decisamente in ritardo a causa del tempo perso in questa tappa.

TAPPA 10 (Belèn - La Rioja)
  • 561 km totali, di cui 278 di prova speciale
La decima tappa è una delle tappe più difficili per quanto riguarda la navigazione, i piloti infatti sono per l'80% del percorso in “fuori pista” e devono tirar fuori le loro doti da navigatori per raggiungere il traguardo quanto prima. Questa tappa, inoltre, vede il via in un modo eccezionale: auto, camion e moto partiranno mischiati (le dieci auto più veloci della nona tappa, le dieci moto e cinque camion partono allo stesso istante e aprono la strada a tutti gli altri piloti). Questo rappresenta sicuramente un alto livello di spettacolarità, ma un’ulteriore difficoltà per i piloti che dovranno lanciarsi in sorpassi tra la polvere. A causa del maltempo la tappa 10, come molte altre, viene accorciata: un fiume in piena rende impraticabile l’ultimo tratto della speciale. In questa cornice Stefan Svitko conquista la sua prima vittoria. Lo slovacco domina davanti a Benavides e al leader Price, 3° al traguardo. Fra i protagonisti lo sfortunato Gonçalves perde ulteriormente terreno e cede posizioni importanti nella classifica di tappa e in quella generale a causa di una consistente penalità che lo costringe a cedere il 4° posto della decima speciale a Antoine Meo. Il francese, 5° nella classifica generale, può ora utilizzare le ultime tappe per agguantare il 4° posto occupato da Quintanilla. Purtroppo dopo il ritiro di Francesco Catanese un altro italiano abbandona la Dakar: per Alessandro Botturi la 38esima edizione del rally finisce qui, a causa di problemi meccanici. A portare alti i nostri colori ci pensa ora Cerutti, 13° nella tappa numero 10 e 14° nella classifica generale. La classifica al termine della tappa vede virtualmente sul podio, in quest’ordine, Price, Svitko e Quintanilla. Quest’ultimo è tallonato, come abbiamo accennato, da Meo. Il grande ritardo accumulato da Gonçalves lo allontana ulteriormente dai piloti di testa, al termine della decima tappa è all’8° posto.

TAPPA 11 (La Rioja - San Juan)
  • 712 km totali, di cui 431 di prova speciale
La tappa 11, caratterizzata dalla prevalenza di molta sabbia fine (il fesh-fesh) e dal caldo torrido, vede nuovamente la commissione di gara intervenire per modificare la speciale. Oltre al ritardo sulla partenza la prova della undicesima tappa viene accorciata a 243 km; mai come in questa Dakar i piani di gara sono cambiati. Malgrado le difficoltà la tappa 11 vede un grande Meo portare a casa la sua seconda vittoria personale. Il 1° posto nella tappa permette al francese della KTM di agguantare il 3° posto nella classifica generale. Dietro a Meo chiude al 2° un grande Price, capace di amministrare il grande vantaggio accumulato senza correre rischi inutili. 3° il cileno Quintanilla, autore di una buona gara. Da segnalare il ritiro di uno dei grandi protagonisti di questa Dakar, Paulo Gonçalves. Il portoghese è autore di una brutta caduta che gli costa una commozione cerebrale, scrive la parola “fine” al suo rally. Il migliore degli italiani è Cerutti, 13°. Per quanto riguarda gli altri protagonisti a far parlare di sé è Espinasse, l’unico pilota a correre con una Husqvarna 125 2T. Il numero 111, contro ogni previsione è ancora in gara. Dato per spacciato fin da subito, Sylvain è riuscito a superare le faticosissime dune di Fiambalà. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio tre KTM, quelle di Toby Price, Svitko e Meo.

