D-Side, la Yamaha special Yard Built da spiaggia di Deus Milano

Deus Milano ha presentato a Wheels & Waves 2015 la sua ultima creazione, un’originale sidecar su base Yamaha XV950, ennesimo esperimento del progetto Yard Built

D-side, la yamaha special yard built da spiaggia di deus milano

Wheels and Waves è il più importante raduno di moto special (e non solo) d’Europa. Ci sono stato e ho già accennato qualcosa la scorsa settimana, proprio durante il viaggio da Milano a Biarritz, e ne abbiamo parlato anche quando Yamaha aveva annunciato che proprio al raduno francese avrebbe presentato nuove moto del filone Yard Built. Si è visto il meglio della nuova tendenza custom e, un po’ alla volta, vi presenteremo i modelli più interessanti (intanto ecco BMW e Ducati) Sono partito con una Yamaha XJR1300 dalla sede milanese di Deus ex Machina, che ha presentato al raduno francese una nuova creazione, che vi presento qui (cominciate pure a sfogliare la gallery e non perdetevi il video).

 

 

Deus ex machina: da sidney al mondo (nche a milano)

Prima però, due righe di storia e di considerazioni. Deus ex Machina nasce a Sidney nel 2006, a due passi dalle onde dell’oceano: il fondatore, Dare Jennings, è appassionato di moto e di surf, e questo binomio diventa subito il marchio di fabbrica del brand australiano, che presto apre altre due sedi: una a Bali e una a Venice, sulla spiaggia californiana di Los Angeles. Accanto all’officina dove nascono special agili e leggere, adatte a destreggiarsi nel traffico come a raggiungere la battigia, c’è un negozio che vende tavole da surf e costumi da bagno, ma anche t-shirt e camicie in stile hawaiano. Dal 2013 c’è una sede anche in Europa, a Milano, nel cuore del motoquartiere di via Thaon de Revel. Filippo Bassoli, nome conosciuto nel mondo delle moto e del web, supportato dall’imprenditore Federico Minoli, ex presidente Ducati, porta “il tempio dell’entusiasmo” nel centro della moda e del fermento motociclistico italiano ed europeo, ma lontano dal mare. E comincia a sfornare special nel tipico stile Deus: semplici, leggere e divertenti da guidare. In realtà in via Thaon de Revel le moto vengono solo ideate e disegnate, la realizzazione viene infatti portata a termine in un'officina fuori Milano.

 

Un sidecar con radici lontane

Ad ogni modo: Deus Milano si è presentato a Wheels and Waves con una bella realizzazione su base Yamaha XV950. Durante il viaggio verso Biarritz l’abbiamo incontrata, impegnata sulle belle strade delle gole del Verdon. Filippo Bassoli, alla guida, dice di essersi divertito, ma indubbiamente ha dovuto metterci un po’ di impegno. Perché la special in questione è un sidecar: “Devi continuamente contrastare la tendenza del side a tirare tutto da una parte” confessa Filippo. La D-side, così è stata battezzata, non sarà l’ideale nel traffico di Milano, ma per una gita al mare è quanto di meglio si possa chiedere. C’è persino posto per alloggiare una tavola da surf! L’ispirazione, in questo senso, arriva dalla prima Deus costruita in Australia, la Drover’s Dog, una Yamaha SR500 con degli agganci laterali per trasportare il surf fino alla spiaggia. L’aspetto “marino” è sottolineato dalla forma del carrozzino, che ricalca lo scafo di un’imbarcazione (ecco le foto). E nella parte posteriore c’è un deck di legno, proprio come sulle barche, dove mettere i bagagli o una tanica di benzina. Per dare armonia ed equilibrio all’insieme, la ruota laterale è identica all’anteriore della XV950.

 

La yamaha xv950 diventa un po’ meno custom

Il lavoro più interessante però riguarda proprio la moto, che è stata trasformata senza dover modificare nulla in maniera irreversibile: volendo si può ripristinare la XV950 così come è uscita dalla fabbrica. Spogliata del superfluo, la moto lascia in bella mostra il motore V-twin, sormontato da un piccolo serbatoio in alluminio. Per ottenere una guida meno custom e più attiva, un telaietto realizzato ad hoc e imbullonato al telaio, sorregge la sella -rivestita in Alcantara- in posizione rialzata. Completano l’estetica classica e lineare della D-Side i parafanghi in alluminio e i fari circolari, sdoppiati anche sul sidecar, per delimitarne gli ingombri anche al buio.

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