07 January 2009

Comparativa: BMW K 1300 R contro Buell 1125CR. Nude sportive a confronto

La naked di Monaco piace per il motore, ancora più esagerato, rispetto a quello della K 1200 R da cui deriva. Entusiasmante per il comfort in città ed in autostrada, se ne avverte il peso fra le curve. La Buell ha una posizione di guida sportiva ed un impianto frenante migliorabili per la città, che però fanno del misto il suo terreno naturale.

Caratteristiche




CARATTERISTICHE
La K 1300 R e la 1125CR sono tanto uniche nel look quanto originali in diverse soluzioni tecniche, a partire dalle trasmissioni: i 173 CV della tedesca passano attraverso un cardano, i 146 CV dell’americana corrono lungo una cinghia. Ci sono poi le sospensioni BMW, diverse da qualunque altra unità, e il freno anteriore di Buell, l’unica naked sportiva di grossa cilindrata ad avere un singolo disco…che però è largo quasi come il cerchio. Evoluzione della K 1200 R, la 1300 ha un motore ancora più esagerato ed è stata rivista nella ciclistica e nella taratura delle sospensioni che ora sono più rigide. La Buell 1125CR è strettissima parente della “pistaiola” 1125 R.

In città




IN CITTÀ
La migliore è BMW, che grazie all’ABS, optional e al controllo di trazione ASC, altro optional, evita qualche spavento in frenata e in accelerazione. BMW piace soprattutto per il comfort in sella, ma è migliorabile nella frizione, dura, e nel carter destro del motore molto sporgente, sul quale va a sbattere lo stinco ogni volta che si appoggia la gamba per terra. In sella alla Buell bastano i pochi km che percorriamo in città per affaticare polsi e braccia, a causa della posizione di guida molto raccolta – manubrio e pedane sono vicini alla sella del pilota - e caricata sull’avantreno, che pregiudica il comfort urbano ed in viaggio, ma si rifà appena arrivano le curve, per efficacia di guida. Buell ha un altro elemento che la penalizza in città: l’impianto frenante è poco modulabile: dopo una prima frazione “a vuoto” parte della potenza arriva tutta di colpo. In compensa l’americana piace per le dimensioni molto compatte, anche se il motore tende a “soffocare” alla completa apertura del gas ai bassi.

Motori




MOTORI
L’Helicon della Buell – sviluppato con Rotax - è uno dei bicilindrici più piacevoli attualmente in commercio. Ha un’erogazione molto lineare: prontissimo a guadagnare giri e ricco di coppia già dai bassi regimi, ha una dolcezza esemplare su tutto l’arco di erogazione e un ottimo allungo fino a 10.500 giri indicati. Il quadricilindrico bavarese è più che un bel motore. Sembrava già esagerato quello della K 1200 R, ma qui si va oltre: aumentano notevolmente coppia e potenza massime ed è stato fatto un grosso passo avanti nell’erogazione. Scompare la ruvidezza ai bassi: dal minimo al limitatore il propulsore è finalmente molto dolce e lineare.

In autostrada




IN AUTOSTRADA
Quando si prende l’autostrada la tedesca è una vera viaggiatrice con una buona protezione aerodinamica, mentre, su questo fronte l’americana lascia trapelare la sua indole sportiva, con scarso riparo per pilota. BMW, lunga, bassa e con un’avancorsa notevole sembra un’estensione naturale dell’asfalto. È molto più che stabile; è imperturbabile. È a proprio agio nei curvoni autostradali, dove risulta veramente “piantata”. Con un interasse più corto di 20 cm e un cannotto di sterzo inclinato di 21°, la Buell è molto più reattiva. In autostrada corre sicura in curva anche a velocità sostenuta e per questo è meglio non esagerare.

Sulle curve




SULLE CRUVE
Il misto è il terreno di gioco ideale per la Buell 1125CR, che stacca la concorrente bavarese, grazie alle sue doti ciclistiche. Non perché la K 1300 R vada male, anzi. In rapporto al suo peso e alle sue dimensioni è agile ed intuitiva, ma non può competere con l’americana tutto pepe. Il Duolever trasmette una grande sensazione di solidità dell’avantreno in percorrenza, a discapito di un feeling migliorabile nelle entrate in curva coi freni ancora molto pinzati. Fra le curve, i freni della Buell, ai quali si richiede ora potenza più che modulabilità, funzionano a dovere, e sono assecondati da una taratura delle sospensioni sostenuta, che mantiene stabile l’assetto in frenata e in accelerazione, tanto da invitare il pilota a “divertirsi fra le curve”.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA