15 July 2012

CRT: è nata male e non piace a nessuno

CRT: fanno discutere fin dal loro arrivo nei GP e a metà stagione è chiaro che le hanno vita breve. Non piacciono a chi le guida né a chi ci corre insieme. Un fallimento, a differenza di Moto2 e Moto3

Crt: è nata male e non piace a nessuno

Le Moto3 forse non piacciono agli appassionati, soprattutto ai nostalgici del 2T, ma col giusto sviluppo (che però costa) raggiungono prestazioni notevoli e soprattutto facilmente alla portata di un buon numero di piloti. Insomma, sono più facili, perdonano gli errori e beneficiano dei miglioramenti ciclistici intervenuti negli ultimi anni. Infatti le prestazioni delle 125 cc sono ormai raggiunte e migliorate.

MOTO2 E MOTO3 CE L’HANNO FATTA
Anche in Moto2 gli investimenti hanno pagato e i risultati si vedono. Certo, ci sono state squadre che non sono riuscite a mantenersi al passo coi progressi tecnici, alcune soluzioni ciclistiche sono partite bene ma sono state poi superate, alcuni “senatori” non hanno proprio digerito la nuova categoria ma, seppur dopo qualche anno, ormai le Moto2 vanno più forte delle 250 di oltre un secondo per i migliori, con velocità massime che al Mugello hanno toccato i 290 km/h.

LA CRT: FALLIMENTO
Quindi le nuove categorie, con un po’ di pazienza, hanno costituito un miglioramento rispetto a quelle che sono andate a sostituire. L’unica “invenzione Dorna” che non ha mai convinto è la CRT. È sbagliata su tutta la linea, coi suoi motori di serie che, pur preparati, non si avvicineranno mai a quelli delle MotoGP. Prototipi puri contro moto semi derivate dalla serie è cosa filosoficamente errata, e non vale il parallelo con la Moto2, che usa il motore Honda CBR600RR, perché l’equipaggiamento è lo stesso per tutti. In MotoGP si assiste invece a penose esibizioni di piloti che danno l’anima per mantenere un passo dignitoso, ma prendono due secondi al giro nel degradante ruolo di chicane mobili. Il problema è la coabitazione. Per quanti rischi si prendano i piloti CRT, il risultato è che saranno sempre tra i piedi dei più veloci (ecco cosa è successo tra Stoner e Petrucci, ad esempio, con tutte le conseguenze e l'epilogo su Twitter).

I PILOTI NON NE POSSONO PIÙ
A parte il brutto spettacolo e le… ferite all’orgoglio dei piloti CRT, far correre nella stessa gara due categorie diverse è pericoloso e anti sportivo, tra l’altro non aiutando nemmeno i piloti a mettersi in luce. Infatti i ragazzi delle CRT sono stufi, fanno fatica e arrivano sempre ultimi (qui le laconiche dichiarazioni di Pasini e Petrucci…). Ma anche i top rider MotoGP hanno da ridire. Stoner, ad esempio: “Le CRT sono pericolose. È ridicolo, sono più veloci le Moto2, almeno in curva. Prototipi e CRT non dovrebbero correre insieme, sarebbe come mettere insieme F1 e auto da turismo. Non è giusto per i piloti, e fare due campionati diversi: non è il modo giusto per correre”. Magari con un adeguato sviluppo perfino le CRT potrebbero crescere, come le Moto2. Ma ci sono due problemi: le CRT correranno pur sempre con le missilistiche MotoGP e, secondo, ormai certe Case ufficiali hanno fatto capire (o detto apertamente) che produrranno prototipi puri di livello solo leggermente inferiore alle MotoGP, da fornire a prezzi interessanti ai team. E questo sarà ovviamente la morte delle CRT, il cui sviluppo è bloccato già solo da queste voci.

Insomma, una cantonata made in Dorna, servita solo a rimpolpare la griglia della MotoGP. Ma chiedete un po’ a Pasini, Petrucci o Edwards se sono contenti dell’ideona di Ezpeleta… De Puniet e Aleix Espargaro vanno meglio, ma non sono mica prestazioni da 12° posto a dare qualche chance di sopravvivenza alla CRT: è nata male e sparirà presto.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA