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Comparativa vintage nel segno delle italiane?

Ducati e Moto Guzzi sono arrivate al cuore dei tester prima delle altre. Mai sottovalutare però le capacità seduttive delle sei bellissime rivali, che hanno ancora un giorno per convincere i tester che… hanno preso un abbaglio

Comparativa vintage nel segno delle italiane?

And the winner is… beh, per quello vi rimandiamo a Motociclismo di aprile, anche perché alle 3 della mattina che precede l’ultimo giorno di sfida, mentre siamo davanti al PC a scrivere queste poche righe, qual è la migliore del lotto… non lo sappiamo neppure noi. La notte porta consiglio e domani (oggi per chi legge) avremo certamente le idee più chiare, complice il bel tempo previsto per l’ultima giornata di test. Possiamo solo anticiparvi che tra i quattro segmenti rétro con cui abbiamo raggruppato le nostre 8 moto prima di partire, quello delle italiane, al momento, sembra il più apprezzato. È quanto emerso a cena grazie alle domande incalzanti dei nostri amici lettori che ci sono venuti a trovare all’hotel Bellavista di San Zeno di Montagna. Scrambler e V7 II, dunque: come mai sembrano in vantaggio sulle altre?

 

Gemelle diverse

La Ducati e la Guzzi sono molto diverse tra loro. La prima è una moto scacciapensieri agile come una cavalletta e facile anche per chi non ha mai guidato moto “vere”. L’altra è una vintage infarcita di elettronica capace tuttavia di trasferirti un autentico sapore rétro e un’incontenibile voglia di comunicare col pilota attraverso le pulsazioni del suo motore. La Scrambler va un filo meglio, l’altra forse ha più carattere. Alla V7 II, però, manca l’originalità progettuale della Ducati, perché in un certo senso la Guzzi si sovrappone a moto old style come la Bonneville e la W800, già sul mercato da molti anni. La Scrambler, invece, è una moto a sé. Esistesse una Suzuki Van Van vitaminizzata, sarebbe più o meno così. Il fatto è che di Van Van vitaminizzate o similari in giro non ce n’è.

 

Risultati a sorpresa

Dicevamo di Triumph e Kawasaki. Chi non conosce a fondo questo segmento ha aspettative finanche eccessive per il mito Bonneville e fin troppo modeste per il suo clone giapponese, la W800. Invece alla prova dei fatti la Kawasaki mostra di non temere un mostro sacro come la T100, ma anzi di sapere incarnare forse come nessun’altra la vera essenza dello spirito vintage. Vale un po’ lo stesso discorso per le nostre custom, dove Harley partiva coi favori del pronostico rispetto alla Yamaha. Harley è Harley, e quel marchio stampigliato sul serbatoio è già di per sé un’emozione e un sigillo di garanzia. Ma la XV950 a livello dinamico è sicuramente la più grande sorpresa di questa prova, per cui la sfida è ancora tutta da giocare. Aspettiamo di vedere se i nostri tester voteranno più col cuore (Harley) o col cervello (Yamaha).

 

Venite a trovarci

Infine le maxi. Ne abbiamo scelte due che per certi versi sono agli antipodi. Una moto ultramoderna e ultracostosa (BMW) che di rétro ha solo il vestito e una café racer anni Settanta che di moderno non ha volutamente nulla. Solo un paio di cose accomunano queste due moto: un motore straordinariamente generoso ai bassi e un manubrio criticatissimo per la posizione di guida che impone al pilota. Una è nettamente in vantaggio sull’altra, ma le strade tutte curve che domani (oggi per chi legge) ci porteranno a Verona promettono capovolgimenti di classifica. Nella gallery trovate le immagini del day2 della Comparativa Vintage. Secondo voi chi vincerà? Cliccate qui e partecipate al nostro sondaggio.

A proposito: seguiteci su Facebook e, se vi va, venite a trovarci. Verso le 13,30 saremo a pranzo mezzora a Verona e verso le 16,30 sosteremo un’altra mezzora a Peschiera del Garda, in zona via Venezia.

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