22 January 2015

Bollo moto storiche: ancora confusione. Le posizioni di FMI e RIVS

Dopo che alcune regioni hanno deciso di mantenere la tariffa agevolata per le moto con età tra i 20 e 30 anni, il Registro Italiano Veicoli Storici lancia l’allarme: il governo potrebbe annullare tutto! Mentre la FMI cerca di convincere tutte le regioni a seguire Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, provincia di Bolzano e (forse) Veneto, l'RIVS fa una proposta alternativa

Bolli moto storiche

Dopo che il Senato, approvando la legge di stabilità, ha cancellato il bollo a tariffa agevolata per le moto (e le auto) con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, è scoppiata una bufera tra tutti gli appassionati di veicoli d’epoca. In un momento di crisi, come questo che stiamo attraversando, molti potrebbero decidere di privarsi della propria “vecchia “ due ruote per non trovarsi ad affrontare nuove spese.

 

SITUAZIONE DIVERSA REGIONE PER REGIONE

Per venire incontro agli appassionati di veicoli d’epoca (e non privarsi delle entrate del bollo...), alcune regioni hanno provato ad arginare il problema decidendo (in senso opposto al governo) di mantenere la tariffa agevolata per i veicoli di età compresa tra i 20 e i 30 anni. La FMI ha rilasciato un comunicato nel quale chiarisce la posizione delle diverse regioni; nulla è cambiato rispetto alla situazione vi avevamo illustrato noi giorni fa (per leggere il comunicato integrale della FMI cliccate qui), a differenza del fatto che ora probabilmente anche il Veneto opterà per la tariffa ridotta, ma non c'è ancora nulla di certo. Al momento quindi solo  i residenti in Provincia di Bolzano e nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia, e Toscana pagheranno la tariffa ridotta. Nella pagina successiva trovate una tabella riassuntiva che vi aiuterà a chiarirvi le idee, ma... la situazione potrebbe cambiare di nuovo nei prossimi giorni, ecco perché la Federmoto è impegnata in colloqui volti a far sì che tutte le regioni seguano l'esempio di quelle che abbiamo citato. Resta sempre inteso che un veicolo di 30 o più anni per la legge è a tutti gli effetti "d'epoca".

 

LA SITUAZIONE È TRABALLANTE

A placare l’entusiasmo dei motociclisti residenti nelle regioni che hanno optato per la tariffa agevolata ci pensa il Registro Italiano Veicoli Storici (RIVS), secondo il quale la situazione alla quale stiamo andando incontro porterà non pochi problemi (cliccate qui per il comunicato integrale). A preoccupare il RIVS è in primo piano il fatto che il Governo potrebbe abrogare le decisioni della singole Regioni (una legge regionale non può superare una legge statale) e ripristinare ciò che diceva la Legge di Stabilità ovvero: bollo a tariffa piena per tutti! In secondo luogo il fatto che negli ultimi 15 anni i commi 2 e 3 dell’art.63 L.342 (quelli che determinano l’esenzione o agevolazione per le tasse automobilistiche, qui trovate il testo di legge) sono stati interpretati in modo diverso dalle varie associazioni regionali; ciò ha provocato un’applicazione della legge diversa in ogni Regione. In questi anni la Corte di Cassazione ha però stabilito che l’ASI (Automotoclub Storico Italiano, alla quale fanno riferimento le associazioni regionali) non ha potere certificatorio ai fini fiscali e quindi non potrebbe prendere tali decisioni e si dovrebbe pagare ugualmente in ogni zona del nostro Paese. Insomma… un po’ quello che sta succedendo anche ora con la Legge di Stabilità. Nella situazione in cui ci troviamo è molto alto il rischio di dividere gli appassionati italiani in collezionisti di serie A, iscritti all’unica associazione e residenti nelle “Regioni fortunate”, e collezionisti di serie B, quelli delle “Regioni svantaggiate” e che non intendono versare alcuna quota "obbligatoria" per veder riconosciuto lo status di "epocale" al proprio veicolo.

