Comparativa globetrotter 2016: off-road (anche urbano)

Dopo lo sbarco al porto di Durazzo, il Test Team inizia a percorrere i primi chilometri in Albania. Nel day 2 della prova, le moto incontrano sabbia, fango e “fuoristrada da città”. Le impressioni dei tester e le foto della prova

IL NOSTRO ARRIVO IN ALBANIA

Inizia un po' in salita la nostra avventura in Albania (qui il day 1). Durazzo ci si svela di prima mattina avvolta da una fine pioggerellina, ma al di là del fastidio di dover cercare le tute antiacqua chiuse chissà dove mentre i funzionari della dogana ci urlano cose incomprensibili, ci colpisce il suo aspetto. Siamo in un altro paese: Paese che fino a pochi anni fa era stretto nella morsa di un regime e che ora cerca basi per rialzarsi. E si vede. Casermoni mezzi costruiti, casermoni costruiti ma molto brutti, traffico caotico e anarchico. Appena passata la dogana troviamo ad aspettarci i nostri contatti, che non ci rasserenano: "Occhio che qui gli automobilisti guidano male. Superano a destra. Le rotonde non prevedono alcuna precedenza. L'asfalto è messo male. Ci sono buche ovunque. Spesso mancano i tombini, vengono rubati". Iniziamo a guidare con l'umore un po' basso insomma, ma nel giro di poco le cose cambiano. Esce uno spiraglio di sole.  Ed è vero, le auto hanno una andatura... fantasiosa, ma non così terribile. Le persone ci guardano come fossimo marziani e ad ogni sosta domandano, chiacchierano. Vediamo il mare in lontananza. E soprattutto, stiamo guidando nove moto fantastiche.

URBAN OFF-ROAD

Da Durazzo puntiamo il parco nazionale di Divjake, che parecchie ore dopo (tra foto - qui le prime immagini -, video e insidiose sterrate fangose non siamo proprio velocissimi) ci porterà fino a Valona. Dove scopriamo una nuova disciplina, che a nostro piacimento prende il nome di urban off-road. Asfalto scivoloso come erba bagnata, buche gigantesche, veri e propri guadi, varie strade sterrate. È divertente fare enduro in mezzo ai palazzi! Pranziamo (sono le 17!) e riportiamo in direzione passo di Llogara. Alla nostra destra intravediamo la Puglia, e più precisamente Capo d'Otranto, che dista poco più di 60 km. È ormai sera quando iniziamo ad arrampicarci su una bellissima strada che scala la montagna fino a oltre 1.000 metri s.l.m. per poi picchiare in discesa con una serie di esse e tornantoni veloci. Come promesso dalle nostre guide, qui l'asfalto è ottimo. E non c'era modo migliore di concludere una giornata iniziata in salita e proseguita in fuoristrada: con un bel po' di curve fatte come si deve.

LE IMPRESSIONI DEL TEST TEAM

Come potrete immaginare, con una tale varietà di situazioni potremmo parlare a lungo di ogni moto, ma non è che il primo giorno in Albania, e per esperienza siamo sicuri che nel corso della settimana ci saranno "amori" tra tester e moto che inizieranno e finiranno, difetti che salteranno fuori, pregi che ci conquisteranno. Quello che penso di poter dire con certezza è che Ducati è piaciuta parecchio al Test Team, certamente su strada, ma anche - un po' a sorpresa per chi la provava per la prima volta - in fuoristrada: le sospensioni lavorano molto bene, e la posizione di guida azzeccata permette di gestire con una certa facilità le sue dimensioni importanti, restituendo un'ottima confidenza. Anche le chiavi di Triumph sono state parecchio ambite e non solo per il suo comfort regale. Per qualche ragione la Explorer è facile ed equilibrata anche sul terreno viscido - sulla sabbia addirittura! - e ha un'ottima elettronica. Altra notizia importante, ma per forza di cose riferita solo alla giornata di oggi: l'Africa Twin, per quanto certamente a suo agio in fuoristrada, ci ha lasciati un po' indifferenti.

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