Bridgestone ferma attività e investimenti in Russia

Bridgestone cessa ogni attività di produzione e di investimento verso la Russia a causa del conflitto con l'Ucraina. In aiuto dei rifugiati, la Casa giapponese stanzia finanziamenti economici a favore della Croce Rossa e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

1/8 Bridgestone Battlecruise H50

Bridgestone si unisce alla protesta contro la guerra Russia-Ucraina prendendo posizione contro lo Stato aggressore e in difesa dei propri dipendenti. Come la stessa azienda nipponica di pneumatici dichiara in un proprio comunicato stampa, la loro principale preoccupazione in questo contesto di crisi rimane la sicurezza dei propri dipendenti e delle rispettive famiglie.

L’azienda ha così deciso, con decorrenza da venerdì 18 marzo 2022, di sospendere tutte le attività produttive in Russia e di congelare eventuali nuovi investimenti, oltre a sospendere da subito tutte le esportazioni verso il Paese guidato da Putin, continuando però a supportare i dipendenti dello stabilimento russo di Ulyanovsk. Per ora, la produzione manifatturiera al di fuori dei confini russi resterà stabile.

Vista la situazione d’emergenza, in aiuto della popolazione ucraina Bridgestone EMIA fa anche sapere di aver donato 1 milione di euro alla Croce Rossa (unendosi alla donazione fatta da Honda) e altri 2,5 milioni all’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

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