Dakar 2014: Catanese è “distrutto ma felicissimo”

Il tester di Motociclismo FUORIstrada è uno dei 3 italiani rimasti in gara tra le moto (gli altri sono Ceci e Viglio). Ecco il suo racconto della massacrante tappa marathon

Dakar 2014: catanese è “distrutto ma felicissimo”

Continua l’avventura di Francesco Catanese alla Dakar 2014. Il nostro tester super esperto di maxi enduro bicilindriche (vietate alla Dakar) è ancora in gara dopo le tappe 3 e 4, ovvero le due parti in cui l’organizzazione ha diviso la prima “marathon” prevista (l’altra comprende le tappe 8 e 9, previste il 12 e 13 gennaio). “Catano” occupa la posizione 86 nella generale e sta conducendo una gara dove, evidentemente, l’obbiettivo è arrivare in fondo divertendosi. E già non è cosa da poco, se pensiamo che l’edizione 2014 della Dakar pare essere una delle più dure degli ultimi anni. Ne sanno qualcosa uomini solitamente di alta classifica, come Despres (già con oltre 40 minuti di ritardo dal leader, Barreda), Rodrigues (15° a oltre un’ora e mezza), Goncalves (19° a oltre 2 ore e mezza), Pizzolito (32° a oltre 4 ore), per non parlare dei ritiri eccellenti di Sunderland (che pure ha vinto una tappa) e Verhoeven, nonché dei nostri Botturi e Zanotti. Fuori gara anche gli altri italiani: Marco e Alberto Brioschi, Napoli, Toia, Beltrami, De Filippo, Sabbatucci, Talini, Libralesso e Seminara.

 

CATANO C'È (ANCHE SE ARRIVA TARDI)

Resistono Paolo Ceci (31°), Luca Viglio (106°) e, appunto, Francesco Catanese (86°). Il tester di Motociclismo FUORIstrada è arrivato a Chilecito alle 22 locali, le nostre 2 di notte. Dopo la sua descrizione della seconda tappa, ecco il racconto della infernale “marathon” direttamente dalle parole del “Catano” (e non perdetevi la gallery, con le immagini di un Francesco stravolto).

 

"Sono letteralmente distrutto ma felicissimo di essere riuscito a passare indenne questi due giorni di marathon perché è stato un massacro totale con oltre 20 ritirati. La più grande difficoltà e stata per tutti quando ci siamo ritrovati a dover affrontare una mulattiera da enduro ad un altitudine dove il fiato veniva a mancare. Io sto cercando di lasciar perdere la classifica e continuo a mantenere un passo tranquillo con margine. In una gara cosi dura non ho davvero idea come i primi possano tenere un tale ritmo! Inoltre, ormai con la moto (una Yamaha WR450F preparata da Franco Picco, ndr) mi sento totalmente a mio agio e questo mi permette di divertirmi senza prendere rischi. Ci tengo a salutare tutte le persone che mi stanno seguendo e facendo il tifo perche mi danno la forza di affrontare ogni tappa con la massima determinazione".

 

PRECISAZIONE

Sul sito Dakar.com ci sono ovviamente le classifiche complete, giornaliere e generali. La loro lettura non è però semplicissima, a causa dei lunghissimi tempi di percorrenza delle tappe, che costringono molti concorrenti a vere e proprie odissee prima di arrivare al traguardo. Spesso gli ultimi aggiornamenti sui risultati di tappa arrivano quando l’Italia dorme da ore e comunque un pilota non è dato per ritirato finché non “manca” la partenza della tappa successiva (entro un certo tempo massimo stabilito). In sostanza, la tappa precedente finisce solo quando il pilota parte per la successiva. Ecco perché alcuni piloti la sera sono in classifica e la mattina dopo no (o viceversa…). Questo senza contare le penalità e le sanzioni, che vengono comminate ovviamente a tappa finita. A complicare ulteriormente il tutto ci si mettono le classifiche parziali ai controlli orai e agli way point, passaggi obbligati che molti concorrenti “bucano” per problemi di navigazione. Ma poiché alcuni riescono comunque ad arrivare alla fine della tappa, seppur dopo molte ore, compaiono nella generale con le penalità ma non nelle parziali… Insomma, le classifiche della Dakar, a parte i primi 10-15 posti, vanno controllate spesso e non è mai detta l’ultima parola. Noi la sera diamo le classifiche aggiornate all’ora di pubblicazione dell’articolo, ma ovviamente le rivediamo il prima possibile alla luce delle variazioni dovute ai motivi che vi abbiamo esposto.

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