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Da Mantova sino al Monte Baldo, passando per le rive del Lago di Garda

Partiamo da Mantova. Proseguiamo sulle sponde del Mincio, fra borghi antichissimi. Raggiungiamo Peshiera del Garda e arriviamo sul Monte Baldo.

MANTOVA





MANTOVA
L’itinerario che proponiamo prende il via in Lombardia, a Mantova, città dove la vita scorre ancora con ritmi di altri tempi. Mantova è una città ricca in tutti i sensi. Risulta infatti in vetta alle classifiche del reddito pro-capite nazionale, ma è anche pregna di storia e cultura. Le sue origini sono antichissime; fu infatti fondata al tempo degli etruschi, conquistata da Galli e Romani, per poi passare sotto il controllo dei Canossa, dei Bonacolsi e dei Gonzaga. In piazza Sordello, intitolata ad un celebre menestrello della città, si affacciano il Duomo, i Palazzi Vescovile e Bonacolsi, infine il Palazzo Ducale, una delle più grandi regge d’Europa, nelle cui stanze sono conservate opere d’arte come la “Camera degli Sposi” dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 ed il 1474. Affascinanti sono anche i laghi che circondano la città, controllati da una diga di sbarramento costruita in epoca medievale. La zona si presta molto alle visite che si possono fare in bici o, ancor meglio, in barca con la Cooperativa “I Barcaioli del Mincio”. Arriva il momento di inforcare la moto per percorrere le tranquille strade che costeggiano il corso del Mincio, lungo le alzaie dei vari canali di livellamento delle acque su cui si affacciano, di tanto in tanto, scarni gruppi di case che rispondono ai nomi di Gambarara, Soave e Maglio.

I BORGHI DEL MINCIO


I BORGHI DEL MINCIO In breve si giunge a Goito dove, oltrepassato il ponte fluviale, si segue la strada immersa nella campagna per Pozzolo, Valeggio sul Mincio, sopraelevato su di un’altura che domina il corso del fiume, e il magnifico ponte di Borghetto, con il suo castello del XIII secolo di cui è visitabile la torre, poco distante dal parco-giardino Sigurtà, che certamente merita una deviazione. Si scende quindi all’agglomerato di Borghetto, sorto nel 1400 per la lavorazione di frumento e riso: le case ed il mulino sono state completamente ristrutturate, ma in modo eccessivo, tanto da rendere l’ambiente così innaturale che sembra di essere in un dipinto di alcuni secoli fa, mentre il ponte visconteo fa bella mostra di sé. Si continua sempre tra campagne coltivate fino a Monzambano, centro di probabile origine feudale. Nella parte più elevata del paese sorge il castello, all’interno delle cui mura c’erano una chiesa e un pozzo dove trovava rifugio la popolazione minacciata dagli invasori. Recentemente sono stati trovati i resti di una necropoli, con alcune tombe e una fossa comune risalenti al IX-X secolo. Poco più in basso sorge la chiesa di San Michele, costruita attorno alla metà del 1700, il cui interno è impreziosito da intarsi in marmo e da una pala dell’altare maggiore rappresentante il trionfo di San Michele Arcangelo.

IL GARDA



IL GARDA
In una decina di chilometri si raggiunge Peschiera del Garda, situata all’estremità meridionale del lago di Garda. Vale una visita il centro storico caratterizzato dalle tipiche stradine medievali, dai viali che costeggiano il canale che si immette poi nel fiume, e dalle antiche mura. Già ai tempi di Plinio, quando si chiamava Arilica, Peschiera era un centro importante, tant’è che nel suo stemma comunale appaiono due anguille e una stella, giustificate da uno scritto di Plinio il Vecchio, che descriveva il periodo della “stella d’autunno” come il migliore per la pesca delle anguille. Decine di alberghi, campeggi e porticcioli brulicano di turisti, in maggioranza tedeschi, dall’inizio della primavera al tardo autunno, attratti dal clima mite che permette la crescita di limoni, aranci, cedri, olivi e palme. Lungo le due sponde del Benaco si incontrano spesso gruppi di ciclisti in allenamento, facoltosi turisti a spasso con lussuose auto cabriolet ed un’infinità di motociclisti. Proseguendo l’escursione sulla sponda orientale del lago, quella veronese, piacevole ma trafficatissima d’estate, si incontrano Gardaland, parco di divertimenti per grandi e piccini, quindi Lazise, con il suo porticciolo, Bardolino, racchiusa nei resti di una cinta muraria rinascimentale e rinomata per il vino omonimo e Garda, antico borgo romano che ha dato il nome al lago. Nelle tre località non resta che l’imbarazzo della scelta tra i vari ristoranti che si affacciano con ampie vetrate sul lago o si celano tra le antiche mura di qualche palazzo rinascimentale, ma un fascino del tutto particolare è quello emanato dalla Punta di San Vigilio, quadretto romantico incorniciato da cipressi centenari.