 

LA SOLUZIONE SECONDO IL REGISTRO ITALIANO VEICOLI STORICI

Il RIVS lancia la propria proposta che ha come obbiettivo quello di garantire equità a tutti i contribuenti d’Italia, con la garanzia di un controllo attento, affinché le agevolazioni previste non siano distribuite senza criterio. La loro proposta può essere riassunta in cinque punti:

 

  • Valore al valore: Rimodulazione della Tassa di Proprietà per i veicoli non storici passando da un sistema di imposizione basato sui kW ad uno basato sul valore dell’auto. Al compimento del ventesimo anno poi il proprietario potrà decidere se continuare a pagare la tassa normale o se certificare la storicità del veicolo e di conseguenza pagare una tassa forfettaria.
  • Una legge unica: Esistono attualmente due fattispecie, una di veicolo storico definita dall’articolo 60 del Codice della Strada e una di veicolo di particolare interesse storico definita articolo 63 della legge 342/2000. Il RIVS crede che sia giunta l’ora che tale definizione venga resa univoca e venga utilizzata come riferimento per tutti i campi di applicazione. La loro idea è la seguente: “È da considerarsi veicolo storico ogni autoveicolo, motoveicolo, triciclo, quadriciclo e ciclomotore, ad esclusione dei mezzi adibiti ad uso professionale, a partire dal ventesimo anno dalla data di costruzione, a cui sia stato rilasciato il certificato di rilevanza storica e collezionistica da parte di uno degli enti riconosciuti”.
  • Maggior concorrenza: il RIVS sostiene che sia opportuno che gli enti riconosciuti non vengano indicati in maniera immutabile dalla legge stessa, creando di fatto un monopolio o un oligopolio, come è stato in questi anni. Lo status di ente certificatore dovrebbe prevedere dunque che questi enti debbano rispondere a precisi criteri oggettivi e di competenza.
  • Autorità nazionale: La proposta del RIVS prevede una Commissione Ministeriale, la quale avrebbe funzione di garanzia per lo Stato, attribuendo il riconoscimento agli enti e verificando periodicamente che essi rispettino i criteri necessari per ottenere la qualifica di ente certificatore di veicoli storici. La Commissione potrebbe  verificare periodicamente il lavoro degli enti, rendendoli responsabili della veridicità delle dichiarazioni rese con il certificato di interesse storico e collezionistico e obbligandoli a svolgere le proprie funzioni nella maniera più corretta possibile, pena la sospensione o revoca del riconoscimento. Gli enti riconosciuti potrebbero inoltre costituire un "Coordinamento Nazionale" con finalità di autocontrollo.
  • Controllo periodico: i certificati rilasciati per i veicoli dovrebbero avere una data di scadenza. Non è compito della revisione periodica, come sostengono alcuni, stabilire se un veicolo è storico o meno. Questo è uno status che deve essere certificato da tecnici esperti e competenti. Il RIVS propone dunque che le certificazioni rilasciate dagli enti riconosciuti non possano valere più di tre anni, passata tale data il veicolo dovrà essere sottoposto a un nuovo esame.

La situazione in Italia

La situazione nelle varie regioni d’Italia in merito al bollo dei veicoli storici

 

Regione

Moto tra i 20 e 30 anni

Moto con più di 30 anni

Abruzzo

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 12,50 euro

Provincia di Bolzano

Tutte le moto al compimento del 20° anno: tassa di circolazione di importo variabile a seconda della cilindrata. Importo minimo 18 Euro, con possibilità di versamento trimestrale

Calabria

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 13 euro

Emilia Romagna

Tassa di circolazione di 10,33 euro se iscritta al registro storico FMI

Tassa di circolazione di 10,33 euro

Lazio

Tassa di possesso ordinaria da pagare entro il 2 febbraio 2015 con periodicità gennaio-luglio 2015 e successivamente con periodicità agosto 2015-luglio 2016

 

Tassa di circolazione di 11,36 euro

 

Liguria

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 11,36 euro

Lombardia

Tutte le moto al compimento del 20° anno: Tassa di circolazione di 20 Euro. Le moto di 20 anni iscritte al registro storico FMI non pagano nulla

Marche

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 11,15 euro

Molise

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 11 euro

Puglia

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 20 euro

Toscana

Tassa di possesso di 26,25 euro

Tassa di circolazione di 11,93 euro

Provincia di Trento

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 10,33 euro

Umbria

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 10,33 euro

Valle d’Aosta

Tassa di possesso ordinaria

Tassa di circolazione di 10,33 euro

 

Le Regioni che non compaiono nella tabella (Basilicata, Campania, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna) sono quelle di cui non si hanno ancora notizie ufficiali. Tra le regioni mancanti l’unica che ha chiesto di poter usufruire della tariffa agevolata è il Veneto, nelle altre regioni dovrebbe rimanere il bollo a tariffa piena. In ogni caso vi ricordiamo che la situazione di tutte le regioni potrebbe cambiare di nuovo nei prossimi giorni.

