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13 June 2011

Concorso di colpa ad un tamponato, andava troppo piano

Ad un motociclista morto a seguito di un tamponamento in autostrada viene attribuito il concorso di colpa, andava troppo piano

Concorso di colpa ad un tamponato, andava troppo piano

 

Chi tampona ha sempre torto” potrebbe non essere più la regola. Lo stabilisce una sentenza della quarta sezione penale della Corte di Cassazione del  1° giugno 2011 a proposito di un incidente stradale avvenuto sull’Autostrada del Sole. Un motociclista, come riporta il sito Sicurauto.it, stava viaggiando a bordo di uno scooter Aprilia Scarabeo quando è stato tamponato da un autocarro mentre quest'ultimo tentava di sorpassarlo; l’uomo è poi deceduto per le ferite riportate nell’incidente. Inizialmente, al conducente dell’autocarro è stato contestato il non rispetto delle distanze di sicurezza e, quindi, la colpa dell’incidente ma poi l’Appello prima e la Cassazione poi hanno rivisto le responsabilità.

 

La difesa del conducente dell’autocarro riteneva che la colpa dell’incidente fosse da attribuire proprio all’uomo sullo scooter, a causa della velocità troppo ridotta rispetto ai limiti in vigore sull’autostrada. Tesi in parte accolta dal tribunale. Quindi, sei mesi di reclusione e pagamento delle spese processuali per colui che ha tamponato. In questa sentenza è stata riconosciuta la bassa velocità dello scooter come una delle cause dell’incidente, attribuendo così un concorso di colpa.

 

La sentenza introduce l’elemento del concorso di colpa del tamponato pur riconoscendo “del tutto corretta ed acuta sia sotto il profilo ricostruttivo che logico s’appalesa le sentenza impugnata che, pur riconoscendo il concorso colposo della vittima nella produzione dell’evento a causa dell’eccessiva lentezza, ha comunque escluso l’interruzione del nesso causale tra l’evento e la condotta di guida dell’imputato che non tenne in alcuna considerazione le peculiari condizioni della strada e non si avvide del ciclomotore, dal momento che la condotta del ciclomotorista non fu tale da ritenersi imprevedibile, improvvida ed imperita”.

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