MONTE BALDO



MONTE BALDO
Restano solo gli ultimi chilometri di lungolago fino a Torri del Benaco, poi da lì la strada, fino ad ora completamente piatta, comincia a salire alla volta del Monte Baldo. Inizialmente in mezzo a recinzioni di ville e poi tra muri a secco che limitano gli oliveti, la strada sale tortuosa e stretta alla volta di San Zeno di Montagna, piccolo paesino-terrazzo a 600 metri di quota. Poi il paesaggio cambia, diventando più montano, con larici e pini che affiancano la strada. Alcuni tratti con curve strette e tornanti sono molto divertenti per il motociclista, ma bisogna prestare sempre attenzione al fondo stradale reso scivoloso dal fogliame e sempre più martoriato da buche man mano che si sale di quota. Siamo sul Monte Baldo, in inverno ammantato da una bianca coltre di neve ed in primavera teatro di coloratissime fioriture, meta prediletta di camminatori e botanici. Arrivati a Prada l’itinerario ha termine e per tornare al lago si possono prendere due diverse strade: o ripercorre quella dell’andata, con discesa a Torri del Benaco, oppure si può proseguire per una strada sconnessa e nell’ultimo tratto ripidissima che scende al castello di Brenzone. Ma il nostro consiglio è quello di pernottare in quota e la mattina seguente avventurarsi lungo il sentiero segnalato che sale alla secolare faggeta dell’Ortigara.

BLOC NOTES



BLOC NOTES


Dove dormire


- MANTOVA
Hotel Broletto, Via Accademia 1, tel. 0376/223678
- GARDA (VR)
Hotel Villa Madrina, Via Paolo Veronese, tel. 045 6270144

Dove mangiare


- MANTOVA
Ristorante Cento Rampini, piazza delle Erbe 11, tel. 0376/366349
- BORGHETTO (MN)
Ristorante Gatto Moro, tel. 045/7950122
- LAZISE SUL GARDA (VR)
La Taverna da Oreste, via Fontana, tel. 045/7580019

Indirizzi utili


Ufficio del Turismo di Mantova, piazza Mantegna 6, tel. 0376/328253
Ufficio Turistico di Peschiera del Garda, piazza Betteloni 15, tel. 045/7550381
Cooperativa “I Barcaioli del Mincio”, Grazie di Curtatone (MN), tel. 0376/349292

PARCO-GIARDINO SIGURTÀ



PARCO-GIARDINO SIGURTÀ

       
Nella zona a nord del centro abitato di Valeggio sul Mincio sorge la villa Maffei-Sigurtà, dimora seicentesca conosciuta per il suo parco-giardino di 56 ettari. Opera del Pellesina, allievo del Palladio, nel 1859 fu quartier generale di Napoleone III che, dall’alto del colle su cui sorge la villa, osservò lo svolgimento della decisiva battaglia di Solferino e San Martino, che causò oltre 40.000 tra morti e feriti. Grazie alla devozione di Carlo Sigurtà prima, e del nipote Enzo poi, è stato realizzato uno straordinario complesso ambientale, in una zona collinare dalla vegetazione lussureggiante, dove durante le varie stagioni si possono ammirare 5 fi oriture (tulipani, iris, rose, ninfee e aster) ed esplosioni di colori che tutto il mondo ci invidia, tali da giustifi care l’appellativo di “tempio della natura”. Per visitare il parco, aperto da marzo a novembre, esiste un percorso che si sviluppa su 7 km, percorribili a piedi, in bicicletta, con piccole auto elettriche che vengono noleggiate all’ingresso o con il trenino delle visite guidate, lungo il quale si possono ammirare le bellezze di una natura tanto generosa. Parco-Giardino Sigurtà, Valeggio sul Mincio (VR), tel. 045/6371033, www.parcogiardinosigurta.com

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