La posizione della FMI

Riteniamo opportuno aggiornare gli utenti su come le diverse regioni hanno reagito alla Legge di stabilità 2015 che ha tolto le agevolazioni sul bollo per i mezzi di venti anni, reintroducendo per essi la tassa di proprietà, da pagare quindi obbligatoriamente anche se il mezzo non è circolante, spesso con tariffe molto alte nelle regioni che differenziano il pagamento a seconda della classe inquinante del mezzo. Ricordiamo inoltre che la situazione è ancora in divenire e che ulteriori modifiche potrebbero arrivare anche nei prossimi giorni.

 

Iniziamo con il dire che, in linea con la legge nazionale, tutte le regioni hanno mantenuto la tassa di circolazione forfettaria (di importo variabile da 10,33 a 20 euro) per le moto di trenta anni.

Hanno invece mantenuto la tassa di circolazione per le moto tra i 20 ed i 30 anni la Provincia di Bolzano, l'Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana (con tassa di proprietà) e, probabilmente, il Veneto. In realtà per quest'ultima regione non abbiamo una notizia ufficiale, ma vi è stato l'annuncio da parte dell'Assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti di voler continuare ad applicare il bollo agevolato.

 

Hanno già comunicato sui rispettivi siti l'abolizione del bollo forfettario per le moto di venti anni Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Provincia di Trento, Umbria e Valle d'Aosta. Non si conosce ancora la posizione di Basilicata (per la quale ci sarebbe l'intendimento di dividere gli importi a seconda della cilindrata), Campania e Piemonte.

Per quanto riguarda Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia invece, per le quali il tributo è erariale, l'Agenzia delle Entrate non si è ancora espressa, ma tutto lascia pensare che le tre regioni applicheranno la legge di Stabilità.

 

Ricordiamo che la situazione può ancora mutare, in quanto sono in corso contatti tra la FMI e tutti gli assessorati regionali, al fine di chiarire la situazione e - se possibile - orientarli a mantenere l'agevolazione. E' nostra convinzione infatti che l'applicazione della legge di Stabilità, piuttosto che incrementare le entrate regionali, porterà alla scomparsa di tanti veicoli finora conservati. Il Lazio ha fissato la scadenza del 2 febbraio 2015 per il pagamento della tassa di proprietà per i mezzi di venti anni.

 

Infine, chiariamo che la Legge di Stabilità, riconoscendo l'esenzione dal bollo per le moto di trenta anni, ha applicato un criterio di selezione valido esclusivamente ai fini fiscali.

Le norme che regolano la circolazione dei mezzi di interesse storico e collezionistico fanno tutte capo all'articolo 60 del Nuovo Codice della Strada, che stabilisce che un veicolo è riconosciuto di interesse storico e collezionistico al compimento del ventesimo anno di età se viene iscritto ad un Registro Storico.

 

Di seguito, le agevolazioni derivanti dall'iscrizione al Registro Storico FMI:

-Vantaggi assicurativi
-Pratiche per la reimmatricolazione
-Possibilità di circolare nei centri storici (ove consentito dai Comuni)
-Possibilità di tenere le luci spente durante la marcia diurna
-Revisione agevolata (secondo quanto previsto al momento dell'immatricolazione
-Possibilità di viaggiare con equipaggiamento originale, senza montare dispositivi di sicurezza non previsti al momento dell'immatricolazione.

La posizione dell'RIVS

Della legge di stabilità si è detto tutto e il contrario di tutto. La nostra idea a riguardo l’abbiamo già espressa a più riprese, tuttavia vorremmo tornare nuovamente sull’argomento per affrontarlo da un punto di vista pratico e capire meglio in quali rischi il motorismo storico italiano potrebbe incorrere, se, come pare, le Amministrazioni continueranno a non affrontare l’argomento con decisione e coerenza.