TAPPA 12 (San Juan - Villa Carlos Paz)
  • 931 km totali, di cui 481 di prova speciale
Alla penultima occasione possibile di questa edizione arriva la prima vittoria di tappa per Helder Rodrigues (Yamaha). Malgrado una Dakar corsa in sordina, il portoghese ha saputo chiudere bene le tappe precedenti posizionandosi quasi sempre nella top ten. La tappa 12 vede anche un intelligente Price gestire il vantaggio accumulato; al termine della speciale è 2°, seguito da un buon Benavides. Il diretto avversario Svitko termina la tappa al quarto piazzamento, perdendo 2’ rispetto alla testa della competizione. Per Toby Price è un ottimo risultato, senza correre alcun rischio rafforza ulteriormente la leadership in vista dell’ultima tappa. Per quanto riguarda Benavides il 3° posto nella tappa 12 gli permette di rosicchiare terreno sul diretto avversario, Pablo Quintanilla, in vista del podio finale. Il cileno della Husqvarna termina la speciale con il 6° tempo e, con poco meno di 4’ di vantaggio nella classifica generale, dà l’opportunità a Benavides di lottare per la conquista del podio. Con questa vittoria Rodrigues, attualmente 5° nella classifica assoluta, si avvicina al 4° posto. La battaglia per definire i tre piloti dopo la coppia di testa è rimandata all’ultima tappa. Giornata nera per Antoine Meo che durante la speciale cade e si rompe un polso. Il suo incidente non gli permette più di essere competitivo e chiude la tappa 12, con i denti stretti, 24°. Purtroppo per il francese sfuma il podio. Il migliore degli italiani è un grandissimo Cerutti che completa la speciale chiudendo la top ten, e portandosi al 12° posto in classifica. La classifica generale al termine della tappa vede virtualmente sul podio Toby Price, sempre più vicino al successo che ora è una formalità. 2° Svitko, 3° Quintanilla. Gli ultimi km di questa Dakar, martoriata dal tempo e dai tagli di percorso, sono quelli che riportano i piloti a Rosario. Sul gradino più alto del podio l’australiano Toby Price.

Dakar 2016 - Classifica tappa 13

Pos. Pilota Moto Tempo Distacco Penalità
1 QUINTANILLA (CHL) HUSQVARNA 01:51:27 - -
2 BENAVIDES (ARG) HONDA 01:53:08 00:01:41 -
3 RODRIGUES (PRT) YAMAHA 01:54:04 00:02:37 -
4 PRICE (AUS) KTM 01:55:49 00:04:22 -
5 SVITKO (SVK) KTM 01:57:51 00:06:24 -
6 FARRES GUELL (ESP) KTM 02:02:19 00:10:52 -
7 CERVANTES MONTERO (ESP) KTM 02:03:17 00:11:50 -
8 BRABEC (USA) HONDA 02:04:10 00:12:43 -
9 VAN BEVEREN (FRA) YAMAHA 02:05:36 00:14:09 -
10 PATRAO (PRT) KTM 02:06:10 00:14:43 -
11 VOGELS (NLD) KTM 02:06:20 00:14:53 -
12 MONLEON (ESP) KTM 02:06:25 00:14:58 -
13 METGE (FRA) HONDA 02:06:36 00:15:09 -
14 GOMEZ (ARG) YAMAHA 02:06:42 00:15:15 -
15 CERUTTI (ITA) HUSQVARNA 02:06:43 00:15:16 -
37 METELLI (ITA) KTM 02:18:41 00:27:14 -
43 LUCCHESE (ITA) YAMAHA 02:20:59 00:29:32 -
44 CECI (ITA) HONDA 02:21:24 00:29:57 -
55 DIOCLEZIANO (ITA) KTM 02:28:56 00:37:29 -

Dakar 2016 - Classifica generale

Pos. Pilota Moto Tempo Distacco Penalità
1 PRICE (AUS) KTM 48:09:15 - -
2 SVITKO (SVK) KTM 48:48:56 00:39:41 00:01:00
3 QUINTANILLA (CHL) HUSQVARNA 48:58:03 00:48:48 -
4 BENAVIDES (ARG) HONDA 49:04:02 00:54:47 -
5 RODRIGUES (PRT) YAMAHA 49:04:59 00:55:44 00:05:00
6 VAN BEVEREN (FRA) YAMAHA 49:55:44 01:46:29 -
7 MEO (FRA) KTM 50:06:02 01:56:47 -
8 FARRES GUELL (ESP) KTM 50:10:15 02:01:00 -
9 BRABEC (USA) HONDA 50:20:42 02:11:27 -
10 MONLEON (ESP) KTM 51:37:04 03:27:49 -
11 METGE (FRA) HONDA 51:59:20 03:50:05 -
12 CERUTTI (ITA) HUSQVARNA 52:20:55 04:11:40 -
13 PATRAO (PRT) KTM 52:23:47 04:14:32 00:01:00
14 GYENES (ROU) KTM 52:28:03 04:18:48 -
15 SANZ (ESP) KTM 52:42:43 04:33:28 -
32 CECI (ITA) HONDA 57:38:15 09:29:00 00:03:00
43 METELLI (ITA) KTM 61:04:58 12:55:43 00:16:00
44 LUCCHESE (ITA) YAMAHA 61:18:02 13:08:47 00:23:00
48 TOIA (ITA) KTM 62:59:55 14:50:40 00:00:30

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