di Fabio Meloni - 07 maggio 2019

Dainese Riding Masters: un campione per amico

La Casa di Molvena avvia le Dainese Experience, attività che spaziano dai viaggi avventura agli incontri negli store, fino ai corsi di guida per piloti di tutti i livelli. I Riding Masters danno la possibilità di avere istruttori del calibro di Baldassarri, Capirossi, Morbidelli… Oltre a un certo Valentino Rossi
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Dalla tv alla pista con i nostri idoli

Nel paddock di Misano, sotto l’insegna Champions Class, Loris Capirossi parla al cellulare ad alta voce. Pare abbia un problema a casa, un elettrodomestico che fa le bizze. Ci guarda, scuote la testa e con le labbra articola “che palle!”, cercando la nostra complicità come fossimo vecchi amici. Un allievo “intutato” sta chiacchierando col Balda (Baldassarri), che muove il suo dito lungo il disegno del tracciato indicando i punti di corda. Il Paso (Pasini) sfida qualcuno a un simulatore di guida. Facciamo due passi verso la pit-lane e troviamo un ragazzo di spalle che guarda il cielo, si accuccia, tocca l’asfalto con la mano: è Manuel Poggiali. Dopo un po’ ci convinciamo del fatto che non sia un sogno: condividiamo il box coi piloti la domenica vediamo in televisione, che ci fanno saltare sul divano la domenica. Loro sono qui per noi, possiamo avvicinarli, parlare con loro e chiedere consigli. Su di un tavolo, il nostro nome è scritto su un segnaposto, e nello stesso tavolo troviamo una targhetta che riporta “istruttore: Morbidelli”. Morbido arriva poco dopo: indossa il suo completo ufficiale (tuta, stivali, cappellino), manca solo la sua M1 e poi l’illusione di essere suoi compagni di squadra sarebbe totale. Parcheggiata fuori dal box invece c’è una Yamaha YZF-R1M. Prima però si presenta (ah ah ah! Si presenta): è super gentile, alla mano, nessuna traccia dell’atteggiamento scocciato o di superiorità al quale ci eravamo mentalmente preparati. Non perché Morbidelli trasmetta questa impressione, sia chiaro; perché, insomma, da un pilota del suo calibro puoi pure aspettartelo.

Istruttore Morbidelli

Ci chiede di noi: in quanto giriamo, su cosa vorremmo concentrarci oggi. “beh... vorremmo imparare ad andare più forte”, rispondiamo. Ride di gusto. “Nessun problema”, risponde. Tra una chiacchiera e l’altra (“La differenza più grande tra la M1 e la R1? La potenza. Quella della MotoGP è sconvolgente, la ruota anteriore non è mai a terra”) organizziamo lo svolgimento dei cinque turni da 20 minuti che ci aspettano. I primi due li farà davanti lui, sicché gli allievi possano apprendere le linee corrette; negli altri staremo davanti noi, che verremo osservati. Al termine di ogni turno, briefing col Morbido che ci dirà cosa sbagliamo. La giornata si sviluppa come meglio non potrebbe. Morbidelli ci riserva un’attenzione superiore alle aspettative e i suoi consigli hanno una qualità ed un peso specifico assoluti, mai prima d’ora abbiamo ricevuto dritte così accurate e importanti. E ci è pure capitato di poter chiedere delucidazioni ad altri piloti, più o meno famosi. Nel caso vogliate iscrivervi, non possiamo garantire che tutti i piloti presenti come istruttori alla Champions Class sapranno darvi suggerimenti tanto utili: quello che possiamo dire è che dal primo all’ultimo sembravano molto disponibili e coinvolti dall’evento.

I consigli dei campioni

Ognuno ha il suo stile di guida, per cui i consigli dati a noi valgono per noi. Più interessante invece è raccontare l’approccio: non una visione del dettaglio, ma soprattutto un’analisi complessiva della guida con un orientamento molto spiccato verso la sicurezza e la dolcezza. Meno velocità a centro curva (“perché altrimenti allarghi la traiettoria e fai più strada, e poi devi accelerare con la moto sdraiata e non hai trazione”), evitare i chiudi-apri (“anche a centro curva meglio avere sempre un 10% di gas. Aiuta a chiudere la traiettoria e non uccide la velocità”; usa proprio il termine uccide), meno angolo di piega (“perché la moto ha meno deriva, è più stabile”), focus sulla traiettoria per raddrizzare il prima possibile (“perché i tempi si fanno in accelerazione, non in staccata”) e gentilezza nella frenata e in accelerazione (“meglio frenare quindici metri prima e accelerare in modo progressivo che scomporre l’assetto”). Tutto questo ci viene detto attorno ad un tavolo, come amici. E un campione per amico non ha prezzo... Più o meno.

Il prezzo... delle emozioni

La Champions Class, il corso permanente più esclusivo (quello con Valentino Rossi come istruttore è stato una tantum: il ricavato di 49.000 euro è stato devoluto alla fondazione Marco Simoncelli), costava 1.299 euro a Misano, una bella cifra, allineata però al contenuto tecnico ed emozionale della giornata. A scalare, sia nel prezzo sia nel livello di approfondimento e di abilità richiesta, gli altri: 699 euro per la Racing Class 2, 499 euro per la Racing Class 1, 299 euro per la Safety Class 2, 149 euro per la Safety Class 1. Questa prima data di Misano verrà seguita quest’anno da altre due, per ora in via di definizione. Una, la più "sicura", sarà in Italia; l’altra, se dovesse farsi, all’estero. I prezzi dei corsi di Misano sono indicativi ma è possibile vengano ricalibrati in funzione della struttura. È stato, questo evento, il biglietto da visita di un format che Dainese ha intenzione di proporre negli anni a venire con sempre maggior frequenza, insieme agli altri appuntamenti che definiscono le Dainese Experience: i Weekends (giri turistici organizzati della lunghezza di un fine settimana), gli Expedition Masters (super viaggi all’avventura. Il primo è già in programma per questa estate (in Islanda!), gli Inn Store Meet-Ups (incontri in negozio per corsi, conoscere campioni, momenti di condivisione) e i DAR (visite all’archivio Dainese e non solo). Di tutto, trovate i dettagli sul sito Dainese, sezione Experience.

Il video della Dainese Riding Masters a Misano

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