31 May 2012

Casey Stoner twitta sul suo ritiro

L’australiano evidentemente è stanco di sentire di tutto e di più sul proprio conto. In un tweet puntualizza che si ritira ma continua ad amare le corse e le moto

Casey stoner twitta sul suo ritiro

Nel caso qualcuno abbia frainteso il motivo del mio ritiro, ho perso passione e interesse per lo sport, non per le gare o per la guida di queste moto”.

Sono le parole con cui Casey Stoner, su Twitter (@Official_CS27) ribadisce per l’ennesima volta perché ha annunciato il ritiro (il nostro articolo). Non per problemi di salute, non per mancanza di stimoli agonistici, non per il fatto di essere diventato padre, non per stanchezza mentale o imborghesimento. Niente di tutto questo. Gareggiare per essere il numero uno gli piace sempre, ce l’ha nel DNA, così come spremere il massimo da una MotoGP evidentemente è per lui ancora un emozione unica e irripetibile (e intanto domenica c’è la gara in Catalunya - qui gli orari TV - dove Stoner l’anno scorso ha vinto).

 

Mi ritiro perché…

La decisione del ritiro è stata presa per esaurimento della passione, dovuto ad una gestione dello sport motociclistico troppo orientato al business. E Casey non l’ha certo tenuto nascosto: da quando ha annunciato il ritiro continua a sparare bordate su Carmelo Ezpeleta e sulla gestione Dorna del Motomondiale. In particolare ce l’ha con la regola del Rookie (un pilota debuttante in MotoGP non può correre in una squadra ufficiale, e secondo Stoner questo tarpa le ali a quello che ritiene il suo naturale sostituto, Marc Marquez) e col divieto per i piloti delle classi minori di accedere nel paddock col proprio motor home: “io stesso non sarei stato in grado di arrivare dove sono oggi - dice Casey in un’intervista all’emittente TV australiana Channel 10 - se non avessi avuto l’opportunità di portare il mio camper nel paddock quando correvo nelle cosiddette classi minori”. E poi ci sarebbe il passaggio alle 800, i continui cambi di regolamento, l'aumento dei costi, la CRT…

 

Ezpeleta minimizza

Il gran capo della Dorna fa finta di nulla, parla come se perdere Stoner fosse una di quelle cose che non possono far male alla MotoGP: “noi non cambieremo la nostra opinione sul Motomondiale, il ritiro di Stoner non è una tragedia”.

 

Futuro nelle 4 ruote?

Ma i motori e le corse sono sempre parte di Casey. Infatti sta già facendo un pensierino alle gare automobilistiche in Australia, perché i bolidi del campionato Australiano V8 Supercars, già provate da Stoner ma anche da Bayliss, sono divertenti quasi come le moto ma molto più sicure.

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