11 August 2016

Il futuristico casco Skully AR-1 non arriverà sul mercato

Casco Skully AR-1: fallita l’Azienda produttrice del tecnologico integrale. Con il suo schermo HUD (Head Up Display), collegato alla telecamera installata sul retro della calotta, si proponeva come un prodotto rivoluzionario, invece non arriverà sul mercato. Nessun rimborso per finanziatori e clienti 

IL FALLIMENTO SKULLY

Vi ricordate del casco integrale Skully AR-1? Un modello ultra tecnologico, dotato di schermo HUD (Head Up DisplayIndiegogo , che proietta informazioni direttamente all'interno della visiera) e di una piccola telecamera con un grandangolo di 180° che consente al pilota di vedere anche cosa succede alle sue spalle guardando il display HUD (qui tutti i dettagli). Un casco che avrebbe potuto rivoluzionare la mobilità su due ruote, peccato che… non arriverà mai sul mercato!
L’azienda Skully ha infatti inviato a tutti i clienti e ai finanziatori una lettera nella quale comunica che sta avviando il processo di fallimento e si scusa per la situazione. Ma facciamo un passo indietro. Il progetto era nato due anni fa e i due fondatori dell’Azienda, i fratelli Markus e Mitch Weller, avevano subito avviato una raccolta fondi su www.indiegogo.com per finanziare la loro startup. Il progetto era piaciuto a molti (compreso il Gruppo Piaggio, che aveva avviato una collaborazione con Skully per sviluppare la piattaforma multimediale), tanto che i due erano riusciti a raccogliere più di 10 milioni di dollari sul sito di crowdfunding e altri 5 milioni da altri investitori. Una volta raggiunta quella cifra, Skully aveva iniziato a raccogliere i pre-ordini per il loro AR-1 e, nonostante il prezzo non proprio economico del casco (1.500 dollari), l’Azienda aveva raccolto subito molti ordinativi. 

UNA SERIE DI PROBLEMI

Qualche mese fa però, i due soci fondatori sono stati allontanati dall’Azienda (per motivi non noti) e da lì sono iniziati i problemi. Insieme a Markus e Mitch, anche numerosi membri della squadra hanno lasciato il progetto e le cose hanno iniziato a sprofondare. Successivamente la Casa aveva comunicato che, nonostante i 15 milioni di dollari raccolti, non era pronta per iniziare la produzione di massa dei caschi. Così gli investitori hanno preferito cessare le operazioni con la società, piuttosto che cercare di ricostruire la reputazione “macchiata” di Skully e provare a riorganizzare il gruppo in ottica della produzione di massa. Negli ultimi mesi, come ultimi tentativi prima del fallimento, Skully ha chiesto un nuovo finanziamento, ma gli è stato negato, e ha cercato disperatamente di essere acquisita dalla società cinese LeSports, ma l’accordo non è andato a buon fine. All’Azienda non è rimasto quindi che avviare la richiesta di fallimento. Inoltre, Isabelle Faithhauer, ex-dipendente Skully (era l’assistente di Markus Weller), ha esposto denuncia nei confronti dei due soci fondatori, accusandoli di aver utilizzato i fondi della società per l’acquisto di auto di lusso, l’affitto di appartamenti costosi e viaggi privati in giro per il Mondo. Se tutto ciò fosse vero, anche questo potrebbe spiegare come mai, nonostante i 15 milioni di dollari raccolti, Skully non abbia trovato i fondi necessari ad avviare la produzione e sia stata costretta al fallimento.
Alcuni rumors sostengono inoltre che i numerosi problemi potrebbero essere nati in quanto il casco Skully AR-1 non avrebbe i requisiti per superare le norme di omologazione europee ECE 22.05 (proibiscono qualsiasi appendice vicino all’occhio del pilota) e nemmeno quelle D.O.T. americane, ma queste sono voci non confermate.

FINANZIATORI E CLIENTI A MANI VUOTE

Un bel problema ora per i numerosi finanziatori del progetto su Indiegogo, che rischiano di veder svaniti in fumo i loro soldi, versati dietro alla promessa di vedersi recapitare il casco. Nelle clausole del sito di raccolta fondi si legge infatti che la società non è obbligata a mantenere la promessa del “dono” né tantomeno a rimborsare i propri investitori in caso di fallimento. Ciò significa che è molto probabile che gli investitori rimarranno a mani vuote, così come gli oltre 1.500 clienti che hanno effettuato un pre-ordine sul sito Skully. Ma per i finanziatori online un piccolo lumicino di speranza si potrebbe accendere con il curatore fallimentare, che potrebbe elargire loro un risarcimento. Dopo aver avviato il fallimento infatti, il curatore fallimentare mette in vendita tutti i beni della società (scorte, attrezzature, proprietà intellettuale, ecc) e utilizza il ricavato per pagare i debiti nei confronti di creditori della società; tra di questi rientrano i finanziatori online, anche se in ultima posizione della scala. Solo una volta che tali debiti saranno pagati, se ci saranno fondi rimanenti, questi saranno utilizzati per rimborsare i clienti. Per loro quindi la speranza di vedersi rimborsare qualcosa si fa ancora più sottile.
Anche perché, tecnicamente, chi ha ordinato il casco non è proprio un cliente nel senso stretto della parola (chi ha diritto a ricevere un bene o un servizio dietro il pagamento di un corrispettivo), bensì un "piccolo investitore" che ha impegnato il proprio capitale a proprio rischio...

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