 

È notizia di queste settimane che molti appassionati stanno accogliendo con comprensibile entusiasmo le notizie provenienti da alcune Regioni, le quali, in aperto contrasto con quanto previsto dal Governo, starebbero studiando – mentre scriviamo alcune regioni hanno già provveduto a mettere sulla carta queste intenzioni - misure normative per confermare le agevolazioni per i veicoli tra i 20 e i 30 anni d’età.

Comprensibile entusiasmo, dicevamo, ma c’è davvero da essere soddisfatti di queste vittorie parziali? In realtà la nostra opinione è che sia meglio essere cauti di fronte a quella che, nel migliore dei casi, si rivelerebbe come l’ennesima soluzione raffazzonata e all’italiana, carente sia di legittimazione giuridica che di prospettiva politica.

 

Il nostro primo motivo di preoccupazione riguarda proprio la legittimazione normativa delle regioni in materia di tassa automobilistica: in tal senso, le pronunce della Corte Costituzionale, contrarie a misure simili a quelle di cui stiamo scrivendo, non si contano. L’incognita grave, dunque, è che il Governo ricorra contro queste misure, facendole abrogare e ripristinando quanto stabilito con l’ultima Legge di Stabilità. A che scenario andremmo incontro in tal caso? Il rischio, reso ancora più probabile da una mancata unità d’intenti tra le stesse Regioni, è che queste misure non sortiscano altro effetto, se non quello di creare ancora più confusione, con norme prima emesse e poi ritirate e i nostri cittadini/appassionati/contribuenti sospesi nuovamente in una situazione d’incertezza.

 

Secondo elemento da non sottovalutare. I compianti commi 2 e 3 dell’art.63 L.342 del 2000 nella loro indeterminatezza sono stati, per 15 anni, forieri di incomprensioni e ingiustizie, e hanno favorito una applicazione disomogenea della norma sul piano nazionale. Una situazione molto simile a quella che si sta verificando oggi, ma con una aggravante in più: 15 anni di sentenze e pareri autorevoli (da parte di Agenzia delle Entrate, Corte di Cassazione e Commissioni Tributarie) hanno affermato a più riprese l’insussistenza in capo alla sola ASI di un potere certificatorio ai fini fiscali. Le varie proposte regionali terranno conto di questa giurisprudenza? Purtroppo, ad oggi, sentendo le varie dichiarazioni, non sembrerebbe essere così.

 

Ci sarebbe allora da porsi la domanda: “A chi giovano queste proposte?” A chi giova ristabilire un potere certificatorio indiscriminato in capo ad una sola associazione? Un’associazione che, per bocca del suo stesso Presidente, ha ammesso errori e omissioni nella gestione di queste pratiche, scaricando al contempo la responsabilità sui “club federati”. Per certo possiamo solo dire che tutto questo non giova agli appassionati. È evidente infatti il rischio di dividere gli appassionati italiani in collezionisti di serie A, iscritti all’unica associazione e residenti in poche fortunate regioni, e collezionisti di serie B, quelli delle Regioni svantaggiate, e quelli che – come è nel pieno del loro diritto – non intendono versare alcuna quota associativa ad un ente di cui non riconoscono principi, attività e modalità d’azione. E’ questo il futuro che vogliamo? E’ davvero questo il meglio che si può fare per salvare i veicoli ventennali dalla gogna della rottamazione forzata o dall’espatrio indotto?

 

Schiacciati tra gli interessi di parte dei pochi che possono contare amicizie politiche influenti, e un Governo indifferente alle istanze di proprietari e operatori, avremo mai l’occasione di vedere tutelata la nostra passione in maniera equa e univoca? Avremo mai un’unica legge che disciplini circolazione, revisione, immatricolazione e fiscalità con regole uguali per tutti?

 

Come RIVS abbiamo cercato di offrire una risposta che tenesse conto di tutti questi elementi, frutto del rapporto diretto con i nostri associati e gli appassionati di auto d’epoca, che per noi continueranno sempre a essere considerate tali a partire dai 20 anni. Un’idea che vuole essere anche spunto di discussione e riflessione, perché il futuro si costruisce anche così, dando ascolto alle idee di tutti, e non solo gli interessi di qualcuno